Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: aprile 2013

Gasparri, il dito medio e Paolo Toscano

Il senatore Maurizio Gasparri, uno dei “veterani” della politica italica, pochi giorni fa si è fatto sfuggire un gesto giudicato almeno molto poco signorile, per molti di istigazione alla reazione violenta: un bel dito medio alzato alla folla davanti a Palazzo Chigi.

La cosa ha fatto molto discutere, anche se non è la prima volta che un politico si “lascia andare” (ricordate ad esempio la sua amica Santanchè?). Piuttosto il suo non giustificarsi, anzi rilanciare la legittimità dell’azione – “Riproporrei anche ora il gestaccio che ho fatto nei giorni scorsi all’indirizzo dei manifestanti pro Rodotà che mi offendevano”, ha dichiarato l’onorevole -, ha scatenato un putiferio sulla sua pagina Facebook. A maggior ragione perchè Maurizio nostro si è sempre speso per stigmatizzare la violenza, anche verbale.

Sul social network, dopo molti interventi, dagli sdegnati agli offensivi, è stata la volta del carabiniere Paolo Toscano, che ha scritto: “Sono un Carabiniere con 28 anni di servizio. Il dito medio che ha fieramente esibito alla folla pochi giorni fa è la vera istigazione alla violenza che lei attribuisce sempre ad altri. Quell’immagine mi fa vergognare che lei sia italiano. I veri Italiani sono un’altra cosa! App.s. TOSCANO Paolo”.

Paolo-Toscani-30-04-2013

Da quel momento in poi c’è stata una rincorsa a copiare ed incollare l’intervento di Toscano sotto ogni post di Gasparri, rendendo la pagina una replica infinita del messaggio originale.

Il web, con tutti i limiti che ha (specie nella rappresentatività democratica), non perdona ancora una volta l’incoerenza e la strafottenza.

Buon divertimento!

Sondaggio: cdx al 33%, csx al 27,5%. Quanto durerà il governo Letta?

Il governo di Enrico Letta ha giurato: con un buon numero di donne tra i ministri, oltre che una sostanziale spartizione tra Pdl, Pd e Lista Civica, lo “staff” è al completo. Già oggi ci sarà il test della fiducia in Parlamento, pratica scontata ma non troppo.

Le priorità sono note, sempre le solite ed irrisolte: lavoro, coesione sociale, futuro dei giovani, ruolo della finanza.

La durata di questo esecutivo, come di tutti gli altri, è strettamente legata a quanto riesce a fare. Ovviamente, però, non solo dalla fattualità dipende la vita lunga o meno: la nuova coalizione Pdl, Pd e Lista Civica, seppure a più alto tasso politico del governo di Mario Monti, è comunque cosa fragile.

Se poi si butta un occhio ai sondaggi, ci si accorge di quanto stiano mutando i rapporti di forza. L’istituto Piepoli (qui sul sito Termometro Politico) stima che oggi il Partito Democratico si fermerebbe ad un 21,5% (coalizione di centrosinistra al 27,5%), mentre il Popolo delle Libertà arriverebbe al 25% (coalizione di centrodestra al 33%).

sondaggio-piepoli-29-04-2013

Tra gli scontenti del Pd, l’instabile Berlusconi, Renzi che scalcia e poi ritratta, le insidie sono molte. Più di uno, passato giusto qualche mese, potrebbe pensar bene di raccogliere i frutti elettorali giocando la carta dell’impossibilità di accettare provveddimenti del governo Letta. Silvio sarai tu? Staremo a vedere.

Buon divertimento!

Enrico Letta, a 46 anni il terzo più giovane (quasi) premier di sempre. La lista per età degli altri presidenti della storia

enrico-letta-24-04-2013Ripreso dal Corriere della Sera, articolo di Matteo Cruccu.

Il terzo premier più giovane della Repubblica: da quando esiste, tale sarebbe lo status anagrafico di Enrico Letta, di suo già abituato a intascare record di precocità ( fu il più giovane ministro di sempre, alle politiche Comunitarie nel ’98 col governo d’Alema).

[…] Eccovi la lista completa dei presidenti del Consiglio (al primo incarico) dal più giovane al più anziano”.

1) Giovanni Goria 43 anni: 1987
2) Amintore Fanfani 45 anni: 1954
3) Enrico Letta (premier incaricato) 46 anni: 2013
4) Aldo Moro 47 anni: 1963
5) Bettino Craxi 49 anni e cinque mesi: 1983
6) Massimo D’Alema 49 anni e sei mesi: 1998
7) Emilio Colombo 50 anni: 1970
8) Francesco Cossiga 51 anni e 9 giorni: 1979
9) Giuseppe Pella 51 anni e tre mesi: 1953
10) Mario Scelba 52 anni: 1954
11) Giulio Andreotti 53 anni e un mese: 1972
12) Mariano Rumor 53 anni e cinque mesi: 1968
13) Giuliano Amato 54 anni e un mese: 1992
14) Giovanni Leone 54 anni e sette mesi: 1963
15) Arnaldo Forlani 54 anni e dieci mesi:198o
16) Giovanni Spadolini 56 anni e sette giorni: 1981
17) Romano Prodi 56 anni e nove mesi: 1996
18) Silvio Berlusconi 57 anni: 1994
19) Fernando Tambroni 58 anni: 1960
20) Ciriaco De Mita 60 anni: 1988
21) Lamberto Dini 63 anni: 1994
22) Antonio Segni 64 anni: 1955
23) Alcide De Gasperi 65 anni : 1946
24) Mario Monti 68 anni: 2011
25) Adone Zoli 69 anni: 1957
26) Carlo Azeglio Ciampi 72 anni: 1993

Il ricatto a Giorgio Napolitano: un nuovo livello d’abisso della politica

Giorgio-Napolitano-ricandidatura-20-04-2013Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in scadenza di mandato, ha dato il suo assenso ad una propria ricandidatura.

In una situazione ingarbugliata come quella della elezione del nuovo Capo di Stato, i partiti stanno dando una prova di loro sempre più sconfortante e nauseabonda.

Stavolta è il Pd ad aprire nuovi scenari da horror.

Le ultime tappe: dopo aver bruciato i nomi di Franco Marini e di Romano Prodi, Bersani ha dichiarato di volersi dimettere. Completamente in preda al panico, sia Bersani che Berlusconi si sono appellati al Re Giorgio, un anziano signore di 88 anni che più volte si era detto stanco e voglioso di ritirarsi.

Invece Giorgio Napolitano ha detto sì, ha acconsentito a farsi rieleggere. Un ricatto puro fatto ad un uomo dalla statura così superiore rispetto a tutti gli altri che quasi ci si stupisce che esista.

Il gigante Napolitano forse verrà rieletto, forse questo aiuterà a risolvere lo stallo attuale. Ma qualsiasi cosa succeda, rieleggere Napolitano è la scelta sbagliata perchè forzata.

E pensare che i nomi non mancherebbero, ad iniziare dalla Cancellieri (ma il votare una donna al Quirinale no, eh?! Se ne era parlato ma poi nessuno ne ha saputo più nulla).

Un 90enne che controvoglia torna a fare il Presidente è una immagine più eloquente di mille parole, è lo specchio di un Paese che non riesce a ritrovarsi e che, con tutta la buona volontà delle generazioni nate negli anni ’80 e ’90, non risorgerà presto.

Buon divertimento (ma fino ad un certo punto).

Sara Tommasi: “Gli attentati di Boston? Inventati dagli americani per il petrolio”

La grande economista Sara Tommasi torna a colpire. Tralasciando il suo secondo video porno, dato alla luce in questi giorni, quel che ci riempie di gaudio è che la nostra continui a dichiarare, ad esternare.

Stavolta la sua attenta analisi, giunta via Twitter, è rivolta agli attentanti alla maratona di Boston, nei quali due ordigni hanno provocato tre vittime. La Tommasi, senza che come al solito nessuno ne sentisse il bisogno, ha dichiarato quanto segue: “Attentato agli americani fatto dagli americani per avere la scusante per dichiarare guerra e pigliarsi il petrolio“.

sara-tommasi-twitter-17-04-2013

Il bello di tutto ciò è che nel messaggio viene incluso anche Barack Obama. Immaginiamo il presidente “abbronzato” (cit. Silvio Berlusconi) mentre, assolutamente rapito, prova a rispondere (in italiano) a Sara, scusandosi per l’accaduto: “Cara Sara, non ci faremo mai più un auto-attentato, perdonaci per aver  offeso la tua sensibilità con pezzi di spettatori sparsi qua e là per Boston”. (Sì, Barack Obama può scrivere messaggi più lunghi di 140 caratteri su Twitter).

Per insulti vari ed eventuali, il profilo di Sara è @JustSaraTommasi

Il nuovo “Partito liquido” di Michele Santoro

partito-liquido-michele-santoro-15-04-2013Michele Santoro avrebbe già registrato il simbolo di un nuovo movimento politico che potrebbe chiamarsi «Partito liquido».

Il presentatore televisivo, già impegnato in politica per un breve periodo qualche anno fa come parlamentare europeo, ci vorrebbe riprovare, almeno secondo il giornale Libero. Il quotidiano, con articolo dal titolo “Un incubo per la politica: Santoro scende in campo? Già depositato il simbolo”, ricorda con malizia come il logo scelto ricordi alcuni tratti della grafica in auge durante il fascismo.

Sempre Libero afferma:

“Il nuovo partito è stato formalmente registrato dalla Zerostudio’s srl di Roma, che è proprio la società fondata per produrre la trasmissione tv Servizio Pubblico quando Santoro lasciò la Rai. All’inizio gli azionisti erano solo il conduttore tv e la consorte, Sanja Podgayski. Poi mano mano sono entrati altri soci, con numerosi ribaltamenti di azionariato”.

Dallo staff di Servizio Pubblico arrivano smentite, precisando che seppure sia vera la registrazione all’ufficio brevetti del marchio, questo serve solo per non meglio specificati “esperimenti televisivi“.

Dopo l’insuccesso elettorale del magistrato Ingroia, quell’area di riferimento avrà in Santoro il suo nuovo paladino? Staremo a vedere, registrando l’ennesimo giro di valzer giornalismo-politica.

Buon divertimento!

Ingroia, l’uomo dai mille volti (e lavori)

Ingroia-in-Guatemala-09-04-2013E’ ufficiale, il “rivoluzionario fallito” Antonio Ingroia ha accettato l’incarico offerto dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta di presidente di Riscossione Sicilia Spa. Per conto dell’ente, l’ex pm sarà il supervisore dell’attività di riscossione delle tasse sul territorio dell’isola.

Ma ripercorriamo le funanbolie del nostro Tonino: da magistrato militante a presenzialista televisivo, da speaker d’occasione alle feste dell’Unità a novello paladino in Guatemala per conto dell’Onu. Si passa poi alla sua candidatura come leader del movimento Rivoluzione Civile, con un magro bottino di voti e successivo abbandono dell’idea.

Ora, visto che il furbo personaggio non ha mai dato dimissioni dalla magistratura, parandosi il… volto dietro questa possibilità, il CSM ha pensato bene di proporgli un bel posto ad Aosta, l’unico luogo dove alle politiche 2013 non si era candidato.

Magistralmente (appunto) Linkiesta riassume: “Da Palermo al Guatemala. Da Roma ad Aosta. L’ex procuratore aggiunto Antonio Ingroia non prende pace. Fai la valigia, disfa la valigia. Prepara le infradito per il Sudamerica, compra gli scarponi da neve per la Valle D’Aosta”.

E invece no, la Sicilia gli viene in soccorso e lo salva dal freddo del profondo Nord.

Ingroia, uomo senza vergogna, cadrà sempre in piedi, facendosi una bella risata alla faccia dei suoi votanti, dei suoi inquisiti e, da ora, dei siculi alle prese con le imposte.

Buon divertimento!

#Romanzocrimi: dopo le gaffe, sbeffeggiato il capogruppo 5 Stelle

vito-crimi-03-04-2013Vito Crimi, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, continua nel suo ruolo di gaffeur.

L’ultima proprio ieri quando, alle parole del capogruppo su Facebook «meglio un incarico a Bersani che una prorogatio a Monti», subito arriva il rimbrotto del capo supremo Beppe Grillo: «breve riassunto sugli ultimi accadimenti per i distratti e/o in malafede. Il M5S non accorderà nessuna fiducia, o pseudo fiducia, a un governo politico o pseudo tecnico (in sostanza di foglie di fico votate dai partiti). Bersani non è meglio di Monti, è semplicemente uguale a Monti, di cui ha sostenuto la politica da motofalciatrice dell’economia».

Giustamente Vito nostro ha idee sue ma non ha capito evidentemente dove in quale posizione si trova.

E nasce su Twitter #Romanzocrimi. Così il Corriere riassume quel che è successo dopo (senza dimenticare le passate figuracce):

“Ed è un attimo che cominciano le prese in giro. Dalla Rete (scatenati su Twitter e Facebook) alla politica istituzionale. Bersani ironizza: «Facessero una direzione pure loro in streaming così capiamo tutti…». Vito Crimi diventa così protagonista dello scherno. Se da una parte ci pensa Grillo a smentirlo, dall’altra sembra che sia diventato un bersaglio anche per i comici. Maurizio Crozza in testa con la sua imitazione. Poi c’è sempre la questione delle gaffe. Con la collega, «l’onorovole Lombardi», durante le consultazioni e la reazione stizzita di lei. E ancora: «Napolitano non si è addormentato», salvo poi appisolarsi sugli scranni di Palazzo Madama. E gli insulti ai giornalisti, anche lì con una marcia indietro. Vito Crimi rischia di diventare il bersaglio preferito, se non lo è già, della Rete e non solo”.

Buon divertimeno!

link –> articolo completo sul Corriere di oggi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: