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spettacolari burattini parlanti

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Rivoluzione Civile si scioglie ufficialmente. Ora nuovi, inutili partitini per tutti!

rivoluzione-civile-chiude-02-05-2013

Rivoluzione Civile chiude ufficialmente i battenti: ne danno il triste annuncio Ingroia, Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018).E nonostante sul sito ci sia ancora l’invito a versare soldini tramite Paypal: “aiutaci a sostenere la rivoluzione”!

Il (come si dice in questi casi) laconico comunicato recita “I soggetti che hanno dato vita a Rivoluzione Civile hanno deciso all’unanimità di considerare conclusa questa esperienza”.

Come dar torto ai fondatori ed affondatori della rivoluzione? Il magro bottino elettorale, 2,25% alla Camera – circa 765mila voti – e 1,79% al Senato – 549mila preferenze -, ha suggerito di cambiare aria alla allegra combriccola.

Al povero Ingroia, poi, è andata davvero male, costretto a metter radici nel profondissimo nord, Aosta, per continuare ad esercitare a suo modo la nobile arte del magistrato.

La domanda che resta sospesa a mezz’aria, come un sottile olezzo di stalla, è la seguente: ma questi simpatici personaggi, quasi fumetti, non traggono mai le conseguenze del loro fallimento? Il furbetto magistrato Antonio aveva il “paracadute lavorativo”, gli altri, lungi dall’esser stati mai utili alla benché minima attività politico-amministrativa (chi più chi meno), continueranno all’infinito a rappresentare 100 elettori a testa, a fondare e sfondare sigle, bandierine, movimenti e rivoluzioni immaginifiche. Ed a drenare soldi pubblici in nome di una democrazia dell’ultra rappresentanza inutile e più volte, con chiarezza, giudicata un fallimento dai votanti.

Ingroia, De Magistris, Diliberto & co.: FATEVENE UNA RAGIONE, NON VI VOTA NESSUNO.

Buon divertimento!

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Lombardia: consigliere Idv, 50mila euro per sei ore di lavoro “intensissime”

Oggi riprendiamo questa succosa storiella del consigliere lombardo Franco Spada che, trovatosi a sostituire un compagno di partito (Idv), ha lavorato 6 ore prima dello scioglimento dell’assemblea regionale. Percependo la bellezza di 50mila euro.

Nulla di illegale, intendiamoci, unicamente la solita questione di opportunità. Specie se chi si approfitta della cosa pubblica è iscritto ad un partito, l’Idv, che ha fatto della sua (presunta) moralità un motivo di vanto.

A voi i commenti.

Ripreso da TgCom (qui l’articolo):

Lombardia, consigliere regionale Idv guadagna 50mila euro per una seduta

“Sei ore pagate 50mila euro. Più di 8mila l’ora. Chiunque firmerebbe ad occhi chiusi per uno stipendio del genere. Qualcuno, Franco Spada, consigliere regionale Idv al Pirellone, ce l’ha fatta sul serio. Spada è entrato in Consiglio regionale, dopo sostituito il compagno di partito Gabriele Sola che aveva rinunciato al vitalizio.

Subentrato al Consiglio regionale della Lombardia poche ore prima dello scioglimento dell’assemblea, a Radio24, però, si difende: “Sono state sei ore intensissime, alla seduta a cui ho partecipato è stata approvata la legge elettorale-

Vero, ma fino alle elezioni, il neoconsigliere incasserà, comunque, lo stipendio di consigliere che, lordi, appunto, sono 50mila euro. Ma anche qui, il consigliere bergamasco ha la risposta pronta: “Io prenderò esattamente quello che prenderanno gli altri consiglieri”.

Neanche l’altra carica che ricopre, quella di consigliere provinciale a Bergamo, sembra dargli qualche problema. “Le cariche non sono incompatibile, ma in Provincia arrivo a fatica a mille euro al mese”.

Buon divertimento!

Di Pietro chiede 130mila euro per lasciare l’Idv

Quando pensi di averle sentite tutte ecco che invece il Teatrino della Politica italiana sa ancora sorprenderti: ad un esponente dell’Idv sono stati chiesti 130.000 euro per permettergli di lasciare il partito.

Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Matteo Riva, infatti, sarà costretto a pagare una salata penale se vorrà portare avanti la sua decisione di divorzio da Di Pietro. Daw-blog riassume così la vicenda:

“Al momento dell’accettazione della candidatura, a Riva (e ai suoi colleghi) Di Pietro ha fatto firmare in via estremamente riservata un documento in cui si impegnano, in caso di dimissioni dal partito, a versare una “penale” di 100 mila euro. Inoltre, nel documento è previsto anche un contributo mensile di 3500 euro da corrispondere per tutta la durata dell’intero mandato”.

Ora, d’accordo la serietà che un eletto deve al suo partito e (soprattutto) agli elettori, ma una penale non si era mai sentita. La libertà di scelta dovrebbe essere assicurata, anche se poi produce fuoriusciti del “calibro” di Scilipoti…

Buon divertimento!

Berlusconi? No grazie. E Berlusconismo? Ma si và, è domenica!

di Melisandre

Ok, Berlusconi si è dimesso, Letta si ritira, alcuni nomi della vecchia guardia forse non li rivedremo mai più, altri ricicceranno fuori come funghi alla prime piogge/elezioni. Ma facciamoci una domanda: se Berlusconi ieri ha perso, c’è di conseguenza qualcuno che ha vinto? No, pur volendo essere estremamente magnanimi pare proprio di no.

Una prima conferma la si ha analizzando le dichiarazioni degli esponenti politici che si sono maggiormente “esposti” ieri, durante e dopo il voto.

Di Pietro, reduce dalla ramanzina della base del suo partito sul sostegno a Monti, saluta le dimissioni di Silvio con un bel gesto dell’ombrello.

Bersani ai microfoni di SkyTg24 dichiara :”Berlusconi? l’abbiam mandato via noi del Pd” (?!).

E al Centro che succede? Da Casini nessuna notizia dopo le 21.42 di ieri, almeno fino a stamattina, quando lancia dal suo profilo Twitter il seguente messaggio: “Le scene di ieri sera mi hanno rattristato: non c’e’ niente di peggio degli insulti dei vincitori sui vinti”. Ok Pierferdy, siamo tutti d’accordo, un hashtag però potevi pure metterlo.

Non prendiamoci in giro, Di Pietro che fa il gesto dell’ombrello è uguale a Bossi che fa il dito medio, Bersani che si prende i meriti è come Silvio che perde il contatto con la realtà, Casini che nello stesso messaggio riesce a negativizzare centrodestra e centrosinistra è come il classico geniale democristiano on demand.

Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere e a farci sopravvivere in questo clima da 15 di Agosto? Si perchè, un po’ come a Ferragosto, chi preferisce andare al mare, chi preferisce andare in montagna (vi risparmio la battuta MariOMonti, ah no, l’ho detta) ma nessuno si ricorda o capisce in realtà che cosa si festeggia. Sarà l’apertura dei mercati domani mattina a ricordarcelo?

Buon divertimento!

Governo Monti, non tutti i partiti d’accordo. Voi che ne pensate? (sondaggio)

Mario Monti, 68 anni, ex professore e preside della Bocconi, ex commissario europeo, da oggi senatore a vita. Sembra ormai certo che sarà il prossimo presidente del consiglio; un governo che, a prescindere da come lo si voglia chiamare, è dovuto all’urgenza economica di queste ore.

Non tutti sono d’accordo, primi tra tutti Di Pietro e Bossi, alcuni lo sono ma solo a parole… Vedremo in corso d’opera.

Secondo voi è l’ultima spiaggia? E’ la soluzione definitiva? Servirà a qualcosa?

Dite la vostra e buon divertimento in questo pazzo Teatrino (fino a che è aperto)!

Di Pietro candida il figlio. Il partito insorge

“Silvia, rimembri ancora…” quando i politici candidavano i figli? Succedeva qualche tempo fa al solito Senatur Umberto (ne parliamo spesso qui sul Teatrino, eh!?) in occasione della fortunata discesa in campo del Trota Renzo Bossi. Ma certamente è una pratica diffusa, che non smetterà certo oggi.

Dunque, per rinverdire la tradizione, anche il giustizialista, moralista, manettaro Antonino Di Pietro non vuol essere da meno ed ecco la candidatura come consigliere regionale del figlio Cristiano nel collegio di Termoli.

Il circolo Idv della città molisana non ha apprezzato per nulla, nonostante Antonio abbia assicurato che il suo pargolo debba prendere i voti come tutti se vuole diventare un consigliere.

1) Ma va? Pensavamo bastasse la sola imposizione delle mani.

2) Lungi dal difendere il Senatur, ma perchè ora Tonino dovrebbe essere moralmente migliore del padano Imperatore?

Buon divertimento!

P.s.: scusate per la foto, ma è pur sempre lunedì mattina ed il solo Di Pietro davvero poteva risultare indigesto.

link –> articolo dell’Ansa

Successi: il Fli a Latina

Sappiamo tutto del primo turno delle amministrative. Flop dei partiti maggiori, specie del Pdl, ascesa di Idv e movimenti anti-politica come quello capitanato da Grillo.

Ma, giusto per gustare alcune perle passate inosservate, proviamo ad analizzare l’exploit di FLI a Latina, una delle città storicamente più a destra del panorama italico. L’esperimento in collaborazione con il fasciocomunista Pennacchi (qui la sua biografia, piuttosto particolare diciamo…) ha ottenuto un ottimo 0,69% (569 voti). Granata, uno dei falchi finiani più incalliti, ben 50 voti. Filippo Rossi, direttore del magazine di Fare Futuro, ora Il Futurista, un enorme successo: 6 (sei) voti.

Fli sarà anche una speranza per la destra. Per il momento non si direbbe, ma magari è solo una impressione personale.

Buon divertimento!

link –> post su Daw blog

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