Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Mensili: maggio 2013

Nasce l’Esercito delle Libertà a difesa di Berlusconi

esercito-di-silvio-28-05-2013

Che Silvio Berlusconi abbia a cuore la libertà è cosa nota. E’ l’estensione semantica di tale parola che andrebbe specificata.

Ci sono libertà e libertà e, legittimamente o meno, un soggetto come il ricco Cavaliere pensa che ci sia anche la libertà di non venir processato.

Per difendere la propria libertà, poi, si può essere liberi di crearsi degli alleati, dei difensori che credono nella tua stessa accezione di libertà. Sei libero anche di chiamare questo insieme dei tuoi alleati Esercito delle Libertà. Gli arruolati, poi, devono esser liberi di aderirvi, su un democratico e libero sito internet del web planetario che ci libererà dalle urne dandoci una libera informazione. Tornando all’Esercito, liberamente ci si aggregherà in “reggimenti territoriali” per meglio strutturare la libera difesa di Silvio da ogni idea-azione-opera-omissione illiberale.

Qui trovate le menti liberali che hanno dato il via all’iniziativa (dunque non partita da Silvio ma “dal basso”). Inoltre, liberamente, potete chiamare il 3290750705 o scrivere a info@esercitodisilvio.it.

Come ognuno è libero di dire e fare, così il Teatrino liberamente dirà: ma era proprio il caso di chiamarlo Esercito?

Aderisci anche tu all’Esercito di Silvio, metti un fiore nel tuo cannone e difendi Berlusconi da ogni male!

Buon divertimento!

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Amministrative 2013: Pdl arretra ovunque, M5S crolla, Pd non gioisce

alemanno-ignazio-marino-28-05-2013Così l’articolo di Paola Di Caro sul Corriere di oggi: “Pdl arretramento ovunque, anche in roccaforti tradizionali come Imperia, in città governate come Brescia e Viterbo e Treviso, sconfitte pesanti a Vicenza, Sondrio, Siena, Ancona. Per non parlare di Roma”.

In effetti le elezioni amministrative tenutesi in questo weekend hanno dato dei forti segnali a Silvio nostro: mentre si riposa in Sardegna, il Cavaliere medita sul forte distacco accusato da Alemanno nei confronti di Ignazio Marino e, soprattutto, sul drastico calo di affluenza generalizzato, vedi i 20 punti percentuali in meno di Roma.

Se il Pdl va male, neanche Grillo può gioire, anzi i suoi candidati rimangono fuori da tutti i ballottaggi. Un tracollo forse dovuto alla diversa tipologia di elezioni… forse.

Piuttosto sotto pressione per vicende governative, tutto sommato non può cantar vittoria neppure il Pd, ancora con le ossa rotte dal voto di febbraio.

Insomma tutti sconfitti o quasi, con quasi la metà degli aventi diritto che si son ben guardati dall’esercitare il loro diritto democratico.

Buon divertimento!

Grillo denuncia: Franceschini sponsorizza via sms la sua compagna alle elezioni di Roma

michela_de_biase_grillo_franceschini-23-05-2013Conflitto di interessi? Semplice pubblicità elettorale? Quel che Dario Franceschini, ex segretario del Pd, ex capogruppo alla Camera del Pd, attuale ministro per i Rapporti con il Parlamento, sta facendo in queste ore ha creato un certo dibattito: invia sms nel quale invita l’elettore romano a votare per la candidata Pd alle comunali di Roma Michela Di Biase. Che è anche la sua compagna.

La bella ragazzotta, classe 1980 (22 anni più giovane del barbuto Dario), che “Ama tutte le cose che stanno ai margini” (forse si riferisce proprio a Franceschini?), e lavora in un’azienda pubblica, sta ricevendo attenzione mediatica proprio per questa vicenda. Lei giudica l’accaduto normale: “Non c’è nulla da commentare. Sono elezioni difficili e devo prendere preferenze quindi non capisco cosa ci sia di strano”. Forse che non tutti hanno il vicesegretario del partito come sponsor?

A dar risalto agli sms è stato Beppe Grillo sul suo blog. Il post, dal titolo “Il compagno Franceschini e la sua compagna”, lo trovate qui.

Ecco l’sms: “Caro Xxx, se voti a Roma posso proporti di dare la preferenza a Michela Di Biase, la mia compagna, che si candida in consiglio comunale? Dario“.

Giudicate voi sull’opportunità di tale gesto…

Buon divertimento!

link–> articolo sul Corriere

Prodi “dimentica” la tessera Pd: verso l’abbandono del partito?

romano-prodi-16-05-2013Dopo lo scherzetto della non elezione a Presidente della Repubblica, Romano Prodi deve essere ancora furente con il suo partito.

Così oggi sul Corriere Francesco Alberti (qui):

«Le ho qui da tempo le tessere 2013 di Romano Prodi e della moglie Flavia. No, non è ancora venuto nessuno a ritirarle. Sento dire che il Professore starebbe meditando di non rinnovare l’iscrizione al Pd: condivido pienamente, dopo l’agguato che gli hanno tirato sul Quirinale…». Non è lo sfogo di un militante qualsiasi. E non è nemmeno uno sfogo. È il ragionamento, tra rabbia, amarezza e un insopportabile senso di impotenza, della coordinatrice del circolo dei Democratici dove è iscritta metà della famiglia Prodi (l’ex premier, la moglie Flavia, il figlio Giorgio).

Se, come è vero, Prodi ha recentemente dichiarato che “la spinta al suicidio di questo partito non ha limiti“, c’è da credere alle voci che prevedono un’inevitabile rottura. L’abbandono del Pd per Romano potrebbe essere imminente e, per molti versi, una vera liberazione.

E poi? Prodi tornerà a girovagare per l’Africa o vorrà testare nuovamente le sue capacità politiche, magari con altra formazione? Dubitiamo ne abbia la voglia, ma mai dire mai…

Buon divertimento!

Ecco le stanze del Bunga Bunga

Bunga BungaMentre oggi va in scena la requisitoria del pm Boccassini contro Silvio Berlusconi, che accusa “ad Arcore un sistema prostitutivo”, Canale 5 nelle scorse ore ha mostrato in esclusiva le stanze dove avveniva il cosiddetto (e per alcuni presunto) Bunga Bunga.

Divenuto celeberrimo a livello planetario, sinonimo di commistione tra sesso e potere, il Bunga Bunga è ormai un marchio di fabbrica dell’ex premier. La curiosità che ingenera il sapere se le cene fossero eleganti o meno è stata di portata epocale, ha fatto scrivere fiumi di parole. Ruby Rubacuori, soubrettine, dichiarazioni discordanti, soldi, libertà personali e costumi liberi: tutto si intreccia ed ognuno ha il suo parere.

E Canale 5 non si fa sfuggire la ghiotta occasione, piazzando la stoccata con tanto di versione dei fatti di Silvio. Qui il video ripreso da un articolo del Corriere di oggi.

Buon divertimento!

E’ morto Giulio Andreotti: tenetevi stretti eventuali cimeli!

vignetta-andreotti-06-05-2013La notizia farà epoca: oggi 6 maggio 2013 è scomparso Giulio Andreotti, 94 anni.

La lista dei suoi incarichi è lunga come quella delle doglianze degli elettori 5 Stelle per la “questione diaria“: presidente del Consiglio per 7 volte, senatore a vita, 8 volte ministro della Difesa, 5 volte ministro degli Esteri, 3 volte ministro delle Partecipazioni statali, 2 volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell’Industria, una volta ministro del Tesoro, ministro dell’Interno (il più giovane della storia repubblicana), ministro dei Beni culturali e ministro delle Politiche comunitarie.

Sicuramente avranno un’impennata:

1) il prezzo dei cimeli, annessi e connessi della figura di G;

2) i soggetti che lo lapideranno senza conoscerne nulla di più che quello che il film Il Divo non abbia narrato;

3) i politici che vorranno fare a gara ad assomigliargli. Senza riuscirci neanche da lontanissimo.

Un pezzo di Storia italica scompare, nel bene e nel male.

Buon divertimento!

Parlamentari 5 Stelle e diaria: meglio metterla in tasca

BEPPE GRILLOQuando è troppo è troppo! Questo devono aver pensato i parlamentari 5 Stelle, o almeno il 48% dei votanti schieratisi contro la direttiva del duo Grillo-Casaleggio.

Infatti il “comico ed il guru” avevano deciso che la diaria percepita dagli eletti in Parlamento fosse indirizzata non alle tasche degli esponenti 5S ma ad una Onlus a loro scelta.

Ebbene, in una consultazione tenutasi ieri 5 maggio, i parlamentari hanno deciso diversamente, ritenendo che quei bei soldini stiano meglio nel loro conto in banca (o, se non vogliamo pensar male, impiegarli per l’attività politica).

Ricordiamo che la diaria comprende, tra le altre voci, una quota per le spese per i collaboratori e l’attività politica, i rimborsi per i taxi e il telefono.

Così riassume un articolo su Lettera43 (qui):

“E il 48% ha chiesto che le diarie (ossia tutte le voci accessorie) fossero mantenute completamente. E che la restituzione dei soldi non utilizzati  avvenga solo su base volontaria. Tradotto: chi vuole si tiene ‘il resto’, chi invece preferisce può resituirlo o metterlo in un fondo di solidarietà appositamente creato.
LA SOGLIA DEI 5 MILA EURO LORDI. La questione dell’indennità resta comunque aperta. Tutti sembrano concordare sul fatto che il tetto di guadagno mensile (esclusi i rimborsi) debba essere di 2.500 euro. Ma resta da capire come gestire la soglia dei 5 mila euro lordi. Che a detta di alcuni, è una cifra che risente molto della situazione finanziaria personale, ossia dei propri redditi e dei familiari a carico.
Qualcuno chiedeva infatti una rimodulazione. Ma qualcun altro ha fatto già sapere, conti alla mano, che la cosa non è possibile”.

Buon divertimento!

Segretario Pd Piemonte si dimette per mancanza di conterranei nel governo

morgando-03-05-2013Un livello di dimissionismo carpiato.

Dopo quelle sacrosante di Bersani, quelle inattese di Papa Ratzinger, arrivano quelle trascurabili di tal Gianfranco Morgando, segretario del Pd in Piemonte. Allora perché ne parliamo? Per la motivazione delle dimissioni stesse, davvero originale: Morgando si è dimesso per la mancanza di piemontesi nel governo Letta. Sì, avete letto bene.

Nelle ore posteriori alla ufficializzazione della squadra di governo, composta anche dalla criticatissima novella sottosegretaria Michaela Biancofiore (qui sue perle di saggezza recenti) tra i 30 sottosegretari, 10 viceministri e 28 presidenti di commissione, il buon Morgando ha inviato una lettera ai vertici del Pd piemontesi, giudicando questa mancanza di nomine come “un atto di insipienza politica gravissimo, oltreche’ un oltraggio alla nostra dignita’ ed al nostro impegno di questi anni”. Ed ha lasciato la carica.

Spesso ci si lamenta che alcuni soggetti siano attaccati alla poltrona. Ora c’è una nuova aria che porta alle dimissioni creative e per il minimo soffio di vento.

Il tuo pizzaiolo è chiuso per lutto? DIMETTITI! Il gatto non ti ha fatto le fusa a letto? DIMETTITI! Vuoi dimetterti? DIMETTITI per il solo gusto di farlo!

Dimettiti perché fa tanto figo (e fa parlare di te su tutti i quotidiani nazionali… quando ti ricapita?).

Buon divertimento!

Rivoluzione Civile si scioglie ufficialmente. Ora nuovi, inutili partitini per tutti!

rivoluzione-civile-chiude-02-05-2013

Rivoluzione Civile chiude ufficialmente i battenti: ne danno il triste annuncio Ingroia, Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018).E nonostante sul sito ci sia ancora l’invito a versare soldini tramite Paypal: “aiutaci a sostenere la rivoluzione”!

Il (come si dice in questi casi) laconico comunicato recita “I soggetti che hanno dato vita a Rivoluzione Civile hanno deciso all’unanimità di considerare conclusa questa esperienza”.

Come dar torto ai fondatori ed affondatori della rivoluzione? Il magro bottino elettorale, 2,25% alla Camera – circa 765mila voti – e 1,79% al Senato – 549mila preferenze -, ha suggerito di cambiare aria alla allegra combriccola.

Al povero Ingroia, poi, è andata davvero male, costretto a metter radici nel profondissimo nord, Aosta, per continuare ad esercitare a suo modo la nobile arte del magistrato.

La domanda che resta sospesa a mezz’aria, come un sottile olezzo di stalla, è la seguente: ma questi simpatici personaggi, quasi fumetti, non traggono mai le conseguenze del loro fallimento? Il furbetto magistrato Antonio aveva il “paracadute lavorativo”, gli altri, lungi dall’esser stati mai utili alla benché minima attività politico-amministrativa (chi più chi meno), continueranno all’infinito a rappresentare 100 elettori a testa, a fondare e sfondare sigle, bandierine, movimenti e rivoluzioni immaginifiche. Ed a drenare soldi pubblici in nome di una democrazia dell’ultra rappresentanza inutile e più volte, con chiarezza, giudicata un fallimento dai votanti.

Ingroia, De Magistris, Diliberto & co.: FATEVENE UNA RAGIONE, NON VI VOTA NESSUNO.

Buon divertimento!

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