Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Gheddafi: per noi italiani è stato “il tiranno della porta accanto”

Sicuramente è un avvenimento importante quello della morte di Gheddafi, di portata epocale per l’area del Maghreb, ma non sottovalutabile anche per i paesi, in prima fila il nostro, che avevano ed avranno rapporti con la Libia.

Pensando a tutte le polemiche sorte per il rapporto privilegiato che il nostro caro Berlusca aveva con l’elegantissimo Raìs, è interessante leggere l’articolo di Gian Antonio Stella di stamattina sul Corriere: ci illustra, in alcuni flash, il capelluto dittatore, i suoi eccessi, le sue (e dei suoi figli) smanie di grandezza. Ma anche di come sia stato corteggiato non solo da Silvio (che senza dubbio ha battuto tutti), ma da una pletora di altri, compresi presidenti del consiglio, ministri e uomini di stato del passato. E i poveri giornalisti italici che hanno fatto a gara per intervistarlo.

Noi del Teatrino, riprendendo dall’articolo un episodio con protagonista Oriana Fallaci, vogliamo ricordarlo così:

“…Oriana Fallaci, che a metà degli anni Ottanta, dopo tre ore e mezzo di attesa […] piantò una grana delle sue per «fare la pipì» e si ritrovò con «un cerchio di kalashnikov puntati contro lo stomaco» e si vendicò scrivendo peste e corna («oltre ad essere un tiranno è un gran villanzone» dalle «labbra maligne e portate al sorrisino compiaciuto, di chi è molto soddisfatto di sé perché oltre a sapersi importante, potente, si crede anche bello») di quell’ospite bollato nei suoi ricordi come «senz’altro il più cretino di tutti»”.

Ecco, questo era Gheddafi.

Chapeau ad Oriana, che rimane una delle migliori menti libere italiche, mai troppo rimpianta.

Buon divertimento!

link –> articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere

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Gheddafi è in contatto con i ministri leghisti

La Libia: ve la ricordate? E’ sempre lì, nel Nord Africa. Magari un po’ più nel caos, bombardata, lacerata da fazioni interne in guerra civile. Ma sempre lì, dimenticata dai più (abbiamo altre cosuccie tipo la più grande crisi economica degli ultimi… boh!).

Ce ne siamo ricordati l’altro giorno, quando un missile carinamente inviato contro una nostra nave è caduto in mare molto vicino al bersaglio.

Oggi se ne torna a parlare sul Giornale: in una intervista a Khaled Al Qaim, viceministro degli Esteri di Gheddafi, si apprende che il governo libico ha ancora rapporti con l’Italia. Non con il ministro degli esteri Frattini, quel cattivone, ma con “esponenti della Lega Nord, ma non solo. Parliamo anche con l’Eni”.

Ecco la scena: Tripoli, stanza buia, il viceministro libico parla a voce alta, per farsi sentire nonostante le bombe.

Cambio inquadratura: Padania, Villa Reale di Monza, ufficio nuovo (un po’ spoglio), Calderoli che prova a capire in che lingua parla il misterioso interlocutore.

La soluzione è vicina. Il tempo che il ministro leghista impari il libico.

Buon divertimento!

link –> intervista sul Giornale

Consumare preferibilmente entro…

Di solito non ho mai il latte in casa. Ma, a sorpresa, mi sono accorto di possederne una busta, parzialmente scremato, di una marca strana. In bella evidenza c’è la data di scadenza.

Contemplando intensamente la mia busta di latte di vacca, il pensiero non può non corrermi alla mozione della Lega: mi riferisco, come penso sia palese, al punto che impone una data di scadenza all’intervento in Libia.

La conclusione che ho tratto, dopo un lungo ed estenuante dialogo immaginario con la vacca suddetta, è che questa (la vacca!) ha più credibilità della Lega, specie su questo punto specifico.

Ci fa piacere essere in guerra? Non credo. E’ contro la Costituzione. Certo! Ovviamente facciamo finta di nulla, come sempre quando ci conviene. Ma la situazione internazionale è questa.

La credibilità di porre una data di scadenza artificiale ed artificiosa all’intervento, è meno credibile dei bond Parmalat, giusto per rimanere in tema.

Buon divertimento!

Strategie

Creativa, cangiante ed esilarante, magari un po’ ondivaga (!). La strategia del governo sulla questione libica è un lampante esempio di come il teatrino politico sia nel pieno del suo splendore.

Ridere sul macabro è un ottimo esercizio mentale ed aiuta a rilassare lo spirito.

Il punto è che non so se sia più macabro il conteggio dei civili che ogni giorno rimangono coinvolti nelle operazioni incrociate di fazioni, stati, dittatori e clown politici, oppure lo stillicidio di dichiarazioni, rettifiche, ripensamenti, nicchi di un governo che ormai sembra essere un cartonato di sé stesso.

Con buona pace del Senatur: nell’immagine cerca di esprimere le sue impressioni sulla scelta dell’esecutivo di partecipare a dei raid mirati in Libia. Per poi allinearsi, ovviamente.

Buon divertimento!

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