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spettacolari burattini parlanti

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Calabria: invalido, 7.000 euro al mese, gioca a basket e si candida al Parlamento

Alberto_Sarra-01-02-2013Siamo o non siamo in Italia, patria delle storielle incredibili? Questa è una delle migliori, leggete qui.

Alberto Sarra, avvocato, esponente di Grande Sud, ex consigliere e poi Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, consigliere in Regione Calabria, giocatore di basket a tempo perso, ecc. ecc. ecc., è invalido permanente e totale. Con 7.490,33 euro “al lordo delle ritenute di legge”.

Ma andiamo con ordine: Gian Antonio Stella racconta chenei primi giorni del 2010 quando ormai sta per scadere la legislatura e si avvicinano le nuove elezioni che saranno vinte dal suo amico (e antico camerata giovanile) Giuseppe Scopelliti, il deputato regionale Alberto Sarra viene colpito da uno choc emorragico.
Una cosa seria. Per qualche ora l’uomo […] lotta tra la vita e la morte. Alla quale viene strappato da un delicato intervento chirurgico. Segue una guarigione così rapida che non si vedeva da quando a Cafarnao Gesù disse al paralitico: «alzati, prendi la tua barella e va’ a casa». Due settimane e già partecipa alla nascita del «Partito del sud», tre settimane e già detta comunicati, dodici settimane e diventa sottosegretario alla presidenza, poltrona concepita dalla giunta precedente di centrosinistra, conservata da Scopelliti e solo più tardi abolita dalla prossima legislatura”.

Parallelamente Alberto nostro avvia l’iter per invalidità permanente e totale, ottenendo in tempi record – chissà perché – un assegno mensile di oltre 7.000 euro (ma lordi eh!), qualcosa come dieci volte quello che normalmente persone immobilizzate a letto si vedono riconoscere dallo Stato.

A richiesta di chiarimenti da parte del Corriere della Calabria, l’avvocato chiede la momentanea sospensione dell’invalidità… Come come? Temporaneamanete sospesa un’invalidità per sua natura permanente e totale? E magari torniamo a chiederla quando le cose in politica non andranno bene?

Non pago, l’ultima del nostro eroe infaticabile, “inabile al proficuo lavoro”, è la candidatura per la Camera. In bocca al lupo Albè!

I particolari della storiaccia dalla penna di Stella sul Corriere di oggi.

Buon divertimento!

Parentopoli colpisce ancora (nella notte), stavolta in Friuli

Articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi:

“Cancellato di notte il divieto anti-Parentopoli”

– Blitz in aula, sì a fondi per società no profit di moglie fratelli dei consiglieri regionali –

Fratelli, sorelle, figli, cognati e cugini degli amministratori del Friuli-Venezia Giulia stanno libando nei lieti calici: la legge che impediva ai loro congiunti di dare soldi regionali alle società di parenti è stata, almeno in parte, abolita.

[…] All’articolo 31 del «Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso» fu stabilito che «non è ammissibile la concessione di incentivi di qualsiasi tipo a fronte di rapporti giuridici instaurati, a qualunque titolo, tra società, soci, ovvero tra coniugi, parenti e affini sino al secondo grado […]».
Per dodici anni, il divieto deciso dalla giunta di centrodestra (onore al merito) ha arginato chissà quanti regalini. Finché, in una notte d’estate […] l’attuale maggioranza ancora di centrodestra, ha deciso di alleggerirsi del fastidioso ingombro. E ha inserito due righe di «interpretazione autentica» dell’articolo 31. C’è scritto che «tra gli organismi indicati non sono ricompresi quelli culturali, di volontariato e di promozione sociale privi di finalità di lucro».
La modifica è stata fatta, come capita in questi casi, alle tre di mattina del 4 luglio. […]
Il comunicato stampa era così generico («Numerose le modifiche all’articolo 12 dell’assestamento di bilancio, inerente il funzionamento della Regione e passato a maggioranza. Si comincia con gli adeguamenti algebrici alle poste della tabella L…») da sfuggire a ogni eventuale osservatore malizioso. E per settimane, infatti, finché non ci ha messo il naso Marco Ballico del «Piccolo» di Trieste, non se n’è reso conto nessuno.
Neppure l’opposizione di centrosinistra: «Sono sincero, non ne sapevo niente», spiega con qualche imbarazzo il capogruppo del Pd in regione Gianfranco Moretton, «Non ce ne eravamo neanche accorti. D’altra parte, devo dire che se questi contributi si possono dare solo a società no profit…». Quindi se un politico regala un finanziamento a un’associazione di suo fratello o di sua moglie che dona buoni pasto ai cittadini in difficoltà che poi vanno a votare… «Ah, no, certo, no… Mi rendo conto che ci sono dei risvolti a rischio… Difatti, vado a memoria, credo che noi abbiamo votato contro…».

Buon divertimento!

link –> articolo completo sul Corriere

I tagli alla Casta politica? Ancora aspettiamo. Ecco dove farli

In un venerdì di palazzi della politica romana deserti, si discute ancora sulle misure che il governo Monti (come primo atto di una serie, c’è da esserne certi) ha in mente di varare. Tralasciando la bagarre su pensioni, Ici/Imu ed altre bazzecole simili, vogliamo un attimo riportare il focus sui tagli.

Se è pur vero che la democrazia ha un costo, e che ognuno ne paga volentieri la sua parte ove questa sia una (almeno parziale) assicurazione di libertà, è altrettanto palese che di spese da ridurre ce ne sono a iosa.

Per riprendere un passaggio dell’articolo di un paio di giorni fa di Rizzo e Stella – il duo di specialisti anti-casta, anche al limite della noia a volte -, possiamo leggere:

“Secondo l’istituto Bruno Leoni per mantenere il Parlamento ogni cittadino italiano spende 26,33 euro, contro 13,60 di un francese, 10,19 di un britannico, 5,10 di un americano. […] A Montecitorio e Palazzo Madama c’è un tesoretto accumulato fra avanzi di amministrazione e fondi «di solidarietà» che si aggira sui 700 milioni di euro. Con la crisi che c’è, rompano quel loro «salvadanaio».

La presidenza del Consiglio è arrivata a occupare 20 sedi in un progressivo gigantismo che ha ridicolizzato le promesse di asciugare l’apparato che oggi occupa circa 4.600 persone: più del triplo del Cabinet office, la corrispondente struttura del Regno Unito. Per farlo, però, è fondamentale una norma che riporti la presidenza del Consiglio sotto la Ragioneria generale dello Stato, com’era fino al 1999 (senza rischi né umiliazioni per la democrazia…) prima che D’Alema rivendicasse l’autonomia finanziaria.” (Evviva D’Alema. Ma una cosa buona l’ha fatta nella vita?)

Ogni tanto ci piace ricordare che, qualora si volesse, si potrebbe. Ma si vuole?

Buon divertimento!

link –> articolo di Rizzo e Stella sul Corriere

Gheddafi: per noi italiani è stato “il tiranno della porta accanto”

Sicuramente è un avvenimento importante quello della morte di Gheddafi, di portata epocale per l’area del Maghreb, ma non sottovalutabile anche per i paesi, in prima fila il nostro, che avevano ed avranno rapporti con la Libia.

Pensando a tutte le polemiche sorte per il rapporto privilegiato che il nostro caro Berlusca aveva con l’elegantissimo Raìs, è interessante leggere l’articolo di Gian Antonio Stella di stamattina sul Corriere: ci illustra, in alcuni flash, il capelluto dittatore, i suoi eccessi, le sue (e dei suoi figli) smanie di grandezza. Ma anche di come sia stato corteggiato non solo da Silvio (che senza dubbio ha battuto tutti), ma da una pletora di altri, compresi presidenti del consiglio, ministri e uomini di stato del passato. E i poveri giornalisti italici che hanno fatto a gara per intervistarlo.

Noi del Teatrino, riprendendo dall’articolo un episodio con protagonista Oriana Fallaci, vogliamo ricordarlo così:

“…Oriana Fallaci, che a metà degli anni Ottanta, dopo tre ore e mezzo di attesa […] piantò una grana delle sue per «fare la pipì» e si ritrovò con «un cerchio di kalashnikov puntati contro lo stomaco» e si vendicò scrivendo peste e corna («oltre ad essere un tiranno è un gran villanzone» dalle «labbra maligne e portate al sorrisino compiaciuto, di chi è molto soddisfatto di sé perché oltre a sapersi importante, potente, si crede anche bello») di quell’ospite bollato nei suoi ricordi come «senz’altro il più cretino di tutti»”.

Ecco, questo era Gheddafi.

Chapeau ad Oriana, che rimane una delle migliori menti libere italiche, mai troppo rimpianta.

Buon divertimento!

link –> articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere

Astronauti, veline e politici

“Dì a papà: da grande cosa vuoi fare?”. A questa domanda, di una profondità esistenziale senza pari, le femminucce rispondevano (credo) la dottoressa, al massimo la velina. I maschietti (sono sicuro) l’astronauta, al massimo il calciatore-con-velina.

Ma la società cambia in fretta e le ambizioni si modificano di pari passo. Oggi, con buona probabilità, il desiderata delle nuove generazioni è uno scranno parlamentare. Al limite una sedia al consiglio regionale. Se proprio ti dice sfiga, l’usciere al piccolo comune nel cuore della bassa padana.

I dati confermano le impressioni: Gian Antonio Stella ci segnala che siamo a ventimila (20.000!) candidati nei trenta capoluoghi che andranno alle urne domenica. Il record è di Villaricca, nel napoletano, che vanta un rapporto candidati per abitanti di 1 ad 80. Finalmente la democrazia rappresentativa trionfa.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

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