Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: luglio 2012

Parla Lattaruolo, ex Banda Magliana assunto da Alemanno

E’ il caso di queste ore: il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha assunto come consulente esterno dell’assessorato alle Politiche sociali Maurizio Lattaruolo, ex gestore di sale d’azzardo per conto del boss della Banda della Magliana “Renatino” De Pedis. Qui la notizia sul Corriere.

Le polemiche sono scattate puntali, specie da parte dell’opposizione del Pd. E tutti si sono lanciati alla ricerca della dichiarazione da parte di Lattaruolo. In una intervista, sempre sul Corriere, l’ex affiliato ai Nar (Nuclei armati rivoluzionari) cerca di minimizzare:

Faceva parte della banda della Magliana, o no?
«Gestivo i circoli per il gioco d’azzardo. Ma pensavo di avere a che fare con reati da Pretura».

Non era a conoscenza delle attività della banda?
«No, e di certo non le raccontavano a me, un ragazzino».

Nel periodo 1987-’89, aveva quasi trent’anni. Un uomo.
«Sarà che sono passati tanti anni, per questo dico che ero giovane. E comunque sempre str… ero».

Sull’espiazione della colpa nessuno può dubitare. Ma quanto è opportuno per Alemanno avere in organico una figura di condannato di estrema destra? Soprattutto dopo lo scandalo parentopoli

Buon divertimento!

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“Bunga bunga”, la tua nuova marca di preservativi

Le cronache di queste ore danno una importante notizia: non lo spread a 530, bensì il fatto che l’assistente della consigliera Nicole Minetti, Luca Pedrini, ha depositato un marchio dal nome “Bunga-bunga”; questo nuovo brand servirà a commercializzare -guarda un po’ – dei preservativi.

La succosa novella ci è comunicata da Vanity Fair:

“Il fidatissimo Pedrini, portavoce e assistente della Minetti, ha depositato il marchio assieme a Mirko Scarcella, imprenditore molto vicino a Fabrizio Corona e ideatore di SocialChannel.it, sito a metà tra il gossip (incentrato sulle vicende delle sorelle Rodriguez) e l’e-commerce.

Scarcella è anche depositario del marchio del logo della farfallina mostrata da Belen Rodriguez a Sanremo, che è stato poi usato su una linea di borse e gioielli. A quanto risulta a VanityFair.it, i profilattici «Bunga Bunga» potrebbero essere venduti a breve proprio attraverso il portale SocialChannel. Magari con una testimonial d’eccezione”.

Purtroppo Sara Tommasi sembra piuttosto presa da altro, altrimenti ce la vedremmo bene come madrina del lancio dei nuovi, utili prodotti.

Buon divertimento (con i nuovi “Bunga-bunga”)!

“Vai a lavorare, cogl…e”, hackerato il sito di Sgarbi

Il sito personale di Vittorio Sgarbi, l’ipertricotico (invidia) politico (meno invidia) ed esperto d’arte, ha subito un attacco da parte di Anonymus; riprendiamo dal Corriere:

“Un semplice messaggio. «Vai a lavorare c…e». Il destinatario è Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi. Il mittente, gli hacktivist di Anonymous che hanno “defacciato” (modificato) il suo sito sostituendo la pagina dedicata alle sue fatiche letterarie con un messaggio inequivocabile. Non è la prima volta che Sgarbi viene preso di mira dagli hacker: in marzo l’indirizzo web del critico d’arte era stato reso inaccessibile con la pubblicazione di un comunicato di rivendicazione e una citazione di Paolo Borsellino, magistrato ucciso dalla mafia. In calce a tale comunicato comparso sul sito di Vittorio Sgarbi, era stato inoltre caricato un video relativo a un estratto di un discorso di Borsellino” (qui l’articolo).

Al momento il sito è irraggiungibile. E non se ne sente la mancanza.

Buon divertimento!

Dopo Berlusconi, anche Bossi vuol tornare?

Del ritorno di Berlusconi se n’è parlato ampiamente, anche qui sul TDP.

Di oggi, invece, la notizia della dichiarazione piccate e sinistre di Umberto Bossi, ex leader della Lega spodestato da Roberto Maroni in seguito agli arcinoti scandali interni. Le parole del Senatur, rivolte proprio a Maroni, suonano così (riprendiamo dal Corriere di oggi):

“«Non rispondo, ma il capo sono io». Così Umberto Bossi, conversando in Transatlantico risponde a chi gli chiede un commento alle parole di Maroni: «Ci sono tanti cani piccoli – aggiunge – che abbaiano molto ma non fanno paura». Il nuovo segretario federale della Lega aveva detto in un’intervista a Sette: «La presidenza di Bossi è un ruolo affettivo. Non ha nessun potere. È il riconoscimento concesso alla sua storia personale». Parole che non devono essere piaciute al senatur. Ormai nella Lega Nord si parla da separati in casa: Roberto Maroni da una parte, Umberto Bossi dall’altra. E l’intervista al magazine del Corriere è forse l’atto ufficiale con cui l’eterno delfino del Carroccio ha messo alla porta il padre storico del movimento padano, riaffermando la propria leadership. «Non ho niente da dire – aggiunge commentando l’ultima uscita del suo predecessore -. Il congresso ha preso delle decisioni e per me la questione è chiusa»”.

“Il capo sono io” non suona proprio come un ritiro ai giardinetti. E sta a vedere che alle elezioni 2013 si riproporranno Bossi, Berlusconi, Prodi…

Buon divertimento (con i soliti noti)!

Tutti i colori (delle giacche) della Merkel

La Merkel spesso è vista come un leader grigio e freddo. Almeno a giudicare dai suoi abiti, non si direbbe che tale considerazione sia così giusta.

Un graphic designer olandese, Noortje van Eekelen, ha pensato bene di mettere in fila qualcosa come novanta giacche della Cancelliera: seppure sia il suo capo di abbigliamento di ordinanza, Angela ne ha davvero tante in numerose tinte diverse. Qui a lato vedete quello che è stato soprannominato “Pantone Merkel”, ricalcando a grandi linee la classificazione standard che si usa per i colori.

Molti giornali, tra cui il Corriere, si chiedono se sia opportuno sfoggiare un tale numero di capi in tempi così stretti (si parla degli ultimi 3-4 anni). In realtà se la Merkel avesse sempre le stesse 5 giacche, tutti le salterebbero al collo affermando all’opposto che veste sempre con gli stessi indumenti, weekend compreso.

Piuttosto ad incuriosire il (maniaco dell’ordine) TDP è la disposizione cromatica delle giacche nell’immenso guardaroba. C’è da giocarci per ore. Ma non dubitiamo che ci sia qualcuno demandato.

Buon divertimento!

cit. Sarkozy –> Angela Merkel non è brutta, ma mette certi vestiti…”

E’ la Minetti che deve dire a Berlusconi di non ricandidarsi…

Ammettiamolo: nessuno credeva davvero nell’uscita di scena di Silvio Berlusconi. Ma a 76 anni, quasi 20 di politica attiva, diversi governi (fallimentari) alle spalle e dopo aver nominato il delfino Alfano come suo successore, il caro Silvio come “nuovo” premier sembra  eccessivo.

In tutto ciò ci si trastulla con le dimissioni della consigliera regionale lombarda Nicole Minetti. Quasi tutto il partito, come una falange armata, chiede che Nicole faccia un passo indietro. Anche Alfano lancia ultimatum, come si legge ad esempio sul Messaggero. Come ovvio, però, l’ordine è venuto proprio da Berlusconi.

Ora, il Tdp non ha mai provato particolare simpatia per la pettoruta giovane donna, più impegnata nella scelta delle sue magliette che per il bene dei suoi corregionali. Ma siamo sicuri che il tema principale sia far dimettere ora la Minetti? Prima non si avvertiva la stessa necessità?

Ribaltiamo allora il piano: Nicole, solo tu (con le tue doti persuasive) puoi farci un grande favore e far desistere Silvio nostro dal (ri-ri-ri)scendere in campo. Forse a te sta a sentire.

Perchè se è vero che quando si è giovani si commettono errori (vedi il Trota, la stessa Minetti ed una miriade di altri), a più di 75 anni qualcosa si dovrebbe aver capito.

Buon divertimento!

Berlusconi si candida premier. Pdl con lui al 30%

Dopo mesi e mesi di smentite, un’esclusiva del Corriere di stamattina informa l’italico popolo che il nostro caro Silvio “Banana” Berlusconi è pronto a scendere in campo, di nuovo, come candidato premier alle prossime elezioni politiche.

Alla faccia dei delfini e dei successori, primo tra tutti il siculo Alfano, il signore di Arcore è sempre più convinto che senza di lui la sconfitta sia troppo pesante. I sondaggi, viceversa, attestano al 30% il risultato del Pdl in caso sia lui a capeggiare la campagna elettorale.

Altro che padre nobile o ritirato in qualche isola caraibica. Tremano in molti al pensiero di avere nuovamente premier un soggetto che va per gli 80 anni, con alle spalle oltre 10 di governo piuttosto fallimentare. E tremano anche quei poveretti che si erano battuti per far rimettere la fermata dell’autobus davanti palazzo Grazioli: potrebbero vedersela di nuovo sfilare da sotto il naso.

Buon divertimento!

link –> l’esclusiva del Corriere

Tdp e la nascita di i-think, nuova palestra di idee di Ignazio Marino

Va molto di moda parlare di think tank ultimamente. Meno ci sono idee valide in giro e più si creano “pensatoi”.

Oggi è la volta di  i-think: questo il nome del nuovo incubatore di pensiero nato su impulso di Ignazio Marino. La presentazione avverrà lunedì 9 alle ore 11.00 all’hotel Fortyseven a Roma. Il Teatrino della Politica sarà presente e vi ragguaglierà in diretta di cosa si discuterà ma soprattutto del come lo si farà.

La nostra è una sana curiosità, infatti: siamo stanchi di inutili accozzaglie di finti intellettuali che “ne parlano su” senza dare soluzioni. Lo sappiamo come siam messi e quanto è grave la situazione. La classe dirigente, think tank compresi, deve proporre soluzioni o farsi da parte, una terza via non è concessa.

A guardare il neonato portale, i-think-italia.it, sembra ci siano spunti interessanti. Come da tradizione del senatore, la bilancia è un po’ spostata su sanità e ricerca; del resto sono campi in cui Marino sguazza da una vita (i suoi trascorsi come medico emergono ad da ogni suo discorso pubblico).

Di seguito le coordinate per intercettare i “flussi mentali” di questo nuovo soggetto:

Twitter –> @ithinkitalia
Facebook –> i-think italia
Youtube –> canale i-think

Lunedì inizieremo a scoprire il valore del progetto i-think. Stay tuned!

Buon divertimento!

Corea del Nord: la pizza conquista anche l’ultimo regime comunista

Come si fa a resistere alla pizza? Potrai anche vivere in un paese illiberale ed arretrato, oltre che ultimo baluardo comunista, come è la Corea del Nord, ma il sapore di una margherita ben fatta è superiore ad ogni ideologia.

Questo deve essere stato anche il pensiero di Kim Jong-un, fresco leader del regime con la fissa per l’atomica, “figlio del defunto «Caro Leader» Kim Jong-il, nipote del Padre della Patria, il «Presidente Eterno e Grande Leader» Kim Il-sung” (qui sul Corriere), intento a concedere libertà culinarie, aprendo a pizza e fast food.

“Per alcuni commentatori, la caduta del divieto di cibarsi dei simboli della borghesia capitalista, pizza, patatine e hamburger, fa parte di una politica dell’immagine promossa da un giovanotto che prima di giungere al potere ha potuto conoscere le «tentazioni» dell’Occidente durante i suoi anni di studio in un collegio svizzero e dunque, al di là dei discorsi e delle posizioni ufficiali, sa bene che non si tratta di veleno per l’ideologia nazionale. Altri sostengono che la mossa di Kim Jong-un abbia lo scopo di trasmettere un’idea di «padre della Patria» benevolo in linea con l’immagine dell’augusto nonno”.

Le tentazioni del palato salveranno il mondo.

Buon divertimento!

Fini cestina il Fli, secondo lui marginale ed ininfluente

E’ passata un’era geologica politica dal “che fai mi cacci” urlato a brutto muso da Gianfranco Fini all’allora premier Silvio Berlusconi. In realtà sono solo una manciata di mesi, sufficienti però ad un cambio di governo e ad eclissare (per sempre?) le due figure principali del centro-destra italiano.

Se di Silvio nostro tanto si è detto è scritto nel frattempo, di Gianfranco si sono perse un po’ le tracce sempre più con il passare delle stagioni. Molti si ricorderanno lo show di Mirabello dove si prefigurava un nuovo, importante, europeo soggetto di destra: il Fli, Futuro e libertà per l’Italia.

Molti litigi, defezioni, debacle elettorali e imbarazzanti prese di posizioni dopo, qualcuno ha notizia di che fine abbia fatto Fli? Di quanti deputati conti? Di quale forza elettorale disponga? Un soggetto che ha il polso della situazione è sicuramente il suo fondatore Fini: ha avuto modo di dichiarare che “abbiamo dimostrato la nostra marginalità e in certi casi ininfluenza”, ponendo una bella pietra tombale sul partito mai partito. L’ennesimo, come ci fa notare Daw-blog. Ora vorrebbe ripartire con un “un nuovo polo europeo, patriottico e riformatore”. Sì, ma con chi? Casini l’ha abbandonato, Pdl e Lega non ne parliamo, Pd sta bene del suo… forse Grillo?

Sembra che il famoso cerino acceso alla fine abbia trovato la sua ultima mano: ah Gianfrà, niente niente ti sei pentito?

Buon divertimento!

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