Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Senatore Pdl parcheggia Ferrari sulle strisce, il vigile non lo multa

Riprendiamo da Leggo del 4 ottobre, ci era sfuggita questa piccola chicca. Esilarante la difesa (in fondo), del senatore.

Ogni commento è superfluo.

Buon divertimento!

di Franco Pasqualetti

“ROMA – Una Ferrari gialla, fiammante, parcheggiata in divieto, con le ruote sulla strisce pedonali. Davanti l’ingresso di Palazzo Valentini, sede della Prefettura di Roma. Dietro di lei una fila di auto blu. In tutto sette veicoli che intralciano il traffico caotico delle 9.30 del mattino: una bolgia totale.
Ma Palazzo Valentini, oltre che dal Prefetto, è occupato anche dalla Provincia. E proprio dallo staff del presidente Nicola Zingaretti parte la telefonata ai vigili urbani: «Venite in via IV Novembre, ci sono auto in sosta selvaggia ovunque». In pochi minuti arriva puntuale un vigile urbano, blocchetto delle multe in pugno, fischietto al collo e aria fiera. Quando vede, però, che le vetture parcheggiate non sono comuni utilitarie la fierezza lascia il posto ad altro e lo zelante pizzardone entra nell’elegante palazzo in cerca del proprietario della Ferrari, proprio come farebbe un posteggiatore. La sequenza fotografica dimostra con puntualità l’accaduto.
In pochi minuti dalla Prefettura, dove era in corso un vertice sul lavoro, esce un volto noto: è il senatore del Pdl Antonio Angelucci che taglia dritto verso il bolide di Maranello, lo accende, affonda un paio di sgasate alla Alonso, ingrana la marcia e lascia le strisce sgommando.
Una scena degna di un film di Alberto Sordi. La sola differenza è che Otello Celletti multava il sindaco, mentre l’agente che ieri mattina è intervenuto a palazzo Valentini ha scelto la strada più agevole.
«Ma come, non le multa?», gli domanda un dipendente della Provincia. La sua risposta? «E perché avrei dovuto, le strisce sono state cancellate e lì si può sostare». Evidententemente, però, le regole valgono solo se in sosta c’è un bolide da 150mila euro: dopo due ore, infatti il cronista ha tentato di parcheggiare un Fiat 600 nello stesso punto dov’era la Ferrari. Il risultato? Dopo neanche 30 secondi è arrivato inesorabile il fischio del vigile. Un altro naturalmente rispetto a quello che aveva avvisato i trasgressori del mattino. Diverse interpretazioni del codice della strada? O più semplicemente la voglia di chiudere davanti ai potenti?

Il senatore del Pdl Antonio Angelucci:

Gentile Direttore, mi vedo, mio malgrado, costretto a scriverle per contestare quanto erroneamente riportato nell’articolo “la Ferrari del senatore sulle strisce. Il vigile non fa la multa“, pubblicato sull’odierna edizione del quotidiano da lei diretto. In primo luogo va rimarcato che l’autovettura dello scrivente non si trovava affatto sulle strisce pedonali. Dall’esame delle stesse foto pubblicate sul suo giornale, infatti, si evince chiaramente e senza ombra di possibile dubbio che il passaggio pedonale è nettamente demarcato da nuove strisce di un bianco vivo poste alla sinistra dell’automobile, in corrispondenza, peraltro, con le colonnine di marmo situate all’ingresso del palazzo della Provincia, mentre sull’area su cui era ritratto il veicolo in questione vi era semplicemente una traccia appena visibile di una vecchia segnalazione chiaramente cancellata per consentire l’avvicinamento del nuovo passaggio pedonale a Palazzo Valentini. Vero è, invece, che lo scrivente ha effettuato una fermata su un’area adiacente a quella delimitata dalle strisce per lo stretto lasso di tempo necessario per scendere dall’autovettura e per consentire al proprio autista di porsi alla guida della stessa per spostarla; come, peraltro, può essere confermato da alcune persone presenti. Questi, egregio Direttore, i fatti che il giornalista avrebbe potuo facilmente verificare se avesse voluto appurare la reale consistenza dei fatti”.

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E se facessimo politica come Apple fa business?

Apple ieri ha presentato la sesta versione del suo cellulare-che-fa-pure-il-caffè, l’iPhone 5. E lo sanno anche i sassi.

C’è chi calcola, prudentemente, che il Pil Usa avrà un balzo dello 0,5% dovuto solo alle vendite del nuovo prodotto della mela morsicata.

La politica commerciale di Apple, anche nel dopo Jobs, continua ad essere incentrata sull’innovazione spinta, una chiusura al resto del mondo tecnologico (formati proprietari, scelte controcorrente, sistemi operativi blindati ma stabili), una costruzione del mito costante, alimentata anche dai finti segreti, dai finti furti rivelatori dei finti segreti di cui sopra. E da un tizio in jeans e maglietta che, passeggiando su un palco come si fa su un lungomare d’estate, ci presenta prodotti che faranno miliardi di dollari. Fatti (discutibili o meno), non chiacchiere.

Ora, facendo un doppio carpiato mentale, le nostre previsioni di crescita per il 2012 secondo l’Ocse si attestano ad un bel -2,4%.

La politica italica è ferma, vecchia, imbalsamata, stantia; siede su auto blu che costano più di quanto un trentenne odierno guadagnerà nei prossimi 10 anni; prende decisioni che richiederebbero ore in mesi, per poi ripensarci e tornare da dove si era partiti.

Una proposta immaginifica e fantasiosa (ma tanto, s’è sentito di tutto in questo periodo, quella del Tdp sarà l’ennesima goccia nel mare dell’inutile): Casini, Bersani, Alfano (?) e compagnia parlassero meno, si sciogliessero un tantino e facessero FATTI. Si presentassero al “pubblico” una volta ogni tanto, con proposte chiare, incisive ed attuabili. I partiti non siano un freno, un pour parler, un cazzeggio continuo, un gossip.

Se avessimo voglia di raccontastorie avremmo eletto Bob Dylan; noi vogliamo razionalità, idee e fattualità (almeno alcuni. Si potrebbe obiettare che gli ultimi 20 anni di storielle ne abbiamo digerite molte da un certo affabulatore…).

La politica è discussione e sogno? Certo, ma anche tremendamente business. E noi non sappiamo giocare su questo mercato planetario.

Buon divertimento!

Casta: le vecchie abitudini non muoiono mai

Le 400 auto blu ed il “chi non è mai andato in vacanza in barca”…

Se il buon Silvio Berlusconi è alle prese con i suoi processi e le sue feste, liberato dal fastidio di gestire (male) il Paese, ci pensa il governo (del Presidente Napolitano) Monti a regalarci buoni spunti di Teatrino.

I giorni scorsi hanno visto tanti fatterelli succosi, qui vogliamo sottolinearne due in particolare:

1) “Chi non è mai stato su una barca a fare le vacanze?”, domanda quasi banale della senatrice Pdl Ombretta Colli (all’Infedele su La7, qui il video); beh, ad esempio io…;

2) le ormai celeberrime nuove 400 auto blu, o meglio un bando che il Ministero dell’Economia ha indetto per l’acquisto di centinaia di nuove berline, appunto, con 10 milioni di euro disponibili. Se ne sono occupati, tra gli altri, Il Giornale, Libero, L’EspressoIl bando è stato scovato e “denunciato” dal parlamentare Idv Antonio Borghesi.

Per oggi ci fermiamo qui. Forse.

Buon divertimento!

Auto blu: casi virtuosi di riduzione delle vetture (incredibile, vero?)

Il Tdp è un blog piuttosto brontolone. Oggi vi vogliamo invece dare una piccola  notizia positiva.

Il precedente post, dal titolo “Auto blu, è ufficiale: sono più di 65.000“, ribadiva quello che molti di noi sanno: tra i maggiori sprechi dell’italico stivale ci sono senza dubbio le cosiddette auto blu (e grigie, bianche o qualsiasi colore si voglia usare per chiamarle).

C’è però chi, tra le amministrazioni, i ministeri, gli enti statali, ha fatto i suoi “compiti a casa”, come suole dirsi nell’era Monti/Merkel. Di seguito diamo alcuni dati, positivi una volta tanto, sulla riduzione del parco auto di alcuni soggetti (tabella tratta dal documento ufficiale di FormezPA, lo trovate qui).

Oggi non faremo polemica su cose del tipo “ma il Ministero di Giustizia che cavolo se ne fa con più di 1200 auto?”, ci siamo svegliati di buonumore.

Buon divertimento!

Auto blu, è ufficiale: sono più di 65.000

Come in un film di Totò dove si cercava di contare i piccioni di piazza San Marco, il conteggio delle auto blu in Italia è sempre stata un’impresa grottesca, incompiuta. Ma ora è ufficiale, sono più di 65.000. Lo sancisce definitivamente il censimento del FormezPa su incarico del Dipartimento della Funzione pubblica, presto online.

Sebbene ci fosse noto (il Tdp ne aveva parlato qui), il numero fa impressione. Mentre riavvolgiamo la lingua, fuoriuscita per lo stupore, veniamo a sapere che 800 sono praticamente abbandonate. Inutili ed inutilizzate.

Ancora: “una grande regione del Sud“, come si legge nell’articolo della redazione Motori del Corriere, “ha più di auto di Lombardia, Liguria e Veneto messe insieme” (qui: “Auto blu, sono più di 65mila“).

Infine una nota sul marchio Fiat: l’81% delle auto di servizio è del gruppo torinese, mentre si ferma al 58% quelle di rappresentanza.

Ma un’auto non è che vi avanza? Il Tdp ne sta cercando una usata, in buono stato, magari regalata da pantalone.

Buon divertimento!

I tagli alla Casta politica? Ancora aspettiamo. Ecco dove farli

In un venerdì di palazzi della politica romana deserti, si discute ancora sulle misure che il governo Monti (come primo atto di una serie, c’è da esserne certi) ha in mente di varare. Tralasciando la bagarre su pensioni, Ici/Imu ed altre bazzecole simili, vogliamo un attimo riportare il focus sui tagli.

Se è pur vero che la democrazia ha un costo, e che ognuno ne paga volentieri la sua parte ove questa sia una (almeno parziale) assicurazione di libertà, è altrettanto palese che di spese da ridurre ce ne sono a iosa.

Per riprendere un passaggio dell’articolo di un paio di giorni fa di Rizzo e Stella – il duo di specialisti anti-casta, anche al limite della noia a volte -, possiamo leggere:

“Secondo l’istituto Bruno Leoni per mantenere il Parlamento ogni cittadino italiano spende 26,33 euro, contro 13,60 di un francese, 10,19 di un britannico, 5,10 di un americano. […] A Montecitorio e Palazzo Madama c’è un tesoretto accumulato fra avanzi di amministrazione e fondi «di solidarietà» che si aggira sui 700 milioni di euro. Con la crisi che c’è, rompano quel loro «salvadanaio».

La presidenza del Consiglio è arrivata a occupare 20 sedi in un progressivo gigantismo che ha ridicolizzato le promesse di asciugare l’apparato che oggi occupa circa 4.600 persone: più del triplo del Cabinet office, la corrispondente struttura del Regno Unito. Per farlo, però, è fondamentale una norma che riporti la presidenza del Consiglio sotto la Ragioneria generale dello Stato, com’era fino al 1999 (senza rischi né umiliazioni per la democrazia…) prima che D’Alema rivendicasse l’autonomia finanziaria.” (Evviva D’Alema. Ma una cosa buona l’ha fatta nella vita?)

Ogni tanto ci piace ricordare che, qualora si volesse, si potrebbe. Ma si vuole?

Buon divertimento!

link –> articolo di Rizzo e Stella sul Corriere

Auto blu: Roma batte Londra 72.000 a 195

Mercoledì post-tonfo della borsa italiana, tutti aspettano di vedere cosa accadrà, sia al governo che all’indice milanese. Noi del Teatrino, nel frattempo, inganniamo il tempo proponendo alcuni passaggi dell’articolo di Fabio Cavalera sul tema tanto caro delle “auto blu”, pezzo apparso sul Corriere, blog Big Ben (lo trovate qui).

Che dite, ci indignamo per qualche secondo?

“In Italia circolano 72 mila auto blu: il dato ufficiale basta consultarlo sul sito del Formez che ha compiuto il monitoraggio per conto del ministero della pubblica amministrazione. Numero sbalorditivo ma il bello deve ancora venire.

Già, perchè si scopre che la nostra burocrazia è riuscita a catalogare le auto di servizio in tre gruppi: le “auto blu-blu” (proprio così, due volte blu) che sono quelle di rappresentanza politico-istituzionale  “a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali” (circa 2 mila), poi le “auto blu” (una sola volta blu) che sono quelle a disposizione dei “dirigenti apicali” (testuale, circa 10 mila), infine le “auto grigie” adibite, dice la relazione del Formez, ai “servizi operativi” (60 mila). Gli addetti sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all’anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. C’è poco da commentare, basta una parola: vergogna.

E nel Regno Unito? […] Ecco i numeri ufficiali (anche in questo caso consultabili facilmente sul sito della “GDCDA” oltre che del governo): al 31 marzo 2010 le auto blu in dotazione ai ministeri erano 78, il parco auto era complessivamente di 261 nel 2010, sceso a 195 nel 2011. Per parco auto s’intendono le vetture “blu-blu” (usiamo la terminlogia italiana e non quella britannica che si limita a un sobrio “ministerial cars”) e le vetture “blu” e “grigie”, utlilizzate per i servizi […]. Gli addetti sono 239 e il costo complessivo è di circa 7 milioni di sterline.

Ammettiamo pure che alla statistica sfuggano le auto di rappresentanza della famiglia reale (che sono 8). Ammettiamo che sfuggano pure quelle dei magistrati dell’Alta Corte e dei sindaci delle maggiori città. Nonostante tutto il raffronto fra Roma e Londra (sulle auto blu-blu) è imbarazzante. E poi ci sorprendiamo se scivoliamo sempre più giù…”

Buon divertimento!

link –> il blog di Fabio Cavalera sul Corriere

Il costo della politica: 23 miliardi l’anno

“Cameriere, per favore il conto (della politica)!”. Attesa di tre minuti. E poi eccolo: 23.000.000.000 euro (l’anno).

E’ interessante leggere l’articolo del Sole 24 Ore che specifica quanto ci costa all’anno la scassata macchina istituzionale nostrana. Semplice funzionamento ordinario, auto blu, rimborsi elettorali, vitalizi: come diceva Totò, è la somma che fa il totale.

Non c’è che dire, un bel gruzzolo. Si sa, il teatrino democratico è costoso. Magari, però, noi italiani ci mettiamo sopra un po’ di carico…

Trovate il testo completo qui sul sito di Giornalettismo.

Buon divertimento!

Riduzione dei costi della politica. La volta buona?

Qui si trovano sette articoli brevi, chiari; quattro pagine scarne che sembrano scritte a macchina. Principi che, se applicati, darebbero un segnale forte, oltre a far risparmiare una cifra indefinibile ma di una tremenda utilità.

Giusto per riassumere i punti salienti del documento, dall’eloquente titolo “Costi della politica”:

– l’art. 1 propone di livellare i compensi di qualunque funzionario pubblico (amministativo o politico) a quelli delle corrispondenti cariche degli altri paesi europei;

– l’art. 2 fissa il limite di cilindrata in 1.600 cc per le auto blu (le risate! Nella foto uno dei modelli a cui si sta pensando per rimpiazzare le Audi A6 4.200 cc benzina);

– l’art. 7 impone l'”elecion day“, cioè l’accorpamento di eventuali referendum ed elezioni (dalla prossima volta però, eh, stavolta c’è sfuggito…).

I funzionari del ministero dell’economia si stanno dando da fare? Diciamo pure che queste sono ovvietà che un paese, specie nelle condizioni economiche date, dovrebbe aver attuato già da un ventennio.

Il teatrino che si autoridimensiona a questo livello è credibile quasi quanto l’esistenza del Chinotto su Plutone: possibile in assoluto ma, ecco, alquanto improbabile.

Buon divertimento!

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