Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi Categorie: Questione di stile

Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale (con Fassina)

FASSINA-zoo-giraffaDella la serie “mi si nota di più se faccio l’opposizione interna e vado a San Giovanni con la CGIL o se faccio il cazzone?”, l’ex Viceministro dell’Economia Stefano Fassina ha pensato bene di non scegliere tra piazza e Leopolda5, ma andare allo zoo. Non pago, si è fatto intervistare da Sky direttamente davanti alla giraffa, per l’occasione tutta in tiro e presenzialista neanche fosse il miglior Paolini dei tempi d’oro (prima dell’arresto per capirci).

Una (provvidenziale) promessa ai figli: questa la motivazione che Fassina ha sbandierato a chi gli chiedeva della sua assenza nei luoghi che lo scorso weekend hanno attirato l’attenzione di media e società in genere.

Tocca dare ragione a quel malandrino di Fonzie Renzi ed ammettere che ogni colpo di teatro di questa vecchia guardia, rafforza lo scout fiorentino e lo fa crescere nel consenso. La nomenclatura del PD, di cui Fassina è solo uno dei gregari, farebbe bene a staccare la spina, creare un bel partito dello zero-virgola e vivere serenamente di rendita. Ci sarebbero meno giraffe protagoniste in tv e meno comunicazione spazzatura su giornali, tv e web. In tal senso non ci sembra che Matteo Renzi ci faccia mancare nulla, quindi siamo a posto così.

PD, tra dibattito interno e cupio dissolvi.

Buon divertimento!

Concordia, Schettino ed il “white party” di Ischia

Schettino-concordia-white-party-ischiaSapete tutti che la Concordia sta facendosi il suo ultimo giretto verso Genova, no? Beh, quel che forse non sapete è che Schettino, il nostro prode capitano che tanta fama ha ottenuto dal naufragio più spettacolare degli ultimi millenni, se la gode alla faccia nostra.

Lustrini ed inchini, il buon “salga-a-bordo-caxxo” è stato l’invitato d’onore all’esclusiva festa tenutosi ad Ischia, il “White party” annuale che l’editore Piero Graus organizza sull’isola.

Ora, a parte che alzi la mano chi sa cosa sia un “white party” e, soprattutto, chi conosce questo Piero Graus, possibile che per farmi invitare devo affondare anche io il pattino che prenderò in affitto questa estate a Riccione? Nel dubbio, ci provo!

Buon divertimento!

Silvio e Putin, le foto di una storia di amore

Li vogliamo ricordare così, Silvio e Vladimir, nel fiore dei loro anni, nei momenti più belli della loro tenera storia d’ammmore.

Sorrisi ammiccanti e sguardi sognanti, di favole così non se ne vedono molte nel teatrino internazionale.

Godetevela, buon divertimento!

Ignazio Marino, il sindaco lazial-romanista

Secondo voi questa foto fa acquistare o perdere voti?

Buon divertimento!

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Ma sono pochi 4.500 euro netti al mese? Per Ignazio Marino sì

Non sarà stato il primo (e, ci giuriamo, non sarà neanche l’ultimo), ma Ignazio Marino, novello sindaco di Roma con il pallino delle pedonalizzazioni, non l’ha presa bene aprendo la sua busta paga: un netto di circa 4.500 euro al mese.

In effetti, se contiamo che in passato Ignazio nostro ha svolto la professione di chirurgo prima e di parlamentare poi, quella cifra gli deve essere sembrata una bazzecola.

“Amministriamo bilanci miliardari e responsabilità enormi”, dice il sindaco della Capitale. Forse non ha tutti i torti. Forse. E comunque avrebbe potuto informarsi prima, gli stipendi dei sindaci sono di pubblico dominio.

Riflettiamo un attimo sulla cifra: certamente una grande responsabilità merita alte soddisfazioni economiche; essendo una carica pubblica così in vista ed oberata di impegni, sembra giusto che lo stipendio sia consono. 4.500 netti sono sufficienti? Probabilmente sì, anche viste le agevolazioni di cui godi ricoprendo tale carica. Poi, se ti aspetti di diventar ricco facendo il sindaco, è probabile che ti sia fatto male i tuoi conti.

Piuttosto è noto come in Italia ci sia qualcosa che non va nell’equilibrio degli stipendi tra cariche: se è vero che un sindaco di una città medio-piccola riesce ad ottenere una indennità nell’ordine dei 2.000 euro, ci son presidenti di regione che guadagnano come e più di Obama (v. Crocetta in Sicilia) e vecchie cariatidi della politica che, sommando cariche, indennità e pensioni, arrivano a guadagnare al giorno quasi quanto Marino prende al mese (vogliamo citare il solito Giuliano Amato che, bontà sua, percepisce un bel totale di 31mila euro al mese?).

Sotto, ripresa dal Corriere, trovate un rapido confronto tra due sindaci (Marino e Renzi) e due presidenti di regione (Maroni ed Errani).

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Ad ognuno il suo giudizio e… buon divertimento con il vostro stipendio!

Ecco le stanze del Bunga Bunga

Bunga BungaMentre oggi va in scena la requisitoria del pm Boccassini contro Silvio Berlusconi, che accusa “ad Arcore un sistema prostitutivo”, Canale 5 nelle scorse ore ha mostrato in esclusiva le stanze dove avveniva il cosiddetto (e per alcuni presunto) Bunga Bunga.

Divenuto celeberrimo a livello planetario, sinonimo di commistione tra sesso e potere, il Bunga Bunga è ormai un marchio di fabbrica dell’ex premier. La curiosità che ingenera il sapere se le cene fossero eleganti o meno è stata di portata epocale, ha fatto scrivere fiumi di parole. Ruby Rubacuori, soubrettine, dichiarazioni discordanti, soldi, libertà personali e costumi liberi: tutto si intreccia ed ognuno ha il suo parere.

E Canale 5 non si fa sfuggire la ghiotta occasione, piazzando la stoccata con tanto di versione dei fatti di Silvio. Qui il video ripreso da un articolo del Corriere di oggi.

Buon divertimento!

Parlamentari 5 Stelle e diaria: meglio metterla in tasca

BEPPE GRILLOQuando è troppo è troppo! Questo devono aver pensato i parlamentari 5 Stelle, o almeno il 48% dei votanti schieratisi contro la direttiva del duo Grillo-Casaleggio.

Infatti il “comico ed il guru” avevano deciso che la diaria percepita dagli eletti in Parlamento fosse indirizzata non alle tasche degli esponenti 5S ma ad una Onlus a loro scelta.

Ebbene, in una consultazione tenutasi ieri 5 maggio, i parlamentari hanno deciso diversamente, ritenendo che quei bei soldini stiano meglio nel loro conto in banca (o, se non vogliamo pensar male, impiegarli per l’attività politica).

Ricordiamo che la diaria comprende, tra le altre voci, una quota per le spese per i collaboratori e l’attività politica, i rimborsi per i taxi e il telefono.

Così riassume un articolo su Lettera43 (qui):

“E il 48% ha chiesto che le diarie (ossia tutte le voci accessorie) fossero mantenute completamente. E che la restituzione dei soldi non utilizzati  avvenga solo su base volontaria. Tradotto: chi vuole si tiene ‘il resto’, chi invece preferisce può resituirlo o metterlo in un fondo di solidarietà appositamente creato.
LA SOGLIA DEI 5 MILA EURO LORDI. La questione dell’indennità resta comunque aperta. Tutti sembrano concordare sul fatto che il tetto di guadagno mensile (esclusi i rimborsi) debba essere di 2.500 euro. Ma resta da capire come gestire la soglia dei 5 mila euro lordi. Che a detta di alcuni, è una cifra che risente molto della situazione finanziaria personale, ossia dei propri redditi e dei familiari a carico.
Qualcuno chiedeva infatti una rimodulazione. Ma qualcun altro ha fatto già sapere, conti alla mano, che la cosa non è possibile”.

Buon divertimento!

Sara Tommasi: “Gli attentati di Boston? Inventati dagli americani per il petrolio”

La grande economista Sara Tommasi torna a colpire. Tralasciando il suo secondo video porno, dato alla luce in questi giorni, quel che ci riempie di gaudio è che la nostra continui a dichiarare, ad esternare.

Stavolta la sua attenta analisi, giunta via Twitter, è rivolta agli attentanti alla maratona di Boston, nei quali due ordigni hanno provocato tre vittime. La Tommasi, senza che come al solito nessuno ne sentisse il bisogno, ha dichiarato quanto segue: “Attentato agli americani fatto dagli americani per avere la scusante per dichiarare guerra e pigliarsi il petrolio“.

sara-tommasi-twitter-17-04-2013

Il bello di tutto ciò è che nel messaggio viene incluso anche Barack Obama. Immaginiamo il presidente “abbronzato” (cit. Silvio Berlusconi) mentre, assolutamente rapito, prova a rispondere (in italiano) a Sara, scusandosi per l’accaduto: “Cara Sara, non ci faremo mai più un auto-attentato, perdonaci per aver  offeso la tua sensibilità con pezzi di spettatori sparsi qua e là per Boston”. (Sì, Barack Obama può scrivere messaggi più lunghi di 140 caratteri su Twitter).

Per insulti vari ed eventuali, il profilo di Sara è @JustSaraTommasi

Ingroia, l’uomo dai mille volti (e lavori)

Ingroia-in-Guatemala-09-04-2013E’ ufficiale, il “rivoluzionario fallito” Antonio Ingroia ha accettato l’incarico offerto dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta di presidente di Riscossione Sicilia Spa. Per conto dell’ente, l’ex pm sarà il supervisore dell’attività di riscossione delle tasse sul territorio dell’isola.

Ma ripercorriamo le funanbolie del nostro Tonino: da magistrato militante a presenzialista televisivo, da speaker d’occasione alle feste dell’Unità a novello paladino in Guatemala per conto dell’Onu. Si passa poi alla sua candidatura come leader del movimento Rivoluzione Civile, con un magro bottino di voti e successivo abbandono dell’idea.

Ora, visto che il furbo personaggio non ha mai dato dimissioni dalla magistratura, parandosi il… volto dietro questa possibilità, il CSM ha pensato bene di proporgli un bel posto ad Aosta, l’unico luogo dove alle politiche 2013 non si era candidato.

Magistralmente (appunto) Linkiesta riassume: “Da Palermo al Guatemala. Da Roma ad Aosta. L’ex procuratore aggiunto Antonio Ingroia non prende pace. Fai la valigia, disfa la valigia. Prepara le infradito per il Sudamerica, compra gli scarponi da neve per la Valle D’Aosta”.

E invece no, la Sicilia gli viene in soccorso e lo salva dal freddo del profondo Nord.

Ingroia, uomo senza vergogna, cadrà sempre in piedi, facendosi una bella risata alla faccia dei suoi votanti, dei suoi inquisiti e, da ora, dei siculi alle prese con le imposte.

Buon divertimento!

Il signor Beppe Grillo, la fuffa e la responsabilità di governare

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il post voto più caotico ed incerto di sempre moltiplica la sensazione di essere immersi in un infinito, onnipresente teatrino politico. Tra un Beppe incappucciato, un Silvio finto statista ed un Pierluigi dalla sicumera vincitrice traballante se non defunta, se ne vedono di tutti i colori percepibili dall’occhio umano.

E, nello stallo istituzionale, riusciamo sempre a trovare qualcosa di succoso su cui scannarci.

Ad esempio oggi, Monti, prima della riunione del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles il 14 marzo, invita i tre leader con la quota maggiore di consensi e, nell’invito, chiama “onorevole” sia Berlusconi che Bersani, mentre per Grillo usa un più fantozziano “signor”. Giù polemiche. E che doveva fare se Beppe nostro non è deputato (e non lo vuole divenire)? Lo vogliamo chiamare “commendatore”? “Chef”? “Ammaestratore di pecore italiche”?

Questi, signori miei, sono creatività ed ottimismo! Del tipo: stiamo andando a scatafascio, riuscendo ad individuare livelli di profondità che vanno ben oltre il fondo del barile ma – e qui l’estro italico – parliamo di fuffa, di costume, di bon ton del cavillo.

Grillo, visti i risultati, fa bene a perseguire i suoi scopi con le sue tecniche di comunicazione. Cerchiamo però di non perdere la ragione appresso ad appellativi e carinerie mancate, mentre ricordiamo a tutti, votanti del M5S in primis, che se ci si candida per governare, poi non si può scappare e far la parte del piccolo rivoluzionario senza responsabilità.

Signor Grillo si impegni un po’, i tempi cambiano ed il voto porta conseguenze.

Buon divertimento!

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