Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: aprile 2012

Le 400 auto blu ed il “chi non è mai andato in vacanza in barca”…

Se il buon Silvio Berlusconi è alle prese con i suoi processi e le sue feste, liberato dal fastidio di gestire (male) il Paese, ci pensa il governo (del Presidente Napolitano) Monti a regalarci buoni spunti di Teatrino.

I giorni scorsi hanno visto tanti fatterelli succosi, qui vogliamo sottolinearne due in particolare:

1) “Chi non è mai stato su una barca a fare le vacanze?”, domanda quasi banale della senatrice Pdl Ombretta Colli (all’Infedele su La7, qui il video); beh, ad esempio io…;

2) le ormai celeberrime nuove 400 auto blu, o meglio un bando che il Ministero dell’Economia ha indetto per l’acquisto di centinaia di nuove berline, appunto, con 10 milioni di euro disponibili. Se ne sono occupati, tra gli altri, Il Giornale, Libero, L’EspressoIl bando è stato scovato e “denunciato” dal parlamentare Idv Antonio Borghesi.

Per oggi ci fermiamo qui. Forse.

Buon divertimento!

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Francia: Le Pen e Bayrou aghi della bilancia (non troppo a sorpresa)

Con una partecipazione importante che ha sfiorato l’80%, in Francia l’annunciato testa a testa tra Sarkozy ed Hollande si è risolto a favore del secondo: 28,63% contro 27,18%. Poco più di un punto percentuale che, nonostante la legittima soddisfazione del socialista dall’orrendo riporto, non decide alcunché.

Per comprendere come sia complessa la situazione per le presidenziali francesi, basta dare un’occhiata ai risultati degli altri candidati: l’esponente dell’ultradestra Le Pen 17,90% (con più di 6,4 milioni di voti), il trotzkista Mélenchon 11,11% e l’ex agricoltore Bayrou al 9,13%. Una polverizzazione estrema, con cinque candidati tutti con una considerevole massa di voti.

Saranno i voti della Le Pen quelli che faranno la differenza nel secondo turno? O quelli del centrista Bayrou? Entrambi non hanno ancora dichiarato chi appoggeranno.

La partita è senza dubbio aperta, con Hollande leggermente favorito (ultimi sondaggi gli assegnano un 54%, contro il 46% di Sarkò. Ma il vecchio Trap amava ripetere “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”

Buon divertimento!

link –> speciale sul Corriere

Di Pietro chiede 130mila euro per lasciare l’Idv

Quando pensi di averle sentite tutte ecco che invece il Teatrino della Politica italiana sa ancora sorprenderti: ad un esponente dell’Idv sono stati chiesti 130.000 euro per permettergli di lasciare il partito.

Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Matteo Riva, infatti, sarà costretto a pagare una salata penale se vorrà portare avanti la sua decisione di divorzio da Di Pietro. Daw-blog riassume così la vicenda:

“Al momento dell’accettazione della candidatura, a Riva (e ai suoi colleghi) Di Pietro ha fatto firmare in via estremamente riservata un documento in cui si impegnano, in caso di dimissioni dal partito, a versare una “penale” di 100 mila euro. Inoltre, nel documento è previsto anche un contributo mensile di 3500 euro da corrispondere per tutta la durata dell’intero mandato”.

Ora, d’accordo la serietà che un eletto deve al suo partito e (soprattutto) agli elettori, ma una penale non si era mai sentita. La libertà di scelta dovrebbe essere assicurata, anche se poi produce fuoriusciti del “calibro” di Scilipoti…

Buon divertimento!

Lega, la corsa a “chi si dimette di più”. Tranne la Mauro…

In Lega Nord sono da sempre stati “diversi”. Più urlatori, più populisti, ma anche più schietti e (apparentemente) meno corrotti. Almeno fino ad oggi.

Gli scandali o presunti tali che stanno investendo il più antico partito d’Italia presente in Parlamento hanno fatto emergere una singolare ulteriore caratteristica: la propensione al “passo indietro”.

Da Renzo Bossi all’odierne dimissioni annunciate da Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, nel partito del (non più) segretario Umberto Bossi è corsa a dimostrare di essere senza macchia e, seppur sfiorati e non indagati, a rimettere il mandato, a “dare l’esempio” come ebbe a dire il Trota giorni fa.

Ma siamo sicuri che questa strategia sgorghi dal profondo del cuore dei dimissionari? O non siano più un volersi ingraziare i reggenti del partito, far passare la burrasca e poi ricicciare fuori tra un po’ con altri incarichi? Il sospetto sorge, anche perchè il bagno purificatore a volte ha degli inspiegabili buchi neri (vedasi il mancato allontanamento dal partito di Bossi jr).

Insomma in tutto questo bailamme, il Tdp quasi quasi tifa per Rosy Mauro, leghista-terrona che, avendo tutti contro, probabilmente resisterà strenuamente al suo posto. Divenendo il primo vicepresidente del Senato “ad personam”, appoggiata solo da sé stessa.

Buon divertimento!

Sondaggi: Grillo al 7%. E Bersani “siamo nei guai”

In un momento nel quale il Teatrino politico è davvero sommerso di inchieste e la corruzione sembra essere dilagante, è interessante notare cosa dicono i sondaggi che cercano di prevedere un possibile esito elettorale.

Un sondaggio Swg, dunque, evidenzia come il Movimento 5 Stelle dell’urlatore Beppe Grillo potrebbe attestarsi al 7% a livello nazionale se si andasse a votare oggi. Il dato è impressionante. Talmente tanto che al Tgcom24 Bersani, probabilmente alludendo a tale notizia, ha dichiarato: “Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo. Se c’è qualcuno che pensa di stare al riparo dall’antipolitica si sbaglia alla grande. Se non la contrastiamo, spazza via tutti”. Paura eh!?

Inoltre il plurindagato Nichi Vendola, non volendo essere da meno, non ha trovato di meglio da fare che paragonare il comico genovese al Duce: “Beppe Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro paese. Considero il populismo un nemico. Quando sono crollati la democrazia e i partiti negli anni ’30, il populismo ha fatto nascere un’avventura drammatica. I regimi reazionari sono stati alimentati dalle culture populistiche. Il nostro problema è ricostruire la democrazia, la credibilità delle forme organizzate per fare politica”.

Signori miei, se invece di avere paura fate Politica (“P” maiuscola), magari non succederà che il primo strillone diventi il nuovo messia.

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

Nuovo avviso di garanzia per Nichi Vendola (secondo in due giorni)

Il sogno, la narrazione, l’orecchino, la Puglia d’avanguardia e che guarda al futuro. In un nome: Nichi Vendola.

Ma in questi giorni il Teatrino, lato sinistro del centro-sinistra, sta vedendo avvisi di garanzia che non ti aspetti, proprio al governatore della splendida regione “lunga lunga”.

Se ieri il fondatore della Fabbrica aveva ricevuto un avviso per abuso d’ufficio, oggi si bissa con peculato, ancora abuso d’ufficio e falso. Sempre per questioni che hanno a che fare con la sanità pugliese.

Il governatore si è difeso così: “Dal tenore dell’atto non sono in grado di capire ciò che mi sarebbe addebitato” ed in una nota precisa “qualche ora fa la notifica di una richiesta di proroga di indagini da parte del Gip di Bari. Si tratta di un procedimento penale del quale non avevo mai avuto alcuna notizia. Non so cosa mi sia addebitato considerati i nomi coinvolti deduco che si tratti di questioni relative all’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti”.

In generale, qualcuno in questi giorni ha detto che la situazione è peggiore di quella di “mani pulite”, sia per quantità e varietà di reati contestati, che per la  estensione territoriale, trasversalità dei partiti ed importanza dei soggetti coinvolti. Siamo d’accordo, ma evidentemente la nostra sensibilità collettiva (oltre che quella della classe politica) è diversa da allora

Buon divertimento!

link –> la notizia ripresa dalla cronaca locale di Repubblica

Rosy Mauro non molla nonostante tutto. Puglia vs resto della Padania

Una figura di pugliese forte, un po’ “caciarona” ed approssimativa, la donna forte della Lega fino a 10 giorni fa. Rosy Mauro, la leghista del sud, attuale vicepresidente del Senato, sta inanellando inviti pressanti, voltafaccia ed insulti come non ne ricordavamo da tempo.

Nel marasma, il Trota Renzo sta passando quasi per una persona responsabile. La Mauro invece raffigura il male assoluto. E’ tanto vero che si vocifera che il partito stia per epurare sia la Mauro che Belsito, limitando alla sola sospensione la sanzione a Bossi jr.

Anche Maroni ieri sera si è detto dispiaciuto delle mancate dimissioni: e giù fischi della base. Se non ce l’avessero detto che era la serata dell’orgoglio padano, potevamo scambiarla per una terronata… ed invece eravamo nel bergamasco.

Si deve dimettere o no Rosy Mauro? E’ giusto che sia bullonata alla sedia visto che, secondo lei, non ha motivi per dimettersi?

Si nota un inquietante accanimento terapeutico/salvifico nel partito dei padani.

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

Maroni su dimissioni del Trota: “fatto primo atto di pulizia ma non basta”

Ed anche questa settimana del post Pasqua si apre con le dimissioni di un Bossi: il figlio del Senatur, il Trota Renzo si è dimesso stamattina da consigliere regionale lombardo, dolendosi del fatto di non aver colpa alcuna e vantandosi di aver dato l’esempio (!).

Impassibile, non indagato ma con accuse che gli piovono anche dall’interno della Lega, incastrato da dei video del suo autista/guardia del corpo, il figlio più famoso d’Italia è nel pieno della bufera. Tutti lo abbandonano, sembrerebbe per primo suo padre Umberto.

L’ex ministro dell’interno Maroni ha prontamente dichiarato: “primo atto delle pulizie di primavera ma non basta di certo. Adesso avanti tutta“. Si riferisce a Rosi Mauro per caso? Anche a lei molti chiedono il passo indietro.

Come se bastassero le dimissioni di questi personaggi…

Buon divertimento!

Monti finisce sui fumetti: SuperMario sfida Spider-Man?

Il nostro SuperMario Monti è davvero una celebrità.

La cosa non è sancita, oltre che dai summit internazionali, dai (finti?) complimenti di Obama, dai suoi sforzi per salvare il nostro Paese. Piuttosto la consacrazione è mediatica: dalla copertina del Time in giù, l’icona del professore sta passando alla storia.

Di questi giorni la notizia (qui sul Corriere) di un cameo del nostro supereroe nei fumetti Marvel, precisamente sull’edizione statunitense di Spider-Man, il numero 683. Trovate la striscia qui a lato, Lui è in basso a destra.

Obama, Merkel, Monti. Il povero Sarkozy già sta ricorrendo all’avvocato: la sua esclusione potrebbe essere il colpo di grazia finale per la corsa alla rielezione.

Buon divertimento!

Maroni: “Più forti di prima, ora si riparte”. Sicuro?

Il momento peggiore della storia leghista, senza dubbio alcuno. Bossi si dimette e, con una enfasi quasi eccessiva, dichiara di anteporre il partito alla famiglia. E, con un tardivo mea culpa, ammette: “l’errore è mio, i figli in politica“.

Ora il triunvirato Calderoli-Maroni-Dal Lago. Ma l’ex ministro degli Interni del governo Berlusconi spera di surclassare tutti al prossimo congresso federale che deciderà il successore del Senatur. Il Giornale di oggi dà Maroni come “vincitore dimezzato”: forse la migliore descrizione di una figura ben vista soprattutto fuori dal partito. Roberto Maroni, infatti, era ed è quello che “l’aveva detto”. Ma ieri sera un primo segno palese di contestazione, appena fuori dalla sede di via Bellerio a Milano dove poco prima Bossi aveva dato le dimissioni. Alcuni sostenitori gli hanno dato del Giuda traditore. Se sono uno sparuto gruppo di nostalgici o, viceversa, una nutrita quota dei sostenitori lo si capirà solo con il passare del tempo e con il congresso previsto in autunno.

L’occhialuto leghista potrebbe essersi esposto troppo e l’odio interno potrebbe giocargli un brutto scherzo.

Buon divertimento!

link –> fotostoria sul Corriere

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