Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Segretario Pd Piemonte si dimette per mancanza di conterranei nel governo

morgando-03-05-2013Un livello di dimissionismo carpiato.

Dopo quelle sacrosante di Bersani, quelle inattese di Papa Ratzinger, arrivano quelle trascurabili di tal Gianfranco Morgando, segretario del Pd in Piemonte. Allora perché ne parliamo? Per la motivazione delle dimissioni stesse, davvero originale: Morgando si è dimesso per la mancanza di piemontesi nel governo Letta. Sì, avete letto bene.

Nelle ore posteriori alla ufficializzazione della squadra di governo, composta anche dalla criticatissima novella sottosegretaria Michaela Biancofiore (qui sue perle di saggezza recenti) tra i 30 sottosegretari, 10 viceministri e 28 presidenti di commissione, il buon Morgando ha inviato una lettera ai vertici del Pd piemontesi, giudicando questa mancanza di nomine come “un atto di insipienza politica gravissimo, oltreche’ un oltraggio alla nostra dignita’ ed al nostro impegno di questi anni”. Ed ha lasciato la carica.

Spesso ci si lamenta che alcuni soggetti siano attaccati alla poltrona. Ora c’è una nuova aria che porta alle dimissioni creative e per il minimo soffio di vento.

Il tuo pizzaiolo è chiuso per lutto? DIMETTITI! Il gatto non ti ha fatto le fusa a letto? DIMETTITI! Vuoi dimetterti? DIMETTITI per il solo gusto di farlo!

Dimettiti perché fa tanto figo (e fa parlare di te su tutti i quotidiani nazionali… quando ti ricapita?).

Buon divertimento!

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Il ricatto a Giorgio Napolitano: un nuovo livello d’abisso della politica

Giorgio-Napolitano-ricandidatura-20-04-2013Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in scadenza di mandato, ha dato il suo assenso ad una propria ricandidatura.

In una situazione ingarbugliata come quella della elezione del nuovo Capo di Stato, i partiti stanno dando una prova di loro sempre più sconfortante e nauseabonda.

Stavolta è il Pd ad aprire nuovi scenari da horror.

Le ultime tappe: dopo aver bruciato i nomi di Franco Marini e di Romano Prodi, Bersani ha dichiarato di volersi dimettere. Completamente in preda al panico, sia Bersani che Berlusconi si sono appellati al Re Giorgio, un anziano signore di 88 anni che più volte si era detto stanco e voglioso di ritirarsi.

Invece Giorgio Napolitano ha detto sì, ha acconsentito a farsi rieleggere. Un ricatto puro fatto ad un uomo dalla statura così superiore rispetto a tutti gli altri che quasi ci si stupisce che esista.

Il gigante Napolitano forse verrà rieletto, forse questo aiuterà a risolvere lo stallo attuale. Ma qualsiasi cosa succeda, rieleggere Napolitano è la scelta sbagliata perchè forzata.

E pensare che i nomi non mancherebbero, ad iniziare dalla Cancellieri (ma il votare una donna al Quirinale no, eh?! Se ne era parlato ma poi nessuno ne ha saputo più nulla).

Un 90enne che controvoglia torna a fare il Presidente è una immagine più eloquente di mille parole, è lo specchio di un Paese che non riesce a ritrovarsi e che, con tutta la buona volontà delle generazioni nate negli anni ’80 e ’90, non risorgerà presto.

Buon divertimento (ma fino ad un certo punto).

#Romanzocrimi: dopo le gaffe, sbeffeggiato il capogruppo 5 Stelle

vito-crimi-03-04-2013Vito Crimi, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, continua nel suo ruolo di gaffeur.

L’ultima proprio ieri quando, alle parole del capogruppo su Facebook «meglio un incarico a Bersani che una prorogatio a Monti», subito arriva il rimbrotto del capo supremo Beppe Grillo: «breve riassunto sugli ultimi accadimenti per i distratti e/o in malafede. Il M5S non accorderà nessuna fiducia, o pseudo fiducia, a un governo politico o pseudo tecnico (in sostanza di foglie di fico votate dai partiti). Bersani non è meglio di Monti, è semplicemente uguale a Monti, di cui ha sostenuto la politica da motofalciatrice dell’economia».

Giustamente Vito nostro ha idee sue ma non ha capito evidentemente dove in quale posizione si trova.

E nasce su Twitter #Romanzocrimi. Così il Corriere riassume quel che è successo dopo (senza dimenticare le passate figuracce):

“Ed è un attimo che cominciano le prese in giro. Dalla Rete (scatenati su Twitter e Facebook) alla politica istituzionale. Bersani ironizza: «Facessero una direzione pure loro in streaming così capiamo tutti…». Vito Crimi diventa così protagonista dello scherno. Se da una parte ci pensa Grillo a smentirlo, dall’altra sembra che sia diventato un bersaglio anche per i comici. Maurizio Crozza in testa con la sua imitazione. Poi c’è sempre la questione delle gaffe. Con la collega, «l’onorovole Lombardi», durante le consultazioni e la reazione stizzita di lei. E ancora: «Napolitano non si è addormentato», salvo poi appisolarsi sugli scranni di Palazzo Madama. E gli insulti ai giornalisti, anche lì con una marcia indietro. Vito Crimi rischia di diventare il bersaglio preferito, se non lo è già, della Rete e non solo”.

Buon divertimeno!

link –> articolo completo sul Corriere di oggi

Bersani invia i “pontieri” a dialogare con Grillo (mentre pensa di querelarlo)

bersani-pd-12-03-2013Prosegue lo stallo istituzionale e politico in Italia. E proseguono i disperati quanto vani tentativi di dialogo di Bersani con il M5S ed il suo leader Grillo.

Oggi un incontro con alcuni “pontieri” del Partito Democratico – i tre sono Davide Zoggia, Luigi Zanda e Rosa Calipari – che avranno il compito di sondare possibili accordi con gli esponenti del Movimento.

E’ la cronaca di un fallimento annunciato: se non bastasse che nella natura del M5S c’è proprio il non dialogo con i partiti esistenti, se non fosse abbastanza chiaro che Grillo sa di crescere nei consensi proprio quando rifiuta il compromesso, ci si mette anche una scelta a dir poco sballata dei mediatori del PD. Poche ore fa, infatti, proprio Davide Zoggia, in rappresentanza del partito, ha manifestato l’intenzione di querelare Grillo per le dichiarazioni in merito alla vicenda del Monte dei Paschi di Siena.

Zoggia, definendo “scandalosi” gli attacchi di Beppe, ha dichiarato: “Sono toni che avranno ricadute dal punto di vista giudiziario. Sono stati non corretti”. E a chi chiede se il Pd sporgerà querela contro Grillo risponde: “Se ne sta occupando il tesoriere, durante la campagna elettorale sono stati usati toni non degni di un paese civile. Lo verificheranno le autorità giudiziarie, sono state fatte allusioni e affermazioni pesantissime in un’inchiesta delicata che pochi giorni fa ha avuto anche una tragedia umana. E credo che prima di fare questo tipo di affermazioni bisogna stare molto attenti”.

La genialità di inviare un soggetto che prima annuncia querela e poi vuole dialogare, tutto ciò nel giro di 24 ore, ci suggerisce il finale della storia, di quanto possa andare a buon fine la mediazione.

Intanto l’Italia aspetta invano…

Buon divertimento!

Il signor Beppe Grillo, la fuffa e la responsabilità di governare

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il post voto più caotico ed incerto di sempre moltiplica la sensazione di essere immersi in un infinito, onnipresente teatrino politico. Tra un Beppe incappucciato, un Silvio finto statista ed un Pierluigi dalla sicumera vincitrice traballante se non defunta, se ne vedono di tutti i colori percepibili dall’occhio umano.

E, nello stallo istituzionale, riusciamo sempre a trovare qualcosa di succoso su cui scannarci.

Ad esempio oggi, Monti, prima della riunione del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles il 14 marzo, invita i tre leader con la quota maggiore di consensi e, nell’invito, chiama “onorevole” sia Berlusconi che Bersani, mentre per Grillo usa un più fantozziano “signor”. Giù polemiche. E che doveva fare se Beppe nostro non è deputato (e non lo vuole divenire)? Lo vogliamo chiamare “commendatore”? “Chef”? “Ammaestratore di pecore italiche”?

Questi, signori miei, sono creatività ed ottimismo! Del tipo: stiamo andando a scatafascio, riuscendo ad individuare livelli di profondità che vanno ben oltre il fondo del barile ma – e qui l’estro italico – parliamo di fuffa, di costume, di bon ton del cavillo.

Grillo, visti i risultati, fa bene a perseguire i suoi scopi con le sue tecniche di comunicazione. Cerchiamo però di non perdere la ragione appresso ad appellativi e carinerie mancate, mentre ricordiamo a tutti, votanti del M5S in primis, che se ci si candida per governare, poi non si può scappare e far la parte del piccolo rivoluzionario senza responsabilità.

Signor Grillo si impegni un po’, i tempi cambiano ed il voto porta conseguenze.

Buon divertimento!

Bersani-Renzi: favorito il primo (ma attenzione ai nuovi votanti)

Bersani-Renzi-sondaggio-swg-30-11-2012

Ripreso da TmNews:

“Roma, 30 nov. (TMNews) – A due giorni dal ballottaggio delle primarie del centrosinistra, Bersani è in vantaggio su Renzi con una forbice di voti tra il 53 e il 57 percento; la forbice del sindaco di Firenze si attesta invece tra il 43 e il 47 percento. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre.

Un quadro, questo, che però potrebbe essere suscettibile a variazioni significative, come spiega Roberto Weber, presidente dell’Swg: “Il dato tiene conto dei votanti al primo turno. Ma 100-200 mila elettori nuovi potranno fare la differenza”. Cosa faranno al ballottaggio gli elettori degli altri candidati alle primarie? Più della metà degli elettori di Nichi Vendola (57%) voterà Bersani, il 15 percento voterà per Renzi e il 28 percento non andrà a votare. Esprimerà la preferenza per il segretario del Pd anche il 47 percento dei sostenitori di Laura Puppato e il 25 percento di quelli di Bruno Tabacci. Oltre la metà dei sostenitori dell’assessore al Bilancio di Milano però non andrà a votare (61%).

Al di là dell’esito del ballottaggio comunque, un ‘ticket’ tra i due contendenti piace a una quota significativa di italiani. L’ipotesi di Bersani premier con Renzi vice è gradita al 30 percento dell’elettorato, percentuale che comprende – a differenza delle intenzioni di voto dei singoli partiti – anche indecisi e astenuti (questo significa che, potenzialmente, vale più del 30 percento che la stessa Swg questa settimana attribuisce al Pd). Se invece si immagina Renzi premier e Bersani vice, il gradimento raggiunge il 33 percento. Diversa la quota di gradimento tra i soli elettori alle primarie: Bersani-Renzi al 66 percento, mentre Renzi-Bersani al 62 percento.

MAZ”

Pdl, pietra tombale sulle primarie (Angelino si piegò ancora a Silvio)

Berlusconi morto (politicamente)?

Quale buona novella odierna dal Pdl? Ma certamente l’ennesimo ripensamento!

Fresca la notizia che le primarie del Pdl, non volute, osteggiate, fintamente idolatrate ma tanto temute, non ci saranno. Si attendeva l’annuncio di un Berlusconi pronto a ridiscendere in campo con una forza (Italia?) politica nuova, ci ritroviamo l’ennesimo cibo indigesto agli elettori di centro-destra.

Mentre sul sito del Pdl ancora campeggia il rimando alla sezione “Primarie”, con tanto di regolamento, modulistica ed invito a promuovere delle consultazioni che non avverranno mai.

Delusione? Sollievo? Secondo il TDP noncuranza e rassegnazione. Questo partito, questi leader, sono completamente allo sbando. Sanno di perdere e questo è scontato. Ma, in politica come nella vita, bisogna accettare i periodi bui, preparandosi per il futuro.

Il futuro in casa Pdl sembra continuare a chiamarsi all’infinito Silvio Berlusconi. Più di un anno fa ironizzavamo sull’età dei due baldi Silvio e Pierluigi Bersani, sottolineando come il primo avesse passato i 75 anni. A distanza di così tanti mesi, l’unica novità è che Silvio ha passato i 76 anni. Null’altro da segnalare sul fronte Pdl.

Buon divertimento!

Primarie centro-sinistra, ora Matteo Renzi spera (invano)

Le primarie del centro-sinistra sono state un clamoroso successo di popolo. Questo dimostra che se sì parla di idee e programmi – discutibili o meno, chiari o meno -, le persone sono interessate, partecipano e pagano anche due euro. Oppure, altra ipotesi plausibile, che nel deserto della politica italiana, qualunque offerta che superi la decenza ha appeal.

Dati che arrivano a rilento ci parlano di un’affluenza record e di un vantaggio del segretario Bersani su Renzi che oscilla tra i 9 ed i 10 punti. Preventivato, come scrivevamo qualche giorno fa, non per questo scontato.

L’ottimo risultato del sindaco di Firenze, l’uomo dalla battuta pronta ed idee meno pronte su temi macropolitici, sta facendo sperare più di qualcuno: ad esempio una fetta di ex elettori berlusconiani, che sperano nella definitiva consacrazione di Renzi.

Speriamo di essere smentiti, eppure l’impressione è che, anche se al ballottaggio si dovessero presentare non 4 ma 6 milioni di persone, il film sia già scritto. Le truppe cammellate del vecchio apparato della sinistra sono pronte a scendere (di nuovo) in massa per il vecchio Bersani, con il beneplacito della Camusso.

E’ un Paese per vecchi? Lo vedremo (anche) dal prossimo spareggio tra i due del Pd.

Buon divertimento!

Aspettando le Primarie: Bersani favorito ma ballottaggio probabile

Ci siamo: dopo tanto parlarne ormai le Primarie del centro-sinistra sono alle porte. C’è chi spera nella ventata di cambiamento (reale?) di Renzi, chi vuole l’usato sicuro rappresentato da Bersani, chi spera nei miracoli e vede di buon occhio un possibile esploit di Vendola, eterno outsider a sinistra.

Secondo il sondaggista Nando Pagnoncelli (Ipsos), l’attuale segretario Bersani sarebbe in vantaggio di 10 punti percentuali. La cattiva notizia per lui, però, è che non raggiungendo il 50%, si andrebbe al ballottaggio. Non che anche in quel caso non sia favorito, ma il semplice dover combattere sino all’ultimo farà sperare i renziani sino all’ultimo round.

Qui a lato la previsione del risultato ad oggi. Da notare l’ottimo risultato previsto per Bruno Tabacci: condivide un bel 4% con l’ottima Laura Puppato. Trovarsi un altro mestiere che non sia la banderuola (lo ricordiamo non nel Pd poco tempo fa, ora addirittura si tutta nelle Primarie per guidare l’intero schieramento…) no?!

Attendiamo l’esito e, nel frattempo, mormoriamo un requiem alle spoglie del Pdl, ancora indeciso sul da farsi (dai tempi del ’94).

Buon divertimento!

link –> Ipsos online

PD, cinque candidati ed umorismo malriuscito!

Questo quel che appare sull’home del sito del Partito Democratico, tentativo umoristico (malriuscito) per introdurre il dibattito televisivo che ci sarà stasera alle 20.30:

E scatta giustamente lo sberleffo della Rete. Questa una prima immagine parodiata (grazie a Paola Bonesu!).

Buon divertimento!

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