Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale (con Fassina)

FASSINA-zoo-giraffaDella la serie “mi si nota di più se faccio l’opposizione interna e vado a San Giovanni con la CGIL o se faccio il cazzone?”, l’ex Viceministro dell’Economia Stefano Fassina ha pensato bene di non scegliere tra piazza e Leopolda5, ma andare allo zoo. Non pago, si è fatto intervistare da Sky direttamente davanti alla giraffa, per l’occasione tutta in tiro e presenzialista neanche fosse il miglior Paolini dei tempi d’oro (prima dell’arresto per capirci).

Una (provvidenziale) promessa ai figli: questa la motivazione che Fassina ha sbandierato a chi gli chiedeva della sua assenza nei luoghi che lo scorso weekend hanno attirato l’attenzione di media e società in genere.

Tocca dare ragione a quel malandrino di Fonzie Renzi ed ammettere che ogni colpo di teatro di questa vecchia guardia, rafforza lo scout fiorentino e lo fa crescere nel consenso. La nomenclatura del PD, di cui Fassina è solo uno dei gregari, farebbe bene a staccare la spina, creare un bel partito dello zero-virgola e vivere serenamente di rendita. Ci sarebbero meno giraffe protagoniste in tv e meno comunicazione spazzatura su giornali, tv e web. In tal senso non ci sembra che Matteo Renzi ci faccia mancare nulla, quindi siamo a posto così.

PD, tra dibattito interno e cupio dissolvi.

Buon divertimento!

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Europee 2014: errori, parodie e fantasie

Guardate e gioite o miei baldi elettori votanti e non.

1) Orrore: l’ABBruzzo!

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2) Berlusconi per Renzi (ma è un omonimo toscano)

berlusconi-per-renzi

3) I consigli di Furio

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4) La coerenza, prima di tutto (e poi sempre la stessa foto, per non invecchiare)

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Buon divertimento elettorale!

Letta, la convinzione di convincere ed il miraggio Renzi

lettaEnrico Letta, povero lui, è convinto di convincere. E vuol convincere i suoi del Pd, che però sembrano non volersi far convincere. Questo il quadro, instabile più di sempre.

Un nuovo cambio al vertice del Governo ci si para di fronte: sarebbe il terzo, in poco più di due anni, per di più senza elezioni.

Sarà che essere la XVII Legislatura vuol dire già non nascere sotto i migliori auspici, ma se la XVIII ci riserverà un nuovo primo ministro nelle fattezze di Fonzie Renzi, siamo così certi che questo sia un bene? Secondo il Teatrino della Politica no, e per tante, troppe ragioni. Sicuramente queste:

1) nessuna consultazione elettorale ha dato le redini in mano a Renzi;

2)  la maggioranza che potrebbe sostenerlo sarebbe a dir poco eterogenea, andando da Giovanardi a (forse) Sel, con una spruzzata di fuoriusciti 5 Stelle;

3) su quale base programmatica Renzi vuol governare? Quella fin qui ondivaga e portata avanti dai suoi baby collaboratori o quella schiacciata sui “soliti” temi (pubblico impiego, buonismo & sindacati, mischi il tutto e lasci riposare)?

Nel momento in cui anche la Lega apre al sindaco di Firenze, la cura contro il male dell’immobilismo del governo Letta potrebbe rivelarsi un boomerang di proporzioni epiche… con un leader della sinistra di nuovo bruciato. Meglio elezioni, senza dubbio.

Buon divertimento!

Primarie Pd: ora il favorito è Letta e non più Renzi

Renzi-Letta-13-09-2013Primarie sì, primarie no, primarie fantasma… Parafrasando una canzonetta degli Elio e le Storie Tese, vi parleremo del Pd.

E sì, perché ci si trastulla solo con le vicende del condannato Silvio; siccome ne abbiamo piuttosto piene le tasche, concentriamoci per 3 minuti sul congresso che non arriva mai del Partito Democratico e, idem come sopra, delle primarie. Si faranno, questo sì, ancora non si sa bene quando.

I due pretendenti al trono, come arcinoto, saranno l’attuale premier Enrico Letta e il Fonzie di Firenze Matteo Renzi. Tutti hanno dato per vincente il sindaco per mesi e mesi e invece… sorpresa!

La Stampa ha pubblicato un sondaggio dell’Istituto Piepoli dal quale emerge come vincitore la testa d’uovo di Letta, 48% di preferenze contro il 44% di Renzi.

Ne passerà di acqua sotto i ponti dell’indecisione congressual-primaria, ma già questa indicazione è di per sé una notizia.

Buon divertimento!

Parlamentari del PD contro il gioco del Monòpoli!

Nonostante l’aria frizzantina che agita il governo, alcuni parlamentari del PDmonopoli-23-08-2013 sembrano annoiarsi a morte. Tra una partita con l’iPad ed una assenza, alcuni di questi hanno pensato bene di sudarsi il loro stipendio.

Per la precisione gli onorevoli Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno, hanno affidato al Corriere una lettera accorata: fermiamo la nuova versione del Monòpoli, il famoso gioco da tavolo. Appello rivolto all’ambasciatore Usa che, si spera, corra da Obama per la importante ed urgente questione.

“Si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della prigione“. Abolita la prigione? Vuoi vedere che c’è lo zampino di un certo signore di Arcore?

Come non capirli, i signori del Parlamento. Gioco con l’iPad alla versione digitale del Monopoly e non ci sono le patrie galere? Ma in che mondo senza legge e magistrature democratiche viviamo?! Si reinseriscano senza indugi speculazioni immobiliari alla Ricucci e, soprattutto, manette tintinnanti.

Buon divertimento!

Amministrative 2013: Pdl arretra ovunque, M5S crolla, Pd non gioisce

alemanno-ignazio-marino-28-05-2013Così l’articolo di Paola Di Caro sul Corriere di oggi: “Pdl arretramento ovunque, anche in roccaforti tradizionali come Imperia, in città governate come Brescia e Viterbo e Treviso, sconfitte pesanti a Vicenza, Sondrio, Siena, Ancona. Per non parlare di Roma”.

In effetti le elezioni amministrative tenutesi in questo weekend hanno dato dei forti segnali a Silvio nostro: mentre si riposa in Sardegna, il Cavaliere medita sul forte distacco accusato da Alemanno nei confronti di Ignazio Marino e, soprattutto, sul drastico calo di affluenza generalizzato, vedi i 20 punti percentuali in meno di Roma.

Se il Pdl va male, neanche Grillo può gioire, anzi i suoi candidati rimangono fuori da tutti i ballottaggi. Un tracollo forse dovuto alla diversa tipologia di elezioni… forse.

Piuttosto sotto pressione per vicende governative, tutto sommato non può cantar vittoria neppure il Pd, ancora con le ossa rotte dal voto di febbraio.

Insomma tutti sconfitti o quasi, con quasi la metà degli aventi diritto che si son ben guardati dall’esercitare il loro diritto democratico.

Buon divertimento!

Prodi “dimentica” la tessera Pd: verso l’abbandono del partito?

romano-prodi-16-05-2013Dopo lo scherzetto della non elezione a Presidente della Repubblica, Romano Prodi deve essere ancora furente con il suo partito.

Così oggi sul Corriere Francesco Alberti (qui):

«Le ho qui da tempo le tessere 2013 di Romano Prodi e della moglie Flavia. No, non è ancora venuto nessuno a ritirarle. Sento dire che il Professore starebbe meditando di non rinnovare l’iscrizione al Pd: condivido pienamente, dopo l’agguato che gli hanno tirato sul Quirinale…». Non è lo sfogo di un militante qualsiasi. E non è nemmeno uno sfogo. È il ragionamento, tra rabbia, amarezza e un insopportabile senso di impotenza, della coordinatrice del circolo dei Democratici dove è iscritta metà della famiglia Prodi (l’ex premier, la moglie Flavia, il figlio Giorgio).

Se, come è vero, Prodi ha recentemente dichiarato che “la spinta al suicidio di questo partito non ha limiti“, c’è da credere alle voci che prevedono un’inevitabile rottura. L’abbandono del Pd per Romano potrebbe essere imminente e, per molti versi, una vera liberazione.

E poi? Prodi tornerà a girovagare per l’Africa o vorrà testare nuovamente le sue capacità politiche, magari con altra formazione? Dubitiamo ne abbia la voglia, ma mai dire mai…

Buon divertimento!

Sondaggio: cdx al 33%, csx al 27,5%. Quanto durerà il governo Letta?

Il governo di Enrico Letta ha giurato: con un buon numero di donne tra i ministri, oltre che una sostanziale spartizione tra Pdl, Pd e Lista Civica, lo “staff” è al completo. Già oggi ci sarà il test della fiducia in Parlamento, pratica scontata ma non troppo.

Le priorità sono note, sempre le solite ed irrisolte: lavoro, coesione sociale, futuro dei giovani, ruolo della finanza.

La durata di questo esecutivo, come di tutti gli altri, è strettamente legata a quanto riesce a fare. Ovviamente, però, non solo dalla fattualità dipende la vita lunga o meno: la nuova coalizione Pdl, Pd e Lista Civica, seppure a più alto tasso politico del governo di Mario Monti, è comunque cosa fragile.

Se poi si butta un occhio ai sondaggi, ci si accorge di quanto stiano mutando i rapporti di forza. L’istituto Piepoli (qui sul sito Termometro Politico) stima che oggi il Partito Democratico si fermerebbe ad un 21,5% (coalizione di centrosinistra al 27,5%), mentre il Popolo delle Libertà arriverebbe al 25% (coalizione di centrodestra al 33%).

sondaggio-piepoli-29-04-2013

Tra gli scontenti del Pd, l’instabile Berlusconi, Renzi che scalcia e poi ritratta, le insidie sono molte. Più di uno, passato giusto qualche mese, potrebbe pensar bene di raccogliere i frutti elettorali giocando la carta dell’impossibilità di accettare provveddimenti del governo Letta. Silvio sarai tu? Staremo a vedere.

Buon divertimento!

Enrico Letta, a 46 anni il terzo più giovane (quasi) premier di sempre. La lista per età degli altri presidenti della storia

enrico-letta-24-04-2013Ripreso dal Corriere della Sera, articolo di Matteo Cruccu.

Il terzo premier più giovane della Repubblica: da quando esiste, tale sarebbe lo status anagrafico di Enrico Letta, di suo già abituato a intascare record di precocità ( fu il più giovane ministro di sempre, alle politiche Comunitarie nel ’98 col governo d’Alema).

[…] Eccovi la lista completa dei presidenti del Consiglio (al primo incarico) dal più giovane al più anziano”.

1) Giovanni Goria 43 anni: 1987
2) Amintore Fanfani 45 anni: 1954
3) Enrico Letta (premier incaricato) 46 anni: 2013
4) Aldo Moro 47 anni: 1963
5) Bettino Craxi 49 anni e cinque mesi: 1983
6) Massimo D’Alema 49 anni e sei mesi: 1998
7) Emilio Colombo 50 anni: 1970
8) Francesco Cossiga 51 anni e 9 giorni: 1979
9) Giuseppe Pella 51 anni e tre mesi: 1953
10) Mario Scelba 52 anni: 1954
11) Giulio Andreotti 53 anni e un mese: 1972
12) Mariano Rumor 53 anni e cinque mesi: 1968
13) Giuliano Amato 54 anni e un mese: 1992
14) Giovanni Leone 54 anni e sette mesi: 1963
15) Arnaldo Forlani 54 anni e dieci mesi:198o
16) Giovanni Spadolini 56 anni e sette giorni: 1981
17) Romano Prodi 56 anni e nove mesi: 1996
18) Silvio Berlusconi 57 anni: 1994
19) Fernando Tambroni 58 anni: 1960
20) Ciriaco De Mita 60 anni: 1988
21) Lamberto Dini 63 anni: 1994
22) Antonio Segni 64 anni: 1955
23) Alcide De Gasperi 65 anni : 1946
24) Mario Monti 68 anni: 2011
25) Adone Zoli 69 anni: 1957
26) Carlo Azeglio Ciampi 72 anni: 1993

Il ricatto a Giorgio Napolitano: un nuovo livello d’abisso della politica

Giorgio-Napolitano-ricandidatura-20-04-2013Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in scadenza di mandato, ha dato il suo assenso ad una propria ricandidatura.

In una situazione ingarbugliata come quella della elezione del nuovo Capo di Stato, i partiti stanno dando una prova di loro sempre più sconfortante e nauseabonda.

Stavolta è il Pd ad aprire nuovi scenari da horror.

Le ultime tappe: dopo aver bruciato i nomi di Franco Marini e di Romano Prodi, Bersani ha dichiarato di volersi dimettere. Completamente in preda al panico, sia Bersani che Berlusconi si sono appellati al Re Giorgio, un anziano signore di 88 anni che più volte si era detto stanco e voglioso di ritirarsi.

Invece Giorgio Napolitano ha detto sì, ha acconsentito a farsi rieleggere. Un ricatto puro fatto ad un uomo dalla statura così superiore rispetto a tutti gli altri che quasi ci si stupisce che esista.

Il gigante Napolitano forse verrà rieletto, forse questo aiuterà a risolvere lo stallo attuale. Ma qualsiasi cosa succeda, rieleggere Napolitano è la scelta sbagliata perchè forzata.

E pensare che i nomi non mancherebbero, ad iniziare dalla Cancellieri (ma il votare una donna al Quirinale no, eh?! Se ne era parlato ma poi nessuno ne ha saputo più nulla).

Un 90enne che controvoglia torna a fare il Presidente è una immagine più eloquente di mille parole, è lo specchio di un Paese che non riesce a ritrovarsi e che, con tutta la buona volontà delle generazioni nate negli anni ’80 e ’90, non risorgerà presto.

Buon divertimento (ma fino ad un certo punto).

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