Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: settembre 2012

Berlusconi e la morte (lenta e senza dignità) del Pdl

Berlusconi: “adesso si cambia tutto”. Adesso? Tempestivo!

Il caso Polverini è stato l’ennesimo, indegno teatrino condito da fiumi di milioni di euro “investiti” a favore della ristorazione romana (ostriche ed affini) e degli immobiliaristi laziali (ville, case vista Colosseo e simili). Un modo un po’ particolare per ridare slancio ad alcuni settori economici…

Il Tdp ha evitato di trattare il caso Fiorito semplicemente perchè ogni cosa era già stata detta e l’immaginazione fervida di chi scrive era di gran lunga surclassata dalla realtà dei fatti capitolini.

Ma, allargando lo sguardo a quello che fu un partito in grado di raccogliere voti come pochi altri nella storia repubblicana, escludendo la Dc, risulta patetico come si riesca a far morire un progetto che (in linea teorica e 15-20 anni fa) aveva la sua ragion d’essere in una moderna democrazia europea.

Poi ci sono state le legislature, il non fatto, il fatto male, il ladrocinio. Come se Mani Pulite non avesse insegnato nulla (ha insegnato a rubare meglio e con metodi più odiosi).

Oggi nel Pdl la guida del segretario Angelino Alfano, se mai ha avuto una parvenza di forza, è meno di nulla. Silvio continua ad imperare ma, a differenza del passato, è appannato ed ondivago. Ed ostina a volersi candidare.

Si è sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare, ci si ostina a negare l’evidenza, a non fare le primarie (anche per finta, ma aiuterebbero l’immagine del Pdl), a mostrarsi stupiti ed a cercare un modo, qualsiasi modo, per non soccombere.

Signori del Pdl, ci sono dei momenti in cui è meglio cospargersi il capo di cenere, chiedere scusa (e tirare fuori quanto sottratto) e tornare a casa. Così facendo alle prossime elezioni comunque si prenderà il 10%, ma almeno lo si farà con dignità e con un minimo di speranza di ripartire, tra anni e con facce nuove (nomi come Alessandro Cattaneo potrebbero essere dei buoni punti di partenza).

In ogni caso, per ora, state morendo, lentamente e, soprattutto, senza dignità. Risparmiatecelo, staccate la spina prima, con veemenza.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere con le dichiarazioni di Berlusconi

Vendola si candida alle primarie? L’indecisione costa cara…

E’ un po’ il tormentone del momento nel centro-sinistra: ma Nichi Vendola si candida alle primarie?

Dopo aver urlato per mesi e mesi che le primarie erano una necessità, la sua candidatura una certezza matematica, dopo l’annuncio dato il primo agosto scorso, il poeta sinistrorso tituba, cincischia, rimane nel guado.

I più dicono che la preoccupazione di sottrarre voti a Bersani, aumentando le possibilità di vittoria di Renzi, siano il motivo principale dell’indecisione. Ma è legittimo anche il dubbio che, per gli esponenti della sinistra massimalista, passare dalle parole ai fatti rimanga  uno scoglio insuperabile. Ricordate l’imitazione di Bertinotti da parte di Corrado Guzzanti? “E’ tutto un grosso scherzo!”, “la sinistra deve restare all’opposizione”.

Interessante quel che oggi scrive sul Foglio Claudio Cerasa (@claudiocerasa), qui solo dei passaggi:

“…oggi è evidente che (di fronte alla prospettiva di uno scenario in cui dovrà agire più che reagire, in cui dovrà fare più che disfare e in cui, tra l’altro, lo slot “politico giovane e moderno” è occupato sempre di più da un altro competitor senza orecchino ma con quasi vent’anni di meno) il leader-profeta si percepisca sempre di più come una magnifica stella cometa ancora luccicante, sì, ma destinata comunque a tramontare. Questo non significa che Vendola, con il suo emozionante modello di poetica politica, non sia in grado, una volta sciolta la riserva, di impensierire il segretario del Pd e magari sottrargli voti che potrebbero risultare decisivi nei conteggi finali delle primarie. […] Ma finché il governatore rimarrà incatenato nella sua poetica del vittimismo, […] Nichi potrà continuare a deliziarci con le sue straordinarie perle di saggezza ma non potrà non far scattare nella testa dei suoi ammiratori (e non solo in loro) una domanda elementare: Nichi, scusa, ma che stai a fa’?“.

Buon divertimento!

Raffaele Lombardo candida il figlio. Il Trota ora è meno solo

La storia non si ripete mai. Siamo così sicuri? In politica sembra ripetersi sempre: l’ennesimo “figlio eccellente” candidato dal padre politico è sul piatto, stavolta si tratta di Toti Lombardo, figlio di Raffaele, zar di tutte le Sicilie.

Spenti da un paio di mesi i riflettori sul Trota, alias Renzo Bossi, in casa Lega Nord, più di un migliaio di km più a sud si pongono le basi per un’ascesa folgorante quanto spiegabilissima del figlio di un altro politico di spicco, appunto l’ex presidente dimissionario della regione Sicilia.

Come suole dirsi in questi casi, non c’è nulla di illegale, ma la questione dell’opportunità è palese come un faro nella notte.

Così Alfio Sciacca oggi sul Corriere:

«Liberi di crederci» ma anche la Sicilia avrà il suo «trota». Dopo l’apparente uscita di scena del governatore Raffaele Lombardo ora è il turno del figlio. Toti, studente universitario di 23 anni, scende in campo in vista delle prossime elezioni regionali con la lista dell’Mpa che sostiene il candidato presidente Gianfranco Micciché. Lo slogan che ha scelto è appunto «liberi di crederci».

Famiglia in politica – E così la saga dei Lombardo in politica continua. Alla scorsa tornata elettorale il governatore siciliano fece candidare il fratello Angelo contemporaneamente alle elezioni per la Camera dei Deputati e a quelle per la Regione Siciliana. E, manco a dirlo, con quel cognome pesante Lombardo, Angelo, venne eletto a Roma e Palermo, optando poi per il parlamento nazionale che a differenza di quello regionale concede come benefit anche l’immuinità. Non si sa mai!”

link –> articolo completo sul Corriere

Renzi in cerca di agenzia creativa. A corto di idee?

Sfogliando il settimanale Panorama ci si imbatte in una piccola notiziuola dal taglio ironico “Cercasi agenzia per il rottamatore”.

Pratica comune, a dire il vero, quella di affidarsi ai creativi per condurre una campagna elettorale; e Matteo Renzi non vuole essere da meno.

Quello che non ti aspetti, però, è che i punti di contatto con il mondo berlusconiano siano davvero tanti: alla famosa visita ad Arcore, possiamo sommare l’aiuto fattuale che Giorgio Gori (ex direttore di Canale 5) sta dando al rottamatore di Firenze. Inoltre ieri Matteo ha dichiarato: “Chi è deluso da Berlusconi venga da noi”.

Berlusconi logora chi non ce l’ha?

Qui sotto l’articolo di Panorama:

“Il rottamatore Matteo Renzi è uno che con gli slogan ci sa fare.

Eppure, proprio ora che ha deciso di candidarsi alle primarie del Pd, pare a  corto di munizioni. Al punto da essere in cerca di un’agenzia pubblicitaria (in lizza la Jwt) che l’aiuti a dare maggiore appeal ai suoi discorsi. A colpi di slogan, tagliati su misura per ogni tema che si ritroverà ad affrontare nel corso della sua campagna: dal Sulcis allo spread, dai matusalemme del centrosinistra che si devono fare da parte ai giovani che non trovano spazio nel mondo del lavoro. Il discorso è servito: appetitoso e piacevole come uno spot.

A condurre le operazioni di ricerca è l’amico Giorgio Gori, che fino a qualche giorno fa pareva essere stato relegato a un ruolo minore e invece è tornato prepotentemente sulla scena. (F.B.)”

E se facessimo politica come Apple fa business?

Apple ieri ha presentato la sesta versione del suo cellulare-che-fa-pure-il-caffè, l’iPhone 5. E lo sanno anche i sassi.

C’è chi calcola, prudentemente, che il Pil Usa avrà un balzo dello 0,5% dovuto solo alle vendite del nuovo prodotto della mela morsicata.

La politica commerciale di Apple, anche nel dopo Jobs, continua ad essere incentrata sull’innovazione spinta, una chiusura al resto del mondo tecnologico (formati proprietari, scelte controcorrente, sistemi operativi blindati ma stabili), una costruzione del mito costante, alimentata anche dai finti segreti, dai finti furti rivelatori dei finti segreti di cui sopra. E da un tizio in jeans e maglietta che, passeggiando su un palco come si fa su un lungomare d’estate, ci presenta prodotti che faranno miliardi di dollari. Fatti (discutibili o meno), non chiacchiere.

Ora, facendo un doppio carpiato mentale, le nostre previsioni di crescita per il 2012 secondo l’Ocse si attestano ad un bel -2,4%.

La politica italica è ferma, vecchia, imbalsamata, stantia; siede su auto blu che costano più di quanto un trentenne odierno guadagnerà nei prossimi 10 anni; prende decisioni che richiederebbero ore in mesi, per poi ripensarci e tornare da dove si era partiti.

Una proposta immaginifica e fantasiosa (ma tanto, s’è sentito di tutto in questo periodo, quella del Tdp sarà l’ennesima goccia nel mare dell’inutile): Casini, Bersani, Alfano (?) e compagnia parlassero meno, si sciogliessero un tantino e facessero FATTI. Si presentassero al “pubblico” una volta ogni tanto, con proposte chiare, incisive ed attuabili. I partiti non siano un freno, un pour parler, un cazzeggio continuo, un gossip.

Se avessimo voglia di raccontastorie avremmo eletto Bob Dylan; noi vogliamo razionalità, idee e fattualità (almeno alcuni. Si potrebbe obiettare che gli ultimi 20 anni di storielle ne abbiamo digerite molte da un certo affabulatore…).

La politica è discussione e sogno? Certo, ma anche tremendamente business. E noi non sappiamo giocare su questo mercato planetario.

Buon divertimento!

Beppe Grillo ed il “mi si nota più se vado o se non vado?”

Il caso Favia (qui le sue rivelazioni, rubate o meno, andate in onda su La7) sta scuotendo il MoVimento 5 Stelle; o forse questo è quello che i partiti vogliono credere, sperando in un ridimensionamento elettorale del comico/politico/imbonitore genovese.

Ma il TDP oggi non vuole occuparsi di questa vicenda. Piuttosto, sempre a proposito di Beppe Grillo, ci pare degna di interesse la scelta del leader di rilasciare un’intervista alla tv olandese. Di seguito uno stralcio.

Da parte di Grillo, magari su consiglio di Gianroberto Casaleggio (il suo consigliere dall’inizio dell’avventura su internet), il non voler confrontarsi in nessun modo con i media italiani è una mossa che fa parlare di più che se invece fosse presente su tv e giornali. Cosa astuta e, per ora, proficua. Un po’ il “mi si nota di più se vado o se non vado?” ad una festa che certi pseudo-vip mettono in pratica cercando di ottenere più risalto con la loro assenza.

La democrazia, pur scassata e discutibile come quella italiana, funziona però con meccaniche diverse. Dibattito, scontro di ideali, difesa dell’idea propria e rispetto di quella dell’altro sono elementi imprescindibili. Più andremo avanti e più si paleserà questa mancanza di confrontro con l’esterno (eccetto il cosiddetto “popolo di internet”, una entità inesistente perchè tutti usiamo internet e nessuno utilizza solo quel canala comunicativo).

Se a medio termine la strategia ha pagato, prima, ma soprattutto dopo le elezioni, questo potrebbe risultare un boomerang di proporzioni epiche. Internet è solo parte del presente e del futuro; il vivere quotidiano è nella Rete ma anche altrove, ad esempio su giornali e tv.

Inoltre l’organizzazione necessaria per governare, dal comune di 1.000 anime all’Italia, necessitano di elementi che nel M5S non si vedono e volutamente non sono neanche in fieri.

Attento Grillo, tutto questo tuo modo di fare ti si può ritorcere contro in pochi mesi.

Buon divertimento!

Parentopoli colpisce ancora (nella notte), stavolta in Friuli

Articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi:

“Cancellato di notte il divieto anti-Parentopoli”

– Blitz in aula, sì a fondi per società no profit di moglie fratelli dei consiglieri regionali –

Fratelli, sorelle, figli, cognati e cugini degli amministratori del Friuli-Venezia Giulia stanno libando nei lieti calici: la legge che impediva ai loro congiunti di dare soldi regionali alle società di parenti è stata, almeno in parte, abolita.

[…] All’articolo 31 del «Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso» fu stabilito che «non è ammissibile la concessione di incentivi di qualsiasi tipo a fronte di rapporti giuridici instaurati, a qualunque titolo, tra società, soci, ovvero tra coniugi, parenti e affini sino al secondo grado […]».
Per dodici anni, il divieto deciso dalla giunta di centrodestra (onore al merito) ha arginato chissà quanti regalini. Finché, in una notte d’estate […] l’attuale maggioranza ancora di centrodestra, ha deciso di alleggerirsi del fastidioso ingombro. E ha inserito due righe di «interpretazione autentica» dell’articolo 31. C’è scritto che «tra gli organismi indicati non sono ricompresi quelli culturali, di volontariato e di promozione sociale privi di finalità di lucro».
La modifica è stata fatta, come capita in questi casi, alle tre di mattina del 4 luglio. […]
Il comunicato stampa era così generico («Numerose le modifiche all’articolo 12 dell’assestamento di bilancio, inerente il funzionamento della Regione e passato a maggioranza. Si comincia con gli adeguamenti algebrici alle poste della tabella L…») da sfuggire a ogni eventuale osservatore malizioso. E per settimane, infatti, finché non ci ha messo il naso Marco Ballico del «Piccolo» di Trieste, non se n’è reso conto nessuno.
Neppure l’opposizione di centrosinistra: «Sono sincero, non ne sapevo niente», spiega con qualche imbarazzo il capogruppo del Pd in regione Gianfranco Moretton, «Non ce ne eravamo neanche accorti. D’altra parte, devo dire che se questi contributi si possono dare solo a società no profit…». Quindi se un politico regala un finanziamento a un’associazione di suo fratello o di sua moglie che dona buoni pasto ai cittadini in difficoltà che poi vanno a votare… «Ah, no, certo, no… Mi rendo conto che ci sono dei risvolti a rischio… Difatti, vado a memoria, credo che noi abbiamo votato contro…».

Buon divertimento!

link –> articolo completo sul Corriere

Pd: Renzi fa paura. E gli si scagliano tutti contro

Ufficialmente partita la campagna elettorale? Sembra proprio di sì, ammesso che fosse mai finita.

In casa Pd si affilano le armi. I vecchi arnesi del centro(trattino)sinistra sono frementi di rabbia: c’è chi osa sfidarli a viso aperto. Il paladino della rottamazione è Matteo Renzi, proprio quello reo di essere andato a cena a casa Berlusconi.

La candidatura dell’attuale sindaco di Firenze alle primarie è ormai dato certo. Meno certo che queste primarie si facciano, almeno allo stato attuale: una data non è stata mai fissata, si parla di novembre. O dicembre. O gennaio. Bersani, come altri maggiorenti del partito, cercano di fare buon viso a cattivo gioco, ma la verità è che “solo” gli elettori vogliono un confronto aperto, molto meno i leader, che avrebbero solo da perderci.

Così, consci del fatto che ormai il confronto è inevitabile, questi giorni c’è la fila per attaccare Renzi: lo fa Vendola, che lo accusa di essere un “juke-box delle banalità”; lo fa la D’Alema, “Bersani è più adatto a unire il nostro partito, a costruire una coalizione e a governare l’Italia. Tre cose molto importanti che Renzi non mi sembra in grado di fare”; lo fa Fioroni, “Renzi fa bene il sindaco di Firenze e, secondo me, se lo continua a fare meglio e se aggiusta il traffico cittadino è una buona cosa”. Lo fanno anche Bindi e Merlo (Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai).

E lo fa anche Grillo, “Hanno bussato alla porta e non c’era nessuno. Era Matteo Renzi”, ma questo fa meno notizia.

Vuoi vedere che Matteo Renzi, così temuto, potrà risultare un bel grattacapo per gli inamovibili del lato sinistro della politica italica? Sono aperte le scommesse.

Buon divertimento!

link –> riassunto di attacchi e risposte sulll’Ansa

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: