Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: luglio 2011

Il Trota Bossi sbeffeggiato su Facebook

Quel contenitore sociale di immani proporzioni che è Facebook è, tra le altre cose (belle e brutte), un inesauribile  mare nel  quale pescare pagine goliardiche ed irriverenti sui politici nostrani.

Se poi si prova a cercare materiale sul Trota, all’anagrafe Renzo Bossi, vien giù il mondo. Giusto a titolo esemplificativo, riprendo pari pari una parte dell’articolo apparso su Giornalettismo (trovate il link in basso) che introduce una delle migliori pagine che lavorano per bene ai fianchi il figlio del padano imperatore. Dunque:

“Non c’è pace per Renzo Trota Bossi, figlio prediletto del Senatur e politico dalla sfolgorante carriera, noto anche per il suo attaccamento al 5° anno delle superiori. Dopo i problemi relativi alla sua elezione, sulla quale i soliti magistrati comunisti lanciano i loro strali insinuando che sia stata ottenuta a forza di dossier sui nemici, dopo che Balotelli gli ha fregato la fidanzata, dopo che il web ha lanciato pesanti dubbi sull’effettiva esistenza del suo diploma, ecco anche la beffa. Si chiama “Il Trota ha detto ed è una pagina di quasi 3.000 fan [ora più di 5.000, n.d.a.] uniti da una sola passione: sbeffeggiarlo perché diversamente colto. Razzisti!”.

Beffa o meno, quasi quasi la pena inizia ad insinuarsi nelle ossa. O forse è solo l’umidità che la parola “Trota” mi evoca? Povera stella Renzo nostro…

Buon divertimento!

link –> articolo su Giornalettismo

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E Vendola si ritira dalla politica…

Il Nichi nazionale sembra in piena crisi da “tanto-qua-non-cambia-nulla” e sta pensando di ritirarsi dalla politica attiva. Questo è quello che si apprende leggendo le sue esternazioni di qualche ora fa. Riprendendo dall’Ansa (qui) le parole di un intervista rilasciata a Panorama, si legge: “Le mie ambizioni sono sinteticamente descritte dalla voglia di uscire fuori dalla politica”; ”l’idea di una fuoriuscita dalla politica e’ un fatto sincero. Non sono un uomo in carriera. E non voglio immaginare di fare per sempre la stessa cosa”.

Come “Dabbliu” Veltroni che voleva svernare in Africa (ricordiamo la cosa con un articolo del Corriere. Poi sappiamo come è andata…), anche Vendola ha dei progetti. Afferma: ”Voglio girare il mondo. Passare un anno a New York. Un altro a Salvador de Bahia. E poi vorrei scrivere libri, imparare altre cose, studiare”.

Quanto sopra è supportato dal silenzio sulle questioni nazionali che Nichi ha tenuto nell’ultimo periodo.

Dunque gli “operai” della Fabbrica di Nichi rimarranno precocemente senza il loro manager/predicatore? L’avverarsi della sparizione dell’enfant prodige (di soli 53 anni) del teatrino politico sarà tutta da verificare. Ma se ciò dovesse accadere, c’è da giurare che i primi a festeggiare saranno gli stantii dirigenti Pd.

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

Gaglione, l’onorevole con lo 0,3% di votazioni in aula

E’ noto come Aleksej Grigor’evič Stachanov, minatore russo ormai entrato nel mito, aveva un attaccamento al lavoro e delle capacità che lo portarono ad estrarre quantità ineguagliabili di carbone in singoli turni di lavoro. L’Unione Sovietica ne celebrò le gesta ai quattro angoli del suo sconfinato territorio (paesi satelliti compresi), conferendogli numerosi premi. Nel tempo, lo stacanovismo è divenuto sinonimo di lavoro indefesso, instancabile.

Per converso, tornando nel nostro Stivaletto, possiamo portare agli onori della cronaca, dando un meritato risalto alle sue gesta, l’onorevole Antonio Gaglione (il tizio in foto, eletto nella lista della Bindi, poi passato a Noi sud, ed ancora al Misto. Prima o poi arriverà nell’umido…). Il nostro anti-Stachanov politico per eccellenza brilla per il suo non-lavoro: le sue assenze alle votazioni in aula raggiungono un discreto 99,7%, o se preferite è stato presente lo 0,3% delle volte. Come a dire “oggi proprio non ho nulla da fare, andiamo a vedere di che colore sono le poltrone di Palazzo Montecitorio!”.

Più in generale, le sue assenze in aula ammontano a 93,24% delle sedute. Per approfondire c’è il link in fondo, ne vedrete delle belle.

Il punto è che l’onorevole ritiene inutile andare in Parlamento, lo dice esplicitamente, preferendo svolgere la sua professione medica in quel della Puglia; ovviamente senza rinunciare al fisso mensile da onorevole e tutti gli annessi.

Ora, l’Unione Sovietica è tramontata, la Repubblica Italiana sta per farlo. Prima dello showdown, però, si potrebbe mandare un antenato di Stachanov alla Camera. Ed ovviamente l’on. Gaglione in una miniera siberiana.

Buon divertimento!

link –> scheda dell’onorevole su Open Parlamento (ass. Open Polis)

Pd, tra moralismi, spogliarelli e video porno

Moralismo o anima godereccia? Il Pd non sa decidersi e, nel dubbio, sceglie entrambe le opzioni. Tra il filmino hard di una sua amministratrice locale (dal soave titolo “E’ venuto a saperlo mia madre”, qui per approfondire), il manifesto dello “scandalo” con le cosce di una bella donna al vento (ne parlavamo qui) ed il gruppo “Se non ora quando” che strepita ad ogni piccolo centimetro di nuda pelle, di sicuro non ci si annoia con questi libertini bacchettoni.

L’ultima in ordine di tempo: festival Pd di Campiate, Ravenna, spogliarello femminile della ballerina Jessica che, per par condicio, è bilanciato da uno maschile dello spogliarellista Manuel “il vichingo”. Il tutto condito da una spruzzata di polemiche, di femministe sull’orlo di una crisi di nervi, crisi rientrata grazie al succitato e succinto “vichingo”.

L’estate è ancora lunga, chissà cosa ci riserverà il futuro… slurp!

Buon divertimento!

link –> commento di Luca Telese ripreso da Giornalettismo

Sembra che per la Binetti la strage di Oslo sia colpa dei videogiochi

Già c’è la fame nel mondo, la crisi economica, la stazione che brucia, i parà che muoiono, Amy Winehouse che farà entrare in crisi mezza industria dell’alcool, ci mancava solo la Binetti che dice la sua sulla strage di Oslo.

Stamattina, nel programma di Klaus Davi KlausCondicio, la “deputata-con-il-cilicio” ha usato un sapiente (quanto fumoso) giro di parole per rispondere ad una domanda diretta: “Si possono mettere in relazione gli atti violenti di Norvegia col consumo di videogiochi?“. Testualmente ha risposto: “Il tema di fondo è non alimentare il disagio psicologico fortemente diffuso. Davanti alla sofferenza tutti noi abbiamo l’obbligo di esercitare la protezione di quei cento ragazzi che stavano vivendo un’esperienza tranquilla, a cui la morte è andata incontro. E’ necessario porsi il problema di queste cento persone che non torneranno mai più”. Che in sè non sarebbe nulla, ma unito a quello che aveva dichiarato i giorni prima sul videogioco Euthanasia, cioè che “propaganda la cultura della morte”, e “videogiochi violenti che hanno come obiettivo quello di introdurre la cultura della morte facendo leva sui consumatori sempre più giovani di videogiochi“, sembra imputare una colpa stragista ai trastulli ludici di milioni di giovani (e meno giovani).

Ora, forse i bimbi potremmo evitare di parcheggiarli davanti alla Playstation, ok. Ma farci venire a raccontare che i videogiochi predispongono le piccole menti malate all’azione con fucili da guerra su giovani laburisti (libera interpretazione, ma non troppo distante da quel che la Binetti pensa, evidentemente). La realtà violenta del mondo è sotto i nostri occhi tutto il dì. Un videogioco non cambia i comportamenti di un adulto senziente (altrimenti io avrei dovuto sterminare un sacco di gente da tempo…), non peggiora la già compromessa mente di un omicida.

Mettiamoci l’anima in pace, il mondo non è violento per i videogiochi. Purtroppo.

Buon divertimento!

link –> articolo su Giornalettismo

Gargano: la Regione e l’ecomostro abusivo

L’abusivismo edilizio è una simpatica pratica nella quale noi italici ci troviamo tanto a nostro agio.

In Puglia, all’interno del Parco nazionale del Gargano, immerso nel verde ed a ridosso del mare, esiste un mostro di 60mila metri cubi di cemento (in foto). Dotato di piscina olimpionica, discoteca, sala congressi e molto altro, il mastodonte (quasi completamente arredato) è un’idea/miraggio del 1983 di alcuni amministratori locali, fiduciosi di creare così 2.500 posti di lavoro.

Dunque non un’opera di privati, ma della stessa regione Puglia. La storia sarebbe incredibile, se non fosse per la cementizia evidenza che ci si trova davanti andando in quel di Baia Campi, nei pressi di Vieste, provincia di Foggia.

Il tutto oggi, dopo un lungo iter giudiziario conclusosi con prescrizioni generalizzate, marcisce nell’abbandono e viene demolito da vandali occasionali.

A spulciare un po’ le notizie, poi, si rinviene anche il nome dell’attuale senatore (indagato, salvato dal Senato, non dimissionario) Alberto Tedesco. Oltre che la volontaria negazione del problema da parte del presidente Vendola.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Ancora Berlusconi come testimonial per Ryanair

Sembrano averci preso gusto. Così, dopo il banner di giugno (che trovate qui), la compagnia aerea irlandese continua a martellare il povero Silvio. Provate ad andare sull’homepage Ryanair, www.ryanair.com/it

Già il nostro piccolo Cav. deve tirare fuori il portamonete e lasciar andare miseri 560 milioni di euro, se poi lo prendiamo anche per il c**o, allora non c’è proprio più religione.

Se Berluska fosse in forma, a quest’ora Ryanair sarebbe sommersa di denunce dagli avvocati-squali, ed invece… sign of the times, come direbbe qualcuno.

Buon divertimento!

Il Parlamento ed i bagni a pagamento

Il delirio della politica sta toccando vette inesplorate: neanche fossimo su un volo Ryanair, la deputata Pdl Margherita Boniver ha pensato di proporre l’uso dei bagni “istutuzionali” a pagamento.

A questo punto mancano solo i gadget venduti dagli stuart (non quelli di volo, ma quelli di Camera e Senato): al posto degli aeroplanini di plastica, statuine in gomma (morbida, che altrimenti se le tirano l’un l’altro) di Scilipoti; invece dei monitor con la distanza percorsa e la quota di volo, video con programmazione sportiva ed hot, sempre a pagamento; dolciumi in stile Autogrill, come il biberon gigante pieno di caramelle gommose e la immancabile confezione maxi di barrette Kinder.

Della serie: se non riusciamo ad abbassargli lo stipendio, almeno facciamoglielo spendere. Siamo sicuri che il bilancio del Parlamento, come per magia, andrebbe in attivo, divenendo una fiorente impresa nazionale. Finalmente.

Buon divertimento!

link –> post su Daw blog

Svelata l’identità di Spider Truman: è l’ex rifondarolo Francesco Caruso

Se siete curiosi di sapere come è stato possibile capire che Spider Truman è nella realtà l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista, ora sparito dai media, Francesco Caruso, potete dare un’occhiata qui su Tech – Fan page.

Una ricerca tecno-spionistica che svela che proprio un ex esponente della Casta, oggi sputa sul piatto nel quale ha mangiato per anni.

Certamente ora ci si scatenerà nel discutere se realmente sia il rivoluzionario Caruso o meno la gola profonda che ha scomodato anche l’ufficio stampa della Camera. Per lui, che sia vero o sia falsa (l’ennesima) rivelazione, è certamente un riemergere dal dimenticatoio nel quale il corpo elettorale l’aveva spedito.

Buon divertimento!

link –> commento su Daw blog

Il Pd e “quei rompicoglioni dell’Italia dei valori”

Mentre in Parlamento si adotta la collaudata tecnica del “due pesi, due misure”, con Tedesco salvato dal Pd e Papa a Poggioreale, scoppia l’ennesimo caso politico-giudiziario, quello del vicepresidente del Consiglio regionale lombardo e capo della segreteria politica di Bersani, Filippo Penati. Interessante quello che scrive Paolo Stefanini su Linkiesta.

“Grazie all’indagato Penati il Pd riscopre l’unanimismo

Ci voleva la magistratura di Monza, che ha inquisito Filippo Penati, per fare scoprire al Partito Democratico l’unanimismo. Improvvisamente, in un partito noto per esternazioni, litigi e linee multiple, sono (quasi) tutti uniti e silenziosi. “Fiducia nella magistratura”, “fiducia in Penati”. E mentre riscopre il centralismo democratico che fu del Pci, il partito democratico ha un problema: “quei rompicoglioni dell’Italia dei Valori” che hanno chiesto subito le dimissioni.”

Continua a leggere l’articolo su Linkiesta…

Buon divertimento!

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