Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Il signor Beppe Grillo, la fuffa e la responsabilità di governare

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il post voto più caotico ed incerto di sempre moltiplica la sensazione di essere immersi in un infinito, onnipresente teatrino politico. Tra un Beppe incappucciato, un Silvio finto statista ed un Pierluigi dalla sicumera vincitrice traballante se non defunta, se ne vedono di tutti i colori percepibili dall’occhio umano.

E, nello stallo istituzionale, riusciamo sempre a trovare qualcosa di succoso su cui scannarci.

Ad esempio oggi, Monti, prima della riunione del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles il 14 marzo, invita i tre leader con la quota maggiore di consensi e, nell’invito, chiama “onorevole” sia Berlusconi che Bersani, mentre per Grillo usa un più fantozziano “signor”. Giù polemiche. E che doveva fare se Beppe nostro non è deputato (e non lo vuole divenire)? Lo vogliamo chiamare “commendatore”? “Chef”? “Ammaestratore di pecore italiche”?

Questi, signori miei, sono creatività ed ottimismo! Del tipo: stiamo andando a scatafascio, riuscendo ad individuare livelli di profondità che vanno ben oltre il fondo del barile ma – e qui l’estro italico – parliamo di fuffa, di costume, di bon ton del cavillo.

Grillo, visti i risultati, fa bene a perseguire i suoi scopi con le sue tecniche di comunicazione. Cerchiamo però di non perdere la ragione appresso ad appellativi e carinerie mancate, mentre ricordiamo a tutti, votanti del M5S in primis, che se ci si candida per governare, poi non si può scappare e far la parte del piccolo rivoluzionario senza responsabilità.

Signor Grillo si impegni un po’, i tempi cambiano ed il voto porta conseguenze.

Buon divertimento!

Berlusconi tenta il miracolo. L’ultimo sondaggio elettorale: 7% dal centrosinistra

sondaggio_elezioni_2013-08-02-2013

Un Silvio Berlusconi superpresenzialista tenta la rimonta disperata con promesse e colpi di teatro. E la cosa sembra funzionare.

Le rilevazioni sui risultati delle prossime elezioni da parte di Renato Mannheimer sul Corriere di oggi (tabella in alto) evidenzia come la forbice tra la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra si sia ridotta, attestandosi a circa il 7% a fronte di una differenza che sfiorava il 10% solo un paio di settimane fa.

La annunciata restituzione dell’Imu pare aver dato gli effetti elettorali sperati (che poi la cosa sia tecnicamente impossibile è un particolare trascurabile).

Nel frattempo, a pochissimi giorni dal voto, alcune altre tendenze sembrano ormai decise:

in Italia ci sono quattro poli e non più due;

il Movimento5Stelle è la terza forza, data intorno al 14%; mentre si vocifera della decisione di Grillo di apparire in tv una tantum per una chiamata alla urne;

Monti si avvia ad essere il quarto ed ultimo polo, pochino per chi doveva essere una guida per le riforme e la stabilità;

Ingroia, dato per certo in Parlamento, ha eroso importanti voti alla sinistra di Vendola.

Infine il jolly Oscar Giannino con il suo Fare per Fermare il Declino: tutti i sondaggi lo danno intorno all’1%. Ma c’è chi giura, lui per primo, in un risultato che gli permetta di entrare in Parlamento (e speriamo, aggiungiamo noi del TDP).

Buon divertimento (ed andiamo a votare, per quel che serve)!

Berlusconi: Mussolini fece cose buone. Voi che ne dite?

Berlusconi-dorme-shoa-28-01-2013Berlusconi shock ieri a Milano: “Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene“.

Binario 21 della stazione Centrale, quello da cui partivano i deportati, Giornata della Memoria. Personalità del mondo politico, molte autoinvitatesi – da Maroni alla Camusso, da Albertini allo stesso Berlusca -, sfilano e dichiarano. A domanda del giornalista, il buon Silvio ha pensato bene di esternare il suo pensiero tal quale, senza filtri.

Ricordando a Berlusconi di essere stato a più riprese il Primo Ministro di questa sgangherata Repubblica (diplomazia al limite della farsa sonod’obbligo in tali posizioni di potere, v. la Merkel), ci permettiamo di far notare come la stanchezza dei suoi 76 anni gli stai giocando brutti scherzi. Passi l’essersi appisolato durante la cerimonia (v. foto), ma un autogol di comunicazione del genere stride rispetto a performance brillanti come quella avuta da Santoro.

Gli alti e bassi di un anziano imprenditore mai divenuto statista che farebbe bene a godersi un meritato riposo (da Briatore in Africa, ad Arcore, in Sardegna… le location da sogno non gli mancano). E invece no, per nostra sfortuna.

Buon divertimento!

Finalmente ad Ostia una bella pista da sci (sul mare)…

“Cresci Italia!”: nomignolo di uno dei provvedimenti di SuperMario Monti, invito, esortazione, quasi un ordine.

La giunta di Roma, specificamente il consiglio del XIII  Municipio, ha preso la cosa talmente sul serio da provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo, inserendo nel bilancio 2012 un milione e mezzo di euro per una bella pista da sci. Ad Ostia. Pochi metri dal lungomare.

Dubai e dintorni insegnano che nulla è impossibile. Allora, si sono chiesti gli amministratori (di marca Pdl, giusto per informazione), perchè non replicare il miracolo della neve a 40° all’ombra?

Le polemiche sono montate subito, come era ovvio, con il Pd che si straccia le vesti. Forse forse i consiglieri d’opposizione non sanno sciare? Plebei.

Lo sviluppo deve andare avanti, una bella colata di cemento coprirà l’assurda sabbia, cannoni. Schiere di tamarri scenderanno in slalom in maglietta “d’a Maggica”…

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Nasce un nuovo (non)partito: “Alternativa ai partiti”. Guidato da un principe!

Mentre Monti in Giappone dichiara “noi abbiamo il consenso, i partiti no“, in Italia il solito Teatrino continua a darci soddisfazioni.

Di questi giorni è la formazione di un nuovo movimento politico dal titolo-nonsenso di “Alternativa ai partiti”. Se non bastasse il nome a far sorridere,  sono anche i gruppi fondativi e sostenitori ad essere piuttosto strani: si va dai tassisti ai forconi, dai pensionati agli agricoltori. Il tutto capitanato dal principe Sforza Ruspoli detto “Lillio”, qui più informazioni su di lui (“…agricoltore, ambasciatore, banchiere…”. Elettricista no?).

Più nello specifico, sono queste le 14 sigle riunite nel nuovo (non)partito: Crociata per l’Italia; Consulta dei  pensionati; Pensionati uniti; Militia Christi; Melograno mediterraneo; Camionisti agricoltori tassisti; Italia cristiana; Partito della Terra; Centro di azione agraria; Movimento dei forconi; Noi  meridionali; Comitato dei Cinquecento; Circoli del Borghese; Artigiani romani.

Manca solo il Teatrino della Politica, ma rimediamo subito: “Pronto principe, le volevamo dire se…”.

Buon divertimento!

link –> articolo su Daw-Blog

Ancora Calderoli: “Monti? Come Schettino”

Uno dei protagonisti indiscussi del Teatrino, l’ex Ministro della Repubblica Roberto Calderoli, quello della “padania maiala“, del “trasloco del Quirinale“, del porcellum e l’anti-Monti per eccellenza, torna a dirci la sua. Magari nessuno glielo aveva chiesto, però questo poco conta.

Oggi leggiamo sul Corriere, pagina 8, che, in merito al nostro SuperMario, lui la pensa così: “Poche persone si possono paragonare a Monti, a me viene in mente Schettino: ci sta portando contro gli scogli”. Ed ancora: “Un uomo che mi sta così sulle palle come Monti non l’ho mai trovato. Il governo è trattato bene da tv e giornali, così come Schettino è un eroe per i suoi compaesani”.

Chapeau a cotanto fine eloquio. Chissà cosa ne pensano i compaesani dello stesso Robertone, invece, saremmo proprio curiosi…

Buon divertimento!

Auto blu: casi virtuosi di riduzione delle vetture (incredibile, vero?)

Il Tdp è un blog piuttosto brontolone. Oggi vi vogliamo invece dare una piccola  notizia positiva.

Il precedente post, dal titolo “Auto blu, è ufficiale: sono più di 65.000“, ribadiva quello che molti di noi sanno: tra i maggiori sprechi dell’italico stivale ci sono senza dubbio le cosiddette auto blu (e grigie, bianche o qualsiasi colore si voglia usare per chiamarle).

C’è però chi, tra le amministrazioni, i ministeri, gli enti statali, ha fatto i suoi “compiti a casa”, come suole dirsi nell’era Monti/Merkel. Di seguito diamo alcuni dati, positivi una volta tanto, sulla riduzione del parco auto di alcuni soggetti (tabella tratta dal documento ufficiale di FormezPA, lo trovate qui).

Oggi non faremo polemica su cose del tipo “ma il Ministero di Giustizia che cavolo se ne fa con più di 1200 auto?”, ci siamo svegliati di buonumore.

Buon divertimento!

Tramontano per sempre i ministeri al Nord: chi lo dice a Calderoli?

I famosi uffici vuoti della Villa Reale di Monza non ospiteranno più le sedi distaccate dei ministeri. Operazione tanto voluta dal Carroccio, specie dal mitico Calderoli*, quella di aprire sedi a settentrione era stata una bandiera, un’operazione di marketing per dimostrare tutto il potere leghista.

In barba all’effettiva utilità, il partito del Senatur Bossi aveva tirato dritto e, arredando alla bell’e meglio un paio di stanze (ma tralasciando gli inutili pc… come se una segretaria odierna possa farne a meno), aveva comunicato alle italiche genti che anche la Padania aveva diritto ad un po’ di sano statalismo.

Roma si era rivoltata: il sindaco Alemanno, sotto pressione questi giorni per altre vicende, aveva difeso a spada tratta il proprio diritto di avere dei mega-baracconi nel pieno centro città. “Come si permettono questi lombardi ad imitare il nostro ozio statale?” sembra abbia dichiarato i lprimo cittadino (fonti non ufficiali).

Ma il Tribunale del Lavoro della Capitale aveva bloccato l’operazione, con conseguente ricorso del governo Berlusconi.

La parola fine, però, è venuta da Monti: nelle scorse ore è stato ritirato il ricorso.

Il professore sembra ci sappia fare con i no. Che si stia inimicando qualcuno così facendo?

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

* delle sue gesta abbiamo parlato molte volte. Vi segnaliamo solo:

1) Aldo Grasso ed il fu ministro Calderoli: “Padania maiala”!

2) Sacrifici da lacrime (del ministro Fornero) e parlamento padano (volutamente senza maiuscole)

Olimpiade 2020 a Roma: verso il no di Monti

Per Alemanno e per Roma è un periodo nero. Dopo la paralisi della metropoli per le nevicate di una decina di giorni fa, il sindaco capitolino si trova a dover gestire un’altra brutta situazione: i tanti sognati Giochi Olimpici, previsti nel 2020, potrebbero essere affossati del tutto dal gran rifiuto di Mario Monti.

Sarebbero necessari 4,7 miliardi in bianco da parte governativa. E poi, sapendo come vanno le cose a queste latitudini, il costo potrebbe lievitare. Una scelta saggia? Un investimento? Il caso greco direbbe il contrario.

Queste probabilmente le motivazioni del silenzio di SuperMario. Strattonato per la giacchetta un po’ da tutti, da amministratori a personaggi illustri dello sport come Valentino Rossi, il premier sarebbe indirizzato verso il parere  negativo alla concessione della garanzia economica.

I partiti, salvo la Lega, sono cautamente per il sì all’evento planetario. Ma, da quel che si apprende sottotraccia, non avrebbero troppa difficoltà a digerire un rifiuto (insomma, politica del “ma anche”, che chiaramente illustra lo sbandamento di quelli che una volta erano le gambe della democrazia).

Insomma, sebbene lo spalatore Gianni sia fiducioso, sembra proprio che le sue speranze di vittoria (“vincere… e vinceremo!”) siano destinate ad infrangersi. E meno male (ma questo è un parere sfuggito al Tdp, non prendetelo in considerazione).

Buon divertimento!

link –> notizia sul Corriere

Bossi preme ancora su Berlusconi: “o Formigoni o il governo Monti”. Nonostante i sondaggi

Non c’è che dire: la combattività del Senatur è ancora alta. Ma stavolta, a dire il vero negli ultimi mesi, le cose sembra siano cambiate.

Il malpancismo interno alla Lega Nord ormai non stupisce nessuno. L’ex ministro Maroni e l’Umbertone hanno pubblicamente messo su scenette da grandi amici, ma tutti sanno che la questione è solo rimandata (vi ricordate questo?).

E allora il nostro Bossi torna a prendersela con il suo ex alleato Silvio, reo di continuar a tenere in vita il governo Monti. Dovrebbe lasciarlo cadere, pena il mancato appoggio in regione Lombardia al presidentissimo Formigoni.

Minacce vere o presunte, quel che è certo è che anche in Veneto ed in Piemonte Pdl e Lega governano insieme. Che succederà se la rottura avvenisse al Pirellone? Sarebbe impossibile far finta di nulla. Ma Bossi si mostra sicuro ed afferma: “non abbiamo paura di andare soli al voto, vinciamo comunque. Io sono l’unico a non guardare i sondaggi, vado a naso”.

A volte, però, il naso non basta e la “vincita sicura” è difficile se hai “solo” il 25% dei voti.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

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