Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Categorie: Economia e lavoro

Una Repubblica fondata sulle tangenti

Vediamo se siete attenti: cosa notate nelle prime tre notizie in home su Corriere.it delle ore 10.50 di oggi 24 ottobre? Qual è il filo rosso che lega il tutto?

Tangenti, esatto. Argomento nuovo non trovate?

Diciamolo, ci appassiona leggere di ruberie, di prebende, di “aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso” (ma direi che “paralitica” riassume bene lo stato della corsa della giustizia).

E poi, da notare l’entità della mazzetta in primo piano, quella che coinvolge Finmeccanica: sonanti 550 milioni di euro (ho avuto difficoltà a scriver tale cifra, mi tremavano le mani).

Amo questo Paese fondato sulle tangenti.

Buon divertimento!

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La “luminosa giovane calabrese” e la mia generazione

In un magma nero di crisi e depressione, la generazione che mi è più vicina, quella intorno ai 30 anni e ben oltre il 30% di disoccupazione, deve ritrovare spirito e non perdersi d’animo. Non è una speranza, è un dovere e l’unico modo per pensare al proprio futuro.
In un Paese dalle straordinarie capacità, anche di risorgere da ceneri neanche troppo figurate – gli anni ’50-‘60 dicono qualcosa a qualcuno? –, il fattore umano è spesso preso come facile cliché per darci un po’ di coraggio. “Le migliori menti del mondo”, così dicono.
Ma i giovani italiani, nonostante le capacità adattativa fuori dal comune e l’ottima preparazione media, sono spesso messi di fronte ad un futuro incerto.
Sapete che c’è? Non ci convinciamo di questa ineluttabilità degli eventi. E’ difficile cambiare l’inerzia, tremendamente difficile, ma non per questo impossibile.
Oggi, ad esempio, Beppe Severgnini sulle pagine del Corriere della Sera e sul forum Italians, ci parla di come la Rete stia facendo emergere dei talenti che altrimenti rimarrebbero nell’ombra. Ma anche di come internet crei posti di lavoro per le menti fameliche e capaci di cui sopra.
Allora, per concederci una nota di positività, riprendiamo un passaggio di quanto scrive Severgnini (qui l’intero articolo):
“Alcune idee nate in rete – blog, videoblog, twitter, facebook, instagram – hanno già creato opportunità di lavoro. Un esempio è http://www.giallozafferano.it, che ha passato il guado, ed è ormai un’impresa editoriale. Una delle ragazze in cucina – una luminosa giovane calabrese – mi raccontava divertita dell’opposizione familiare quando, dopo una laurea in scienze della comunicazione, ha annunciato d’aver trovato lavoro a Milano, per cucinare davanti a una telecamera. Per mamma e papà era poco dignitoso. Per lei, invece, era un sogno che si realizzava. Mettere a frutto quello che aveva studiato e ciò che sapeva fare.
Teniamoli da conto, ragazzi così: cambieranno l’Italia per noi, se non saremo noi a cambiare loro”.
La “luminosa giovane calabrese”. Un nuovo modo di vedere la mia generazione ed il futuro di questo Paese.

Italia: benzina a 2 euro ed altre storie

Storie di terrore e raccapriccio. Storie di chi, andato in vacanza per tre settimane, torna e paragona l’Italia a quanto visto all’estero. E quanto visto all’estero sembra sempre migliore.

Poi ci si riflette su e ci si dice: “non può essere che una Polonia qualsiasi sia migliore del nostro beneamato Paese”. E probabilmente non lo è.

Ma ritrovi il caos, l’ignoranza, l’inciviltà, la sporcizia, il menefreghismo, la benzina a 2 euro al litro, il debito pubblico a 2.000 miliardi di euro, i beni artistici, culturali e paesaggistici depredati e sistematicamente distrutti giorno per giorno, gli stessi politici di trenta anni fa, le giovani generazioni invitate in tutti i modi a scappare, delinquere o ammanicarsi.

Non avevi dimenticato tutto, speravi solo si fosse trattato di un brutto incubo. Ed invece bentornati nella realtà.

“Basta che ce stà ‘o sole, basta che ce sta ‘o mare…”.

Buon divertimento!

Parentopoli e privilegi: Siae, un caso di scuola (negativa)

Dal Corriere di oggi, riprendiamo stralci dell’articolo di Sergio Rizzo (leggetelo, merita…):

Per far sentire i propri dipendenti come in famiglia la Siae non ha rivali: pensa anche al bucato. Chi va in missione può far lavare e stirare camicie e mutande a spese dell’azienda. Dieci euro e 91 centesimi vale la speciale «indennità lavanderia». […] La Società degli autori ed editori è anche tecnicamente un gruppo familiare. Al 42 per cento. Nel senso che ben 527 dei 1.257 assunti a tempo indeterminato (il 42 per cento del totale, appunto) vantano legami di famiglia o di conoscenza. Ci sono figli, nipoti, mariti e mogli di dipendenti ed ex dipendenti.

In questo clan familiare gigantesco finora tutto sia filato liscio, senza bisogno di mettere nulla per iscritto. Ecco spiegato perché alla Siae non esiste nemmeno un contratto di lavoro vero e proprio. I rapporti fra l’azienda e i dipendenti […] sono regolati da micro accordi che hanno determinato condizioni senza alcun paragone in realtà aziendali di questo Paese. Cominciando dallo stipendio: 64 mila euro in media per i dipendenti e 158 mila per i dirigenti. Con un sistema di automatismi che fa lievitare le buste paga a ritmi biennali fra il 7,5 e l’8,5 per cento. Per non parlare della giungla dei benefit che prevede, oltre alla già citata indennità per il bucato, quella che in Siae viene chiamata in modo stravagante «indennità di penna». Altro non è che una somma mensile, da un minimo di 53 a un massimo di 159 euro, riconosciuta a tutto il personale per il passaggio dalla «penna» al computer. C’è poi il «premio di operosità», la gratifica per l’Epifania, tre giorni di franchigia per malattia senza obbligo di certificato medico, 36 giorni di ferie… Le conseguenze? Sono nelle cifre delle perdite operative accusate dalla Siae negli ultimi anni: 21,4 milioni nel 2006, 34,6 nel 2007, 20,1 nel 2008, 20,9 nel 2009, 27,2 nel 2010. Cifre cui dà il suo piccolo contributo anche il costo del contenzioso. Perché si litiga anche nelle migliori famiglie. Nonostante condizioni di favore che non hanno eguali nel panorama degli enti pubblici o parapubblici, negli ultimi cinque anni i dipendenti della Siae hanno attivato 189 cause di lavoro. Con un costo medio per l’azienda di un milione 469 mila euro l’anno”.

Buon divertimento!

link –> articolo completo sul Corriere

Roma, metro B1 tra disagi, blocchi e ridicola gestione

A Roma si aspettava l’apertura della linea B1 della metropolitana ormai da anni. Se i primi progetti risalgono agli anni ’90 e le linee, non solo le 3 fermate a Roma nord, dovevano essere pronte per il Giubileo del 2000, finalmente la scorsa settimana c’era stata l’inaugurazione delle 3 fermate Annibaliano, Libia e Conca D’Oro. Il povero Alemanno era stato costretto ad una levataccia per essere al taglio del nastro delle ore 5.30.

Tutto bene quello che finisce (con 2 anni di ritardo almeno) bene? Manco pe’ niente, come suole dirsi nella Capitale.

1) Il giorno immediatamente successivo all’apertura la metro va in tilt per quasi un’ora: problema tecnico agli scambi ed addetto agli stessi assente senza motivo.

2) I vagoni sono i soliti, fatiscenti che circolano da qualche decennio (si veda la foto…).

3) Frequenza delle corse prevista: ogni 8 minuti. Effettiva: anche 20-25 minuti. Con fermate anche di 10 minuti in stazione. Insomma per fare 3 fermate, circa 3,5 km, ci si riesce a mettere anche 45 minuti. A piedi, ovviamente, si fa molto prima.

Senza contare altri piccoli problemucci.

“Chi ben inizia è a metà dell’opera”. Altri 7 anni e vedremo tutto girare a meraviglia.

Buon divertimento!

Guerra Fs-Ntv: un bel cancello chiude l’accesso ai treni Italo

Nuova biglietteria-centro servizi “Casa Italo” ad Ostiense, Roma: Ntv prosegue la sua opera di sviluppo e concorrenza a Ferrovie dello Stato. Il nuovo spazio, nella stessa area dove ha aperto i battenti Eataly Roma, è pensato per coccolare i passeggeri, agevolandoli anche nell’acquisto dei biglietti e nel rapido accesso ai treni in partenza. Forse.

E sì, forse, perchè se vai ad Ostiense e vuoi prendere Italo, ti ritrovi un bel cancello proprio all’uscita del centro servizi. Che fai, scavalchi? Poco chic per manager e donne in carriera. Ti tocca fare un giro a piedi di qualche centinaio di metri, che non saranno poi molti, ma vanno a minare un servizio pensato per essere eccellente.

I sospetti che dietro l’apparizione dell’infida inferriata ci sia Fs con la sua Rfi (Rete ferroviaria italiane), sembrano non campati in aria. Se il presidente della provincia Zingaretti prova a spegnere le polemiche, Ntv attacca apertamente Rfi: in un comunicato stampa si legge, tra l’altro che “Rfi innalza barriere architettoniche artificiali per impedire ai viaggiatori Italo l’accesso diretto ai treni dal marciapiede dell’ex AirTerminal Ostiense. Per imprecisate ragioni di sicurezza, Rfi ha infatti deciso di realizzare un’alta recinzione, proprio di fronte a Casa Italo e sbarrare così il passaggio ai binari”.

Buon scavalcamento e divertimento!

link –> articolo del Corriere

MAXXI museo, maxi debito. Dimissioni di Baldi, Grossi e Zecchi

Il museo MAXXI di Roma, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è oberato da una montagna di debiti.

La notizia, ormai di qualche settimana fa, sta portando in queste ore alle dimissioni il presidente della Fondazione Maxxi Pio Baldi, il vicepresidente Roberto Grossi ed il consigliere di amministrazione Stefano Zecchi. Ed al commissariamente per mano del segretario generale del ministero dei Beni culturali, Antonia Pasqua Recchia.

Nonostante il contributo annuale di 2 milioni di euro del Ministero dei Beni Culturali, oltre uno straordinario per “start-up” di ben 6 milioni, la Fondazione prevede un passivo di qualcosa come 11 milioni di euro per il biennio 2012-2014 (qui sul Messaggero).

Visitatori scarsi? Non si direbbe, visto il quasi mezzo milione di biglietti staccati solo il primo anno (v. sito Mibac). Il punto è semmai che l’arte non può essere fatta solo a colpo di decine di milioni di euro.

I musei d’arte moderna hanno successo solo se hanno un’anima, un filo rosso che lega le esposizioni (temporanee e permanenti), una linea. Visitandoli si deve avere l’impressione di una coerenza  e di un percorso concettuale. Tutto questo non è il MAXXI.

Insomma, se ho un mare di soldi, compro tutte le opere di Basquiat e le metto in una struttura costata diverse decine di milioni di euro, non ho un bel museo ma solo un mucchio di debiti e qualche bel quadro.

Buon divertimento!

Finalmente ad Ostia una bella pista da sci (sul mare)…

“Cresci Italia!”: nomignolo di uno dei provvedimenti di SuperMario Monti, invito, esortazione, quasi un ordine.

La giunta di Roma, specificamente il consiglio del XIII  Municipio, ha preso la cosa talmente sul serio da provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo, inserendo nel bilancio 2012 un milione e mezzo di euro per una bella pista da sci. Ad Ostia. Pochi metri dal lungomare.

Dubai e dintorni insegnano che nulla è impossibile. Allora, si sono chiesti gli amministratori (di marca Pdl, giusto per informazione), perchè non replicare il miracolo della neve a 40° all’ombra?

Le polemiche sono montate subito, come era ovvio, con il Pd che si straccia le vesti. Forse forse i consiglieri d’opposizione non sanno sciare? Plebei.

Lo sviluppo deve andare avanti, una bella colata di cemento coprirà l’assurda sabbia, cannoni. Schiere di tamarri scenderanno in slalom in maglietta “d’a Maggica”…

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Canone Rai per aziende con pc? L’azienda di viale Mazzini alla frutta…

L’indebitamento della Radiotelevisione Italiana è ormai storico quasi quanto la cupola di S. Pietro, fa parte del panorama romano. E, pensa che ti ripensa, in viale Mazzini davvero non sanno come fare per limitare l’emorragia.

Fare programmi decenti? Ma no. Limitare spese e tagliare gli sprechi? Ma mica si spendono soldi inutilmente in Rai! Vendere la terza rete e sganciarsi dalla politica? Complicato e sconveniente per tantissimi parassiti.

Ecco l’idea: estendiamo il canone anche a chi ha pc, tablet e smartphone in azienda (tanto chi è che non ha un computer, anche il salumiere ormai). Così facendo si riesce a spremere ben bene le floridissime attività commerciali italiche ed a risanare la millesima parte del debito. Ed a continuare a sperperare di buona lena.

Su Twitter il giudizio è stato alquanto esplicativo, racchiuso in un simpatico hastag: #RaiMerda.

Tutto ciò accade mentre si vocifera che nel “servizio pubblico” si licenzino le donne in attesa di un figlio (qui la notizia sul Corriere)…

Buon divertimento!

link –> articolo sul Messaggero

Auto blu, è ufficiale: sono più di 65.000

Come in un film di Totò dove si cercava di contare i piccioni di piazza San Marco, il conteggio delle auto blu in Italia è sempre stata un’impresa grottesca, incompiuta. Ma ora è ufficiale, sono più di 65.000. Lo sancisce definitivamente il censimento del FormezPa su incarico del Dipartimento della Funzione pubblica, presto online.

Sebbene ci fosse noto (il Tdp ne aveva parlato qui), il numero fa impressione. Mentre riavvolgiamo la lingua, fuoriuscita per lo stupore, veniamo a sapere che 800 sono praticamente abbandonate. Inutili ed inutilizzate.

Ancora: “una grande regione del Sud“, come si legge nell’articolo della redazione Motori del Corriere, “ha più di auto di Lombardia, Liguria e Veneto messe insieme” (qui: “Auto blu, sono più di 65mila“).

Infine una nota sul marchio Fiat: l’81% delle auto di servizio è del gruppo torinese, mentre si ferma al 58% quelle di rappresentanza.

Ma un’auto non è che vi avanza? Il Tdp ne sta cercando una usata, in buono stato, magari regalata da pantalone.

Buon divertimento!

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