Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Di Pietro chiede 130mila euro per lasciare l’Idv

Quando pensi di averle sentite tutte ecco che invece il Teatrino della Politica italiana sa ancora sorprenderti: ad un esponente dell’Idv sono stati chiesti 130.000 euro per permettergli di lasciare il partito.

Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Matteo Riva, infatti, sarà costretto a pagare una salata penale se vorrà portare avanti la sua decisione di divorzio da Di Pietro. Daw-blog riassume così la vicenda:

“Al momento dell’accettazione della candidatura, a Riva (e ai suoi colleghi) Di Pietro ha fatto firmare in via estremamente riservata un documento in cui si impegnano, in caso di dimissioni dal partito, a versare una “penale” di 100 mila euro. Inoltre, nel documento è previsto anche un contributo mensile di 3500 euro da corrispondere per tutta la durata dell’intero mandato”.

Ora, d’accordo la serietà che un eletto deve al suo partito e (soprattutto) agli elettori, ma una penale non si era mai sentita. La libertà di scelta dovrebbe essere assicurata, anche se poi produce fuoriusciti del “calibro” di Scilipoti…

Buon divertimento!

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Berlusconi? No grazie. E Berlusconismo? Ma si và, è domenica!

di Melisandre

Ok, Berlusconi si è dimesso, Letta si ritira, alcuni nomi della vecchia guardia forse non li rivedremo mai più, altri ricicceranno fuori come funghi alla prime piogge/elezioni. Ma facciamoci una domanda: se Berlusconi ieri ha perso, c’è di conseguenza qualcuno che ha vinto? No, pur volendo essere estremamente magnanimi pare proprio di no.

Una prima conferma la si ha analizzando le dichiarazioni degli esponenti politici che si sono maggiormente “esposti” ieri, durante e dopo il voto.

Di Pietro, reduce dalla ramanzina della base del suo partito sul sostegno a Monti, saluta le dimissioni di Silvio con un bel gesto dell’ombrello.

Bersani ai microfoni di SkyTg24 dichiara :”Berlusconi? l’abbiam mandato via noi del Pd” (?!).

E al Centro che succede? Da Casini nessuna notizia dopo le 21.42 di ieri, almeno fino a stamattina, quando lancia dal suo profilo Twitter il seguente messaggio: “Le scene di ieri sera mi hanno rattristato: non c’e’ niente di peggio degli insulti dei vincitori sui vinti”. Ok Pierferdy, siamo tutti d’accordo, un hashtag però potevi pure metterlo.

Non prendiamoci in giro, Di Pietro che fa il gesto dell’ombrello è uguale a Bossi che fa il dito medio, Bersani che si prende i meriti è come Silvio che perde il contatto con la realtà, Casini che nello stesso messaggio riesce a negativizzare centrodestra e centrosinistra è come il classico geniale democristiano on demand.

Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere e a farci sopravvivere in questo clima da 15 di Agosto? Si perchè, un po’ come a Ferragosto, chi preferisce andare al mare, chi preferisce andare in montagna (vi risparmio la battuta MariOMonti, ah no, l’ho detta) ma nessuno si ricorda o capisce in realtà che cosa si festeggia. Sarà l’apertura dei mercati domani mattina a ricordarcelo?

Buon divertimento!

Governo Monti, non tutti i partiti d’accordo. Voi che ne pensate? (sondaggio)

Mario Monti, 68 anni, ex professore e preside della Bocconi, ex commissario europeo, da oggi senatore a vita. Sembra ormai certo che sarà il prossimo presidente del consiglio; un governo che, a prescindere da come lo si voglia chiamare, è dovuto all’urgenza economica di queste ore.

Non tutti sono d’accordo, primi tra tutti Di Pietro e Bossi, alcuni lo sono ma solo a parole… Vedremo in corso d’opera.

Secondo voi è l’ultima spiaggia? E’ la soluzione definitiva? Servirà a qualcosa?

Dite la vostra e buon divertimento in questo pazzo Teatrino (fino a che è aperto)!

Di Pietro candida il figlio. Il partito insorge

“Silvia, rimembri ancora…” quando i politici candidavano i figli? Succedeva qualche tempo fa al solito Senatur Umberto (ne parliamo spesso qui sul Teatrino, eh!?) in occasione della fortunata discesa in campo del Trota Renzo Bossi. Ma certamente è una pratica diffusa, che non smetterà certo oggi.

Dunque, per rinverdire la tradizione, anche il giustizialista, moralista, manettaro Antonino Di Pietro non vuol essere da meno ed ecco la candidatura come consigliere regionale del figlio Cristiano nel collegio di Termoli.

Il circolo Idv della città molisana non ha apprezzato per nulla, nonostante Antonio abbia assicurato che il suo pargolo debba prendere i voti come tutti se vuole diventare un consigliere.

1) Ma va? Pensavamo bastasse la sola imposizione delle mani.

2) Lungi dal difendere il Senatur, ma perchè ora Tonino dovrebbe essere moralmente migliore del padano Imperatore?

Buon divertimento!

P.s.: scusate per la foto, ma è pur sempre lunedì mattina ed il solo Di Pietro davvero poteva risultare indigesto.

link –> articolo dell’Ansa

Social network e politici: chi ha più amici?

I politici nostrani stanno scoprendo l’importanza dell’amicizia. Non solo con Bisignani, ma anche con i loro piccoli fan/elettori/internauti: specie con quelli che scelgono attivamente di seguire le gesta eroiche (e/o erotiche?) dei loro beniamini, aumentando il numerino magico del loro profilo Twitter o Facebook.

Qui trovate l’infografica realizzata da Linkiesta.

Solo a titolo di esempio: su Facebook Vendola può sbandierare oltre mezzo milione di amici; Berlusconi insegue con abbondanti 300 mila. Gli Idv De Magistris e Di Pietro sono a rispettivamente a quota 260 e 236 mila. Molto staccati il segretario Pd Bersani, con scarsi 59 mila, il presidente Casini, con 19 mila, e il presidente della Camera “Tortellino” Fini, con soli 2.728 amici (sempre di più dei voti del suo amico Filippo Rossi, ne parlavamo qui).

Twitter, che sebbene in crescita risulta ancora poco utilizzato in Italia, vede Vendola ancora una volta in vantaggio: quasi 69 mila followers, contro i 39 mila di Di Pietro, secondo nella classifica virtuale. Per Silvio nessuna pagina Twitter (comunicatori fatevi avanti!), così pure per Maroni.

Altro capitolo è come le reti sociali vengano utilizzate: ma questa è un’altra storia.

Buon divertimento!

Profumo di arroganza

Da troppo tempo nel teatrino si avverte un’aria pesante, satura di arroganza. Specie a destra, ma non solo.

I risultati delle amministrative hanno dato un segnale inequivocabile: anche l’elefantino (ino?) Ferrara stamattina ne subodorava l’odore pungente con la sua proboscide (qui un sunto).

Oggi si è preso atto che il teatrino fa un po’ meno ridere e che il voto di protesta sta assumendo proporzioni difficilmente pronosticabili. Le estreme salgono, i partiti-anti esplodono. Rimane da domandarsi la politica dei programmi che fine abbia fatto.

Ora sarà tutto un rincorrere terzipoli-grillini-dipietri. Qualcosa mi dice che continueremo a vederne delle belle, ma che il tasso di arroganza di Pdl e Pd, giocoforza, scenderà. Pena la graduale marginalizzazione elettorale.

Buon divertimento!

Vota Antonio?

Sono nato in una zona rurale del centro Italia, l’Abruzzo per i pochi che non lo sanno. Fisiologicamente ho simpatia, tra le altre cose, per chi guida trattori, per i “cugini” molisani e per chi parla in maniera sincera.

Dunque dovrei adorare il buon Antonio Di Pietro, perfettamente inserito nel profilo.

Ci provo a capire le sue ragioni. Mi impegno. Ci metto l’anima. “Ha fatto cose buone” mi dico, “è una voce fuori dal coro”.

Poi Tonino ne fa una delle sue (una ogni giorno, ma pensiamo alle ultime 24h): paragona i processi a Berlusca con quello di Norimberga ai criminali nazisti.

Vogliamo dire che è un po’ colorita come trovata? E’ un tantinello fuori dalle righe per un parlamentare? Magari no, se l’insulto è la cifra della politica odierna.

Buon divertimento!

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