Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: settembre 2011

Compleanni di Bersani e Berlusconi e l’età dei nostri premier

Che gaia novella, che lieta notizia: oggi 29 settembre 2011 ricorrono due eccellenti compleanni. Sono i nostri due baldi Berlusconi Silvio, 75 anni e Bersani Pierluigi, appena 60, dei giovinotti della politica ancora intenti a darsi battaglia, tra una festa dell’Unità ed una “festa elegante”, tra le tante storie torbide e le amicizie/inimicizie con i magistrati.

Fa impressione l’età dei due contendenti. Ma certamente non è una novità nella gerontocrazia italica. Allora per non dimenticare, il Teatrino vi propone l’età che avevano i nostri premier del recente passato quando erano in carica:

– Amato (legislatura ’92-’93 e 2000-2001), rispettivamente 54-55 e 62-63 anni;
– Berlusconi
(legisl. ’94-’95, 2001-2005, 2008-2011), rispettivamente 58-59, 65-69 e 73-75 anni;
D’Alema (legisl. ’98-2000), 49-51 anni;
Dini (legisl. ’95-’96), 64-65 anni;
Prodi (legisl. ’96-’98 e 2006-2008), rispettivamente 57-59 e 67-69 anni.

Questa l’anzianità anagrafica. Se poi parlassimo di quella politica, potremmo aprire un altro capitolo amaro.

Se questo immobilismo sia un male, giudicatelo voi, il Teatrino si astiene.

Buon divertimento!

Lettera Viola accusa Ferrara di cercare schiavi. E gli altri?

Il mondo giornalistico e della comunicazione in genere è una brutta bestia: paghe da fame, turni balordi, sfruttamenti di ogni genere. Non fa eccezione, a quanto sembra, Il Foglio dell’elefantino (ino?) Ferrara, come denuncia il sito Lettera Viola in un articolo dal titolo “A.A.A. Ferrara cerca schiavi“.

Con sprezzanti parole di risentimento per “l’ex stipendiato della Cia”, si mette in guardia gli aspiranti dalle richieste spropositate: conoscenza di tutto il processo di lavoro di una redazione, del programma di impaginazione Quark Xpress e dalla disponibilità a fare anche lunghi orari.

Stage, la nuova parola magica per creare schiavi del terzo millennio? Probabilmente sì. Quel che fa strano è che il portale di riferimento del Popolo Viola s’accorga solo dei tirocini del (semi)berlusconiano Ferrara, senza far menzione degli altri centinaia di annunci simili, ma magari in posti di gran lunga meno formativi e di area politica più affini ai Viola, solo per rimanere nel settore media.

Mi si venga a dire che dalle altri parti va meglio, provateci soltanto.

Buon divertimento!

link –> articolo su Lettera Viola

La Gelmini ed il tunnel più lungo del mondo

L’Infn, Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso è ubicato sotto 2000 mt di dolomia e calcari. Un accesso è posizionato nella canna del traforo dell’autostrada A24, direzione Roma venendo da Teramo. Passando da quelle parti, una grossa porta metallica cela ciò che c’è all’interno: io immagino tanti piccoli scienziati, a mo’ di marmotta Milka, intenti a premere bottoni, rincorrere neutrini usciti dalle gabbie, scavare buche in cui seppellire atomi avanzati ed andati a male.

E poi, a far crollare tutte le certezze, Lei, la Mariastella “MaryStar” Gelmini, il nostro ministro dell’Istruzione. O meglio il suo ufficio stampa.

In occasione dell’esperimento congiunto tra il Cern di Ginevra e l’Infn del Gran Sasso che ha “sparato” la materia oltre la velocità della luce (versione completa qui), è stato diramato un comunicato dal Ministero che nel suo passaggio migliore recitava così: “Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”.

730 km di tunnel circa. Non mi ero mai accorto di nulla. Eppure sono di Teramo. A saperlo un bel giretto in Svizzera me lo sarei andato a fare prima.

Viva le nostre mega-infrastrutture italiane, futuribili ed invisibili come un neutrino.

Buon divertimento!

link –> articolo su Linkiesta

Ecco la lista dei politici gay ed omofobi

Ebbene sì, lista fu. Aurelio Mancuso di Equality Italia è stato di parola. Ecco i “messi alla gogna”:

1. Ferdinando Adornato (Udc)
2. Mario Baccini (Pdl)
3. Paolo Bonaiuti (Pdl)
4. Roberto Calderoli (Lega nord)
5. Massimo Corsaro (Pdl)
6. Roberto Formigoni (Pdl)
7. Maurizio Gasparri (Pdl)
8. Gianni Letta (Pdl)
9. Marco Milanese (Pdl)
10. Luca Volontè (Udc)

Ora, qualche considerazione: gli esponenti citati sono di primo piano, governativi. Alcuni già sospettati di essere gay, altri sembra poco credibile. Alcuni effettivamente omofobi, altri assolutamente pacifici, non omofobi ed in altre faccende affaccendati (ad esempio Gianni Letta non si sporcherebbe mai le mani con questi fatterelli da quattro spicci).

Forse ci si aspettavano un paio di nomi, che invece non ci sono, ed altri non si immaginava fossero inseriti.

In ogni caso, siamo sicuri sia una novità? Siamo sicuri interessi a qualcuno oltre la comunità LGBT? Siamo sicuri che nel mare dell’assurdo italico, riesca ad andare oltre qualche condivisione sui network sociali? C’è chi già ironizza su Twitter e che dà per poco attendibile questa lista. A voi il giudizio.

Buon divertimento!

link –> sito Lista Outing

Operazione outing

in collaborazione con il portale Pane e Politica – www.panepolitica.it

In un periodo di relativa calma nella politica italica – crisi economica intergalattica, guerre a poche decine di km dai nostri confini, Nicole Minetti che campeggia su tutti i mezzi di comunicazione – ci pensa il presidente di “Equality ItaliaAurelio Mancuso a ravvivare un po’ il dibattito.

Piuttosto indispettito per la bocciatura della legge sull’omofobia di qualche tempo fa, ha pensato bene di fare da ispiratore ad una simpatica iniziativa: aiutato da anonimi ed esperti blogger, ha messo lo spazio Lista Outing (lo trovate qui). Da questo colorato angolo di Rete, il 23 settembre saranno pubblicati i nomi di dieci politici omosessuali ed omofobi, appartenenti ai partiti responsabili della mancata approvazione. Nomi di primo piano, si promette, tra cui anche ministri in carica.

Questo, si giura, sarà solo l’inizio; nel futuro si aggiungeranno sempre nuovi nomi, pescando tra prelati ed altri personaggi pubblici.

Nella vicenda si intrecciano aspetti legali, mediatici, pruriginosi, finto-importanti, finto-inediti. Tutto come al solito.

Ora sono aperte le scommesse: l’operazione sarà completamente ignorata o irromperà nel dibattito pubblico? Probabilmente un po’ di polvere la solleverà, qualche decina di migliaia di condivisioni sui social network intaserà le pagine (già congestionate) di un manipoli di internauti, alcune dichiarazioni-controdichiarazioni-smentite ci saranno.

Ma, in fondo, avremo scherzato. Siamo l’Italia dei segreti di Pulcinella, abbiamo anni di esperienza in storielle a sfondo sessuale, esoterico, torbido. Una semplice lista di omosessuali sarà la goccia nell’oceano.

A meno che un certo ministro non si scalderà come sempre gli accade in questi casi…

Buon divertimento!

link –> articolo su Pane e Politica – Lievita il consenso. Comunicazione politica e marketing politico

Elezioni a Berlino: i pirati arrivano al 9%

Le elezioni regionali di Berlino svoltesi i giorni scorsi non hanno riservato grosse novità: in una zona tradizionalmente “rossa”, il candidato Klaus Wowereit del partito Spd ha ottenuto una larga vittoria, staccando di almeno 7 punti il partito Cdu della cancelliera “culona” Merkel.

Quel che forse nessuno si aspettava è stata l’affermazione importante ottenuta dal Piraten Partei, neoformazione di Pirati della rete che riprende la tradizione del partito originale svedese. Con il 9% dei voti, hanno ottenuto seggi in parlamento regionale che gli permetteranno di fare pressione per provare a trasformare in realtà le loro promesse elettorali.

I punti salienti del loro programma sono stati:

– salario minimo garantito (?);
– rete libera e libera condivisione;
– trasparenza nella pubblica amministrazione.

Anche nel nostro Bel Paese (Galbani) abbiamo il nostro partito dei Pirati, maggiori info qui. L’impressione, però, è che tra Cinque Stelle, Vendola con il suo Sel, movimentismo vario, la filiale italiana avrà serie difficoltà a raggiungere anche una piccola quota dei voti ottenuti in Germania. Che peccato, corpo di mille balene!

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

Di Pietro candida il figlio. Il partito insorge

“Silvia, rimembri ancora…” quando i politici candidavano i figli? Succedeva qualche tempo fa al solito Senatur Umberto (ne parliamo spesso qui sul Teatrino, eh!?) in occasione della fortunata discesa in campo del Trota Renzo Bossi. Ma certamente è una pratica diffusa, che non smetterà certo oggi.

Dunque, per rinverdire la tradizione, anche il giustizialista, moralista, manettaro Antonino Di Pietro non vuol essere da meno ed ecco la candidatura come consigliere regionale del figlio Cristiano nel collegio di Termoli.

Il circolo Idv della città molisana non ha apprezzato per nulla, nonostante Antonio abbia assicurato che il suo pargolo debba prendere i voti come tutti se vuole diventare un consigliere.

1) Ma va? Pensavamo bastasse la sola imposizione delle mani.

2) Lungi dal difendere il Senatur, ma perchè ora Tonino dovrebbe essere moralmente migliore del padano Imperatore?

Buon divertimento!

P.s.: scusate per la foto, ma è pur sempre lunedì mattina ed il solo Di Pietro davvero poteva risultare indigesto.

link –> articolo dell’Ansa

La Padania unica speranza dell’Italia (eh?)

L’Italia va a rotoli. Chissà perché ma ce ne siamo accorti da un pezzo. O forse ci piace crederlo, pompati dalle borse che crollano e dal lavoro che non si trova.

La novità di giornata è che se n’è accorto anche il Senatur Bossi.  Ma niente panico signore e signori, la sua mente attiva ha elaborato una brillante soluzione! Alla Festa dei popoli padani, che si sta svolgendo in queste ore a Monviso (se volete farci un salto trovate info qui), Umbertone ha dichiarato: “Che l’Italia va a picco l’hanno capito tutti, perciò bisogna preparare qualcosa di alternativo: la Padania“. Oh, finalmente una novità politica, una prospettiva valida ed innovativa, quasi futuribile.

Ma una domanda: si cambia solo il nome da “Italia” a “Padania” o abbiamo un piano più articolato? Va bene che la squadra di calcio padana già c’è e, dunque, siamo un pezzo avanti, ma mancherebbe tutto il resto…

Buon divertimento!

link –> articolo dell’Ansa

Miasmi nell’aula di Montecitorio: seduta sospesa

Alla Camera dei Deputati stamattina è accaduto un piccolo ma significativo fatto: all’improvviso nell’Aula si è propagato un mefitico tanfo, così forte da costringere i poveri deputati a sospendere le loro fatiche ed a rimandare la ripresa dei lavori a dopo la bonifica dell’aria.

Vi sono state importanti dichiarazioni, prima tra tutte quella della vicepresidente Rosy Bindi (“é necessario fare una verifica tecnica sull’impianto di condizionamento“), che sicuramente saranno ricordate negli annali della migliore politica italica.

I lavori sono ripresi dopo qualche decina di minuti.

Lungi dal fare battute scontate – ma è davvero difficile trattenersi -, il Teatrino fa solo notare sommessamente che in Aula, specie negli ultimi anni, non è che sia mai respirata quest’aria di fresca brezza che avrebbe favorito l’ossigenazione delle menti. I risultati si vedono e, da oggi, si sentono.

P.s.: però lasciateci dire che il dubbio che qualche deputato di lunghissimo corso sia defunto su uno scranno e nessuno se ne sia accorto ci è balenato eccome.

Buon divertimento!

link –> articolo dell’Ansa

Scuola 2011: classe da 56 alunni e storie simili

Spendiamo un fiume di denaro  per l’istruzione degli italici pargoli. Eppure ogni anno, alla riapertura delle scuole di “ogni ordine e grado”, ci tocca sentire che manca tutto, che non ci sono fondi neanche per l’ordinaria amministrazione.

Qualche perla di questi giorni:

– a Milano, scuola Bertarelli, le classi serali arrivano fino a 56 alunni;
al liceo scientifico di  Marcianise (Caserta) mancano le sedie; è intervenuto il parroco, cedendo provvisoriamente le panche della cattedrale (qui la notizia);
a Roma, istituto Manzi, stesso problema di mancanza di banchi e sedie, orami irrisolto da lunghi mesi;

L’elenco potrebbe continuare, ma stendiamo un velo. Soprattutto sulla condizione degli edifici scolastici, alcuni adatti (senza spostare neanche un mattone) per ambientarci un set post-bellico, tale è lo stato in cui versano.

Ora, visto che l’autofinanziamento – tradotto: mi porto la carta igienica da casa – è pratica comune, a questo punto perchè non chiudere le scuole pubbliche e mandare tutti al Cepu? Almeno il livello delle finiture e degli stucchi è nettamente superiore.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

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