Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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La Grecia uscirà dall’Euro? (sondaggio)

Nonostante le rassicurazioni ufficiali, anche della Merkel, sempre più analisiti economici e politici di varie nazionalità vedono l’uscita prossima della Grecia dall’Euro.

Se così fosse, a nostro modesto parere, l’Europa unita sarebbe finita, una farsa assoluta.

Ma secondo voi il paese ellenico sarà estromesso dal club della moneta unica? Esprimete la vostra nel sondaggio di seguito.

Buon divertimento!

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Monti finisce sui fumetti: SuperMario sfida Spider-Man?

Il nostro SuperMario Monti è davvero una celebrità.

La cosa non è sancita, oltre che dai summit internazionali, dai (finti?) complimenti di Obama, dai suoi sforzi per salvare il nostro Paese. Piuttosto la consacrazione è mediatica: dalla copertina del Time in giù, l’icona del professore sta passando alla storia.

Di questi giorni la notizia (qui sul Corriere) di un cameo del nostro supereroe nei fumetti Marvel, precisamente sull’edizione statunitense di Spider-Man, il numero 683. Trovate la striscia qui a lato, Lui è in basso a destra.

Obama, Merkel, Monti. Il povero Sarkozy già sta ricorrendo all’avvocato: la sua esclusione potrebbe essere il colpo di grazia finale per la corsa alla rielezione.

Buon divertimento!

Auto blu: casi virtuosi di riduzione delle vetture (incredibile, vero?)

Il Tdp è un blog piuttosto brontolone. Oggi vi vogliamo invece dare una piccola  notizia positiva.

Il precedente post, dal titolo “Auto blu, è ufficiale: sono più di 65.000“, ribadiva quello che molti di noi sanno: tra i maggiori sprechi dell’italico stivale ci sono senza dubbio le cosiddette auto blu (e grigie, bianche o qualsiasi colore si voglia usare per chiamarle).

C’è però chi, tra le amministrazioni, i ministeri, gli enti statali, ha fatto i suoi “compiti a casa”, come suole dirsi nell’era Monti/Merkel. Di seguito diamo alcuni dati, positivi una volta tanto, sulla riduzione del parco auto di alcuni soggetti (tabella tratta dal documento ufficiale di FormezPA, lo trovate qui).

Oggi non faremo polemica su cose del tipo “ma il Ministero di Giustizia che cavolo se ne fa con più di 1200 auto?”, ci siamo svegliati di buonumore.

Buon divertimento!

Le borse del potere, dalla Lagarde a madame Sarkozy

Giacca e cravatta, divisa degli uomini di potere (ma anche di chi non lo ha, aspira ad averlo o semplicemente deve uniformarsi). E le donne? Sebbene l’abbigliarsi femminile sia diabolicamente complesso nella apparente libertà, non rinunciano mai al loro accessorio distintivo per eccellenza: la borsa.

Riprendendo un faceto articolo apparso oggi sul Corriere (lo trovate qui), dalla Lagarde alla Fornero, passando per la compianta Thatcher e la irremovibile Merkel, tutte hanno il loro “contenitore” sempre appresso. Piccola o grande, sempre ostentata (magari con classe e maestria), ogni borsa dice qualcosa di chi la possiede.

Capitolo a parte è il suo contenuto: il più venduto libro su Elisabetta d’Inghilterra si intitola “Che cosa c’è nella borsetta della Regina”. Acquisti e scopri che ci tiene dentro le foto dei cari, il portacipria e qualche portafortuna (e capisci anche che ti potevi risparmiare quei 10 euro).

Dunque messaggio a chi vuole capire meglio le strategie geopolitiche del futuro: occhio alle borsette.

Buon divertimento!

Tra Merkel e #vadaabordocazzo, l’Italia dalla difficile navigazione

Paginate intere, fiumi di inchiostro digitale, audio in libertà.

De Falco che sta facendo riscoprire all’Italia il valore della normalità, del lavoro onesto, a volte duro, fatto con il cuore.

Twitter che consacra l’hastag “#vadaabordocazzo” (e c’è da giurare che sarà il titolo del film che sicuramente se ne trarrà, di qui ad un paio d’anni).

In tutto ciò la situazione economica dell’Italia, e dell’Europa tutta, sembra essere stata messa tra parentesi per una manciata di ore. Almeno dalla pubblica opinione, ma non dalla cancelliera tedesca Merkel che, forte di una economia ancora in forma, ci fa sapere che “l’Italiapuò farcela da sola” (qui sul Corriere).

Ce la possiamo fare? Ammettiamo che un minimo d’impegno lo stiamo profondendo. Ma né con santi, navigatori ed eroi alla De Falco ce la possiamo cavare se non si prende atto che il problema è dell’intero continente: chiedere a Sarkozy per ulteriori informazioni.

Buon divertimento!

Ed anche questa ultima lista Monti è andata. Adesso si parte?

Nomine e liste hanno spadroneggiato in questi giorni. Monti finalmente ha completato la sua squadra di governo, assegnando sottosegretariati e vice ministeri, non senza alcune polemiche sottotraccia.

Ora che anche l’ultima figlia di Stalin è morta – qui la notizia -, ora che il premier “tecnico” è stato immortalato mentre si recava in chiesa, alla mostra e dal suo barbiere milanese di fiducia, ora che si inizia a parlare apertamente di default di più paesi europei, proprio adesso sarebbe il momento di iniziare ad illustrare cosa si intende cambiare in questa scassata Italia.

Non per mettere fretta e non per nostalgia della ondivaga, isterica comunicazione del passato, ma del Monti “uomo comune” se ne inizia ad avere abbastanza. Poi per carità, non sarà neanche colpa sua se la stampa tende a soffermarsi su questi aspetti; certamente se avessero più informazioni sui provvedimenti, i giornalisti parlerebbero d’altro.

O dobbiamo fare la figura del popolo italiano che non sa mentre la Merkel, Sarkozy e gli alti papaveri europei sono informati?

Buon divertimento!

Crisi? Ed io prendo carta e penna (le letterine di Silvio e degli anti-Silvio)

Ci sono momenti, nella vita di una nazione, nei quali il tunnel buio sembra più lungo. I problemi si affastellano, si ramificano, non lasciano scampo. I cittadini/elettori/clienti perdono fiducia, l’economia vira al negativo.

Questa situazione sembra essere quella dell’Italia da un po’ di anni, almeno dal 2008 (v. alla voce “crisi mondiale + governo in crisi prestazionale”).

Ma la soluzione c’è amici: carta e penna!

Sì, scrivi anche tu una letterina, magari a Babbo Natale – «caro Barbuto, prestaci un 400-500 miliardi di euro, che abbiamo qualche problemino di debito pubblico».

Sembra una simpatica presa in giro, ma le letterine in questi giorni vanno alla grande:

il cav. Berlusconi Silvio all’Europa, questa fantomatica vecchia signora, un po’ mamma ed un po’ aguzzina (vers. completa qui, nella foto la “prelettera”);

i “traditori anonimi” al cav. Berlusconi Silvio, letterina di ultimatum (o penultimatum?) di alcuni deputati Pdl, che intimano un deciso cambio di rotta o sarà la fine della maggioranza, eccessivamente in preda ai veti leghisti (qui la notizia sul Corriere).

E se “scripta manent”, potremmo tutti prendere in mano un bel foglio bianco e scriverci sopra qualche sogno. Poi lo mandiamo “all’Europa” e vediamo l’effetto che fa. Magari ci cascano e ci regalano la macchina nuova o la cassa di Barbie.

«Un forte abbraccio, Silvio».

Buon divertimento!

Elezioni a Berlino: i pirati arrivano al 9%

Le elezioni regionali di Berlino svoltesi i giorni scorsi non hanno riservato grosse novità: in una zona tradizionalmente “rossa”, il candidato Klaus Wowereit del partito Spd ha ottenuto una larga vittoria, staccando di almeno 7 punti il partito Cdu della cancelliera “culona” Merkel.

Quel che forse nessuno si aspettava è stata l’affermazione importante ottenuta dal Piraten Partei, neoformazione di Pirati della rete che riprende la tradizione del partito originale svedese. Con il 9% dei voti, hanno ottenuto seggi in parlamento regionale che gli permetteranno di fare pressione per provare a trasformare in realtà le loro promesse elettorali.

I punti salienti del loro programma sono stati:

– salario minimo garantito (?);
– rete libera e libera condivisione;
– trasparenza nella pubblica amministrazione.

Anche nel nostro Bel Paese (Galbani) abbiamo il nostro partito dei Pirati, maggiori info qui. L’impressione, però, è che tra Cinque Stelle, Vendola con il suo Sel, movimentismo vario, la filiale italiana avrà serie difficoltà a raggiungere anche una piccola quota dei voti ottenuti in Germania. Che peccato, corpo di mille balene!

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

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