Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Gasparri, il dito medio e Paolo Toscano

Il senatore Maurizio Gasparri, uno dei “veterani” della politica italica, pochi giorni fa si è fatto sfuggire un gesto giudicato almeno molto poco signorile, per molti di istigazione alla reazione violenta: un bel dito medio alzato alla folla davanti a Palazzo Chigi.

La cosa ha fatto molto discutere, anche se non è la prima volta che un politico si “lascia andare” (ricordate ad esempio la sua amica Santanchè?). Piuttosto il suo non giustificarsi, anzi rilanciare la legittimità dell’azione – “Riproporrei anche ora il gestaccio che ho fatto nei giorni scorsi all’indirizzo dei manifestanti pro Rodotà che mi offendevano”, ha dichiarato l’onorevole -, ha scatenato un putiferio sulla sua pagina Facebook. A maggior ragione perchè Maurizio nostro si è sempre speso per stigmatizzare la violenza, anche verbale.

Sul social network, dopo molti interventi, dagli sdegnati agli offensivi, è stata la volta del carabiniere Paolo Toscano, che ha scritto: “Sono un Carabiniere con 28 anni di servizio. Il dito medio che ha fieramente esibito alla folla pochi giorni fa è la vera istigazione alla violenza che lei attribuisce sempre ad altri. Quell’immagine mi fa vergognare che lei sia italiano. I veri Italiani sono un’altra cosa! App.s. TOSCANO Paolo”.

Paolo-Toscani-30-04-2013

Da quel momento in poi c’è stata una rincorsa a copiare ed incollare l’intervento di Toscano sotto ogni post di Gasparri, rendendo la pagina una replica infinita del messaggio originale.

Il web, con tutti i limiti che ha (specie nella rappresentatività democratica), non perdona ancora una volta l’incoerenza e la strafottenza.

Buon divertimento!

Renzi, drogato di Facebook e Twitter, promette di disintossicarsi

renzi-twitter-22-03-2013Governo che non c’è, Grillo che fa impazzire i giornalisti che lo inseguono per Roma, il presidente Grasso che chiama in diretta e replica alle infamità di Travaglio… di fatterelli da Teatrino ce ne sono sempre tanti in Italia.

L’ultima ed imprescindibile notiziona la si apprende dal Corriere Fiorentino: Matteo Renzi si metterà a dieta. Non si tratta di eccesso di cibo ma di social network.

Resosi conto del personale smodato utilizzo di Facebook e Twitter tramite il suo iPhone, ha preso la drastica ed epocale decisione di eliminare dal suo smartphone le rispettive applicazioni, così da non indursi in tentazione. Rimarrà la possibilità di socializzare via iPad, pc e di dettare i suoi irrinunciabili commenti e le sue esilaranti battute democristiane ai fidi collaboratori.

Che questa sia l’ennesima tappa verso l’avvicinamento alla guida del Pd? Un po’ il sospetto viene: invecchiare di colpo, eliminare dal proprio raggio d’azione i nuovi strumenti tecnologici e fare riferimento solo a smacchiatori e bocciofile.

Matteone ci sembri sulla buona strada, continua così!

Buon divertimento!

Se Facebook è ancora fermo al governo Berlusconi: le fan page dei vecchi ministri ancora attive

Sappiamo che vi mancano. Non negate. Il piccolo Brunetta e l’affascinante Meloni, per fare un esempio.

Potete sfogare la vostra tristezza via Facebook, sulle loro pagine personali (qui la Meloni, qui Brunetta). Queste, sempre per nostalgia, sono rimaste ferme a quando i simpatici personaggi erano ancora ministri, ormai più di una settimana fa.

In realtà la Meloni si giustifica proprio sulla sua pagina: “Questo non e’ un profilo, e’ una pagina. E una volta superati i 100 fan non si può cambiare il titolo”. E magari ha anche ragione. Forse cancellare la pagina sarebbe più indicato? Pensiamo di sì.

Qualcuno potrebbe sospettare, specie dall’Europa, che abbiamo raddoppiato i ministri così da raddoppiare gli sforzi.

Ma anche questo, per ora, non sembra aver sorbito effetti sul fronte spread e dei conti economici. Chissà che dobbiamo inventarci ancora…

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Il Trota Bossi sbeffeggiato su Facebook

Quel contenitore sociale di immani proporzioni che è Facebook è, tra le altre cose (belle e brutte), un inesauribile  mare nel  quale pescare pagine goliardiche ed irriverenti sui politici nostrani.

Se poi si prova a cercare materiale sul Trota, all’anagrafe Renzo Bossi, vien giù il mondo. Giusto a titolo esemplificativo, riprendo pari pari una parte dell’articolo apparso su Giornalettismo (trovate il link in basso) che introduce una delle migliori pagine che lavorano per bene ai fianchi il figlio del padano imperatore. Dunque:

“Non c’è pace per Renzo Trota Bossi, figlio prediletto del Senatur e politico dalla sfolgorante carriera, noto anche per il suo attaccamento al 5° anno delle superiori. Dopo i problemi relativi alla sua elezione, sulla quale i soliti magistrati comunisti lanciano i loro strali insinuando che sia stata ottenuta a forza di dossier sui nemici, dopo che Balotelli gli ha fregato la fidanzata, dopo che il web ha lanciato pesanti dubbi sull’effettiva esistenza del suo diploma, ecco anche la beffa. Si chiama “Il Trota ha detto ed è una pagina di quasi 3.000 fan [ora più di 5.000, n.d.a.] uniti da una sola passione: sbeffeggiarlo perché diversamente colto. Razzisti!”.

Beffa o meno, quasi quasi la pena inizia ad insinuarsi nelle ossa. O forse è solo l’umidità che la parola “Trota” mi evoca? Povera stella Renzo nostro…

Buon divertimento!

link –> articolo su Giornalettismo

Social network e politici: chi ha più amici?

I politici nostrani stanno scoprendo l’importanza dell’amicizia. Non solo con Bisignani, ma anche con i loro piccoli fan/elettori/internauti: specie con quelli che scelgono attivamente di seguire le gesta eroiche (e/o erotiche?) dei loro beniamini, aumentando il numerino magico del loro profilo Twitter o Facebook.

Qui trovate l’infografica realizzata da Linkiesta.

Solo a titolo di esempio: su Facebook Vendola può sbandierare oltre mezzo milione di amici; Berlusconi insegue con abbondanti 300 mila. Gli Idv De Magistris e Di Pietro sono a rispettivamente a quota 260 e 236 mila. Molto staccati il segretario Pd Bersani, con scarsi 59 mila, il presidente Casini, con 19 mila, e il presidente della Camera “Tortellino” Fini, con soli 2.728 amici (sempre di più dei voti del suo amico Filippo Rossi, ne parlavamo qui).

Twitter, che sebbene in crescita risulta ancora poco utilizzato in Italia, vede Vendola ancora una volta in vantaggio: quasi 69 mila followers, contro i 39 mila di Di Pietro, secondo nella classifica virtuale. Per Silvio nessuna pagina Twitter (comunicatori fatevi avanti!), così pure per Maroni.

Altro capitolo è come le reti sociali vengano utilizzate: ma questa è un’altra storia.

Buon divertimento!

“Pisapia è nato in Kenia e non può essere eletto”

Le elezioni amministrative di Milano, monopolizzando la discussione del teatrino politico italico, stanno anche facendo emergere fenomeni comunicativi interessanti.

Non si tratta delle colorite esternazioni di Bossi, ma, ad esempio dell’invasione della pagina facebook di Red Ronnie (sostenitore della Moratti) con frasi ironiche sulla ipotetica violenza terroristica del candidato rosso Pisapia.

Di seguito un breve estratto delle migliaia di frasi inviate (altre le trovate sul post di The Front Page): “Pisapia volò sul nido del cuculo”, “Pisapia è apparso alla Madonna”, “Pisapia è il padre di Charles Manson”, “Pisapia rubava gli stemmi delle automobili Mercedes e Renault per farsi le stelle a 5 punte”, “Pisapia guida solo se ha bevuto almeno una bottiglia di Jack Daniels”, “Pisapia lecca tutta la crema dai ringo, e poi richiude il pacchetto”, “Pisapia caga per strada dando la colpa ai cani”, “Pisapia imbottisce gli slip con l’ovatta”, “Pisapia è stato battezzato da Marilyn Manson”, “Pisapia ti fa format/c: sul tuo pc”, “Pisapia ha passato la roba alla Gelmini. Poi lei ha scritto la riforma”, “Pisapia ha offerto il primo tiretto a Morgan”, “Pisapia è nato in Kenia e non può essere eletto”, “Pisapia è una scia chimica prodotta dal signoraggio che ha complottato un attentato alle torri gemelle per inscenare la morte di Paul McCartney”.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

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