Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: giugno 2011

Social network e politici: chi ha più amici?

I politici nostrani stanno scoprendo l’importanza dell’amicizia. Non solo con Bisignani, ma anche con i loro piccoli fan/elettori/internauti: specie con quelli che scelgono attivamente di seguire le gesta eroiche (e/o erotiche?) dei loro beniamini, aumentando il numerino magico del loro profilo Twitter o Facebook.

Qui trovate l’infografica realizzata da Linkiesta.

Solo a titolo di esempio: su Facebook Vendola può sbandierare oltre mezzo milione di amici; Berlusconi insegue con abbondanti 300 mila. Gli Idv De Magistris e Di Pietro sono a rispettivamente a quota 260 e 236 mila. Molto staccati il segretario Pd Bersani, con scarsi 59 mila, il presidente Casini, con 19 mila, e il presidente della Camera “Tortellino” Fini, con soli 2.728 amici (sempre di più dei voti del suo amico Filippo Rossi, ne parlavamo qui).

Twitter, che sebbene in crescita risulta ancora poco utilizzato in Italia, vede Vendola ancora una volta in vantaggio: quasi 69 mila followers, contro i 39 mila di Di Pietro, secondo nella classifica virtuale. Per Silvio nessuna pagina Twitter (comunicatori fatevi avanti!), così pure per Maroni.

Altro capitolo è come le reti sociali vengano utilizzate: ma questa è un’altra storia.

Buon divertimento!

Pulizie comuniste in piazza Tienanmen

Tienanmen fa venire subito in mente le proteste del 1989. Studenti, operai, persone comuni che si oppongono ad un regime inumano.

Oggi i cinesi scendono di nuovo in piazza. Ma, ironia del destino, proprio per preparare la grande spianata a festeggiare i 90 anni della fondazione di quel partito comunista cinese che 22 anni fa era al centro delle proteste.

Ed allora giù di raschietto e solvente per togliere ogni piccola macchia, per lustrare il selciato, per mostrare lo splendore dell’impero.

Prima o poi la libertà prevarrà. Nel frattempo: viva il Partito che tutto sa e tutto può.

Buon divertimento!

link –> flash d’agenzia e fotogallery su IGN

Borghezio contro Roma

L’avvocato e raffinato pensatore leghista BorghezioMario ultimamente è più attivo del solito: la sua antiromanità (a tratti persino giustificabile) merita di menzione.

Pochi giorni fa il nostro ebbe a dire: “Roma e’ una città sporca, fa schifo. Alemanno si rimbocchi le maniche e pensi a lavorare, invece di perdere tempo a fare polemiche con noi”. E ancora, rispondendo alla domanda “A quale capitale mondiale paragonerebbe Roma?”, ha risposto “Se proprio dobbiamo cercarne una dello stesso livello allora direi che ricorda più Calcutta che una metropoli occidentale. Alemanno dovrebbe correggere molte cose, a cominciare dalla sistemazione del traffico stradale di Roma. Dovrebbe razionalizzare i servizi pubblici e pulire una città che fa schifo. I cittadini sarebbero d’accordo con me” (e purtroppo io, da cittadino adottivo, su queste ultime considerazioni sono d’accordo). Approfondimento qui.

La controparte (il duo Polverini-Alemanno, dirige il maestro… ops, questo è San Remo, pardon) ha pensato bene di querelarlo.

Anche il Teatrino sta pensando di adire le vie legali, specie dopo che Borghezio, riferendosi alla P4, ha usato queste parole: “Alemanno e la Polverini, volenti o nolenti, sono i burattini di questi burattinai.”

Buon divertimento!

link –> articolo su Giornalettismo (con video)

Lombardo campione di slalom (politico)

Raffaele Lombardo ha doti inaspettate: come riesce a fare slalom tra gli schieramenti lui, neanche Scilipoti. Anche perché, rispetto all’ex Idv, è presidente di una importante regione italiana, ha una carica di prim’ordine nella piramide del treatrino italico.

Sarebbe arduo riassumere tutta la sua vicenda. Ci limitiamo solo alle ultime 48-72 ore, tempo comunque sufficiente per evidenziare un’audace virata  a sinistra (ancor più di prima). Dopo una due giorni congressuale, infatti, il patto con il Pd sembra essere vicino. Pensare che si attendeva una forte spinta verso un partito (centrista) del Sud, ed invece… E nonostante il “banderuolismo” dimostrato da Raffaele, i 4.000 sostenitori accorsi al Palaghiaccio di Catania lo hanno acclamato.

Per chi se lo fosse perso, ricordiamo che il presidentissimo (con la passione per i fucili, come ricordavamo qui) era stato eletto nelle fila del Pdl.

Buon divertimento!

link –> articolo su Linkiesta

Riduzione dei costi della politica. La volta buona?

Qui si trovano sette articoli brevi, chiari; quattro pagine scarne che sembrano scritte a macchina. Principi che, se applicati, darebbero un segnale forte, oltre a far risparmiare una cifra indefinibile ma di una tremenda utilità.

Giusto per riassumere i punti salienti del documento, dall’eloquente titolo “Costi della politica”:

– l’art. 1 propone di livellare i compensi di qualunque funzionario pubblico (amministativo o politico) a quelli delle corrispondenti cariche degli altri paesi europei;

– l’art. 2 fissa il limite di cilindrata in 1.600 cc per le auto blu (le risate! Nella foto uno dei modelli a cui si sta pensando per rimpiazzare le Audi A6 4.200 cc benzina);

– l’art. 7 impone l'”elecion day“, cioè l’accorpamento di eventuali referendum ed elezioni (dalla prossima volta però, eh, stavolta c’è sfuggito…).

I funzionari del ministero dell’economia si stanno dando da fare? Diciamo pure che queste sono ovvietà che un paese, specie nelle condizioni economiche date, dovrebbe aver attuato già da un ventennio.

Il teatrino che si autoridimensiona a questo livello è credibile quasi quanto l’esistenza del Chinotto su Plutone: possibile in assoluto ma, ecco, alquanto improbabile.

Buon divertimento!

Il ponte (virtuale) sullo stretto di Messina

Non so voi, ma io, quando sono andato in Sicilia, lasciando il continente ho dovuto prendere un traghetto. Nessun ponte, neanche una campata, un pilone, un cavo d’acciaio, niente. Magari mi è sfuggito, sarà che ero stanco, non so che dirvi.

E sì che si sono già spesi 250 milioni di euro per il famoso Ponte. Se ne parla dal 1969, quando fu lanciato un concorso di idee per collegare le due sponde. Da allora l’acqua sotto il ponte (virtuale) è stata solcata decine di migliaia di volte, si sono susseguiti decine di governi, sono tramontati (fortunatamente) diversi generi musicali discutibili, la mafia ha continuato la sua florida attività, la vita ha proseguito il suo corso.

Oggi, nel disinteresse generale, questa opera continua un suo iter: lentissimo, irto di ostacoli, fatto di comitati, studi, progetti, proteste e, come sempre, il nulla realizzativo.

Sergio Rizzo ripercorre i quattro decenni abbondanti di questa vicenda in un articolo sul Corriere, lo trovate qui. Nel frattempo anche il Portogallo, che è il Portogallo, ha un ponte di oltre 12 km costruito in 3 anni (questo).

Buon divertimento!

Sole, mare e munnezza

Siamo dei campioni della polemica, del rimbalzarci le responsabilità, del riempirci la bocca di “io l’avevo detto” ma, nel frattempo, nel rimanere immobili.

Napoli simboleggia cosa siamo capaci di fare (in peggio). L’ovvio (organizzare un sano smaltimento dei rifiuti) da noi diviene lo straordinario (emergenza, esercito, nasa, ufo). E lo straordinario, il perennemente irrisolto.

Mentre noi bruciamo i rifiuti in strada, ci chiudiamo in casa per non inalare, rischiamo malattie, in altri paesi, realmente civili, riescono a smaltire, riciclare, riutilizzare, creare energia e posti di lavoro. E non parlo solo di Germania.

Basta che ce sta ‘o sole, basta che ce sta ‘o mare…“.

Buon divertimento!

link –> fresco fresco, l’ennesimo flash di agenzia, sempre uguale da anni (questo dell’Agi)

Pd: due cosce per il vento di cambiamento

In tema di comunicazione politica, il teatrino nostrano si distingue sempre per stravaganti trovate. E per reazioni scomposte. Dai manifesti “Meno tasse per tutti” di Forza Italia, passando per l'”oltre” di un Bersani in maniche di camicia, ci sarebbe tanto da raccontare.

Ma veniamo alla stretta attualità: proprio in queste ore sta facendo discutere il manifesto (qui a lato) che ricorda ai “comunisti” la Festa dell’Unità di Roma che si aprirà domani 23 giugno alle terme di Caracalla.

Le polemiche più accese vengono proprio dall’interno, su tutti è il comitato nazionale “Se non ora quando” a far sentire tutto lo sdegno puritano necessario.

Ok, in effetti sembra una pubblicità di una crema depilatoria. Ma siamo sicuri che sia così necessario ogni volta fare una tale cagnara?

Sorge quasi quasi il dubbio che, grazie ad una sapiente operazione di marketing, tutto sia stato studiato per dare più risalto alla manifestazione…

Buon divertimento!

link –> articolo su Affari Italiani

Il buco di bilancio del Pd: 51 milioni di euro

I rimborsi dei partiti, dal 1999 al 2008, sono cresciuti del 1.110 %. Nonostante questo lieve aumento, ci sono “aziende-partito” che riescono ad essere in rosso. E non di poco.

Prendiamo il Pd: conto 2010, disavanzo di 43 milioni di euro. Introiti scesi di venti milioni rispetto all’anno prima, spese attestatesi a 97 milioni. Risultato finale: 51 milioni di debiti totali accumulati.

Il tesoriere del partito, però, ostenta sicurezza ed afferma che dipende solo da come si fanno i calcoli (questione di ratei e risconti o qualcosa di simile).

Può anche darsi. Ma, anche se siamo in ambito politico, dove si può dire tutto ed il suo contrario, i numeri hanno una loro certa chiarezza. E riprendendo dall’articolo del sito Linkiesta: “come direbbe l’economista-filosofo Pier Luigi Bersani «tre prosciutti non ci vengono fuori da un maiale»“.

Buon divertimento!

De Magistris e Napoli: (ri)iniziano le “tarantelle”

(Premessa: per brevità evitiamo le dichiarazioni di Bassolino, Iervolino, commissari speciali e compagnia. 20 anni di buffonate.)

C’erano tempi in cui il Mortadella (noto anche come Romano Prodi) annunciava “in 24 ore Napoli sarà pulita dai rifiuti”. Qui le prove, sicuramente non tacciabili di partigianeria di destra, visto che è un articolo di Repubblica.

Poi arrivò il Cavaliere (ormai declassato a cavallo stanco) e anche lui si vantò di poter risolvere la nauseabonda questione. E’ durato poco, oggi sappiamo come è tornata la situazione nel capoluogo campano.

Ecco l’ultimo supereroe: no, non Pisapia, bontà sua, ma De Magistris. Anche lui, non volendo farsi mancare la sua figura di melma, ha dichiarato di riuscire a pulire al città in 5 giorni. Accortosi, poi, che qualcosa non stava andando per il verso giusto, ha gridato al complotto. Interessante. Qui uno dei tanti articoli che richiamano la cosa.

Insomma, cambia il burattino ma la scena è sempre inevitabilmente quella.

Buon divertimento!

P.s.: grazie al laureando di casa per avermi segnalato la dichiarazione del neosindaco napoletano, lui sa. 🙂

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