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Amministrative 2013: Pdl arretra ovunque, M5S crolla, Pd non gioisce

alemanno-ignazio-marino-28-05-2013Così l’articolo di Paola Di Caro sul Corriere di oggi: “Pdl arretramento ovunque, anche in roccaforti tradizionali come Imperia, in città governate come Brescia e Viterbo e Treviso, sconfitte pesanti a Vicenza, Sondrio, Siena, Ancona. Per non parlare di Roma”.

In effetti le elezioni amministrative tenutesi in questo weekend hanno dato dei forti segnali a Silvio nostro: mentre si riposa in Sardegna, il Cavaliere medita sul forte distacco accusato da Alemanno nei confronti di Ignazio Marino e, soprattutto, sul drastico calo di affluenza generalizzato, vedi i 20 punti percentuali in meno di Roma.

Se il Pdl va male, neanche Grillo può gioire, anzi i suoi candidati rimangono fuori da tutti i ballottaggi. Un tracollo forse dovuto alla diversa tipologia di elezioni… forse.

Piuttosto sotto pressione per vicende governative, tutto sommato non può cantar vittoria neppure il Pd, ancora con le ossa rotte dal voto di febbraio.

Insomma tutti sconfitti o quasi, con quasi la metà degli aventi diritto che si son ben guardati dall’esercitare il loro diritto democratico.

Buon divertimento!

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Gasparri, il dito medio e Paolo Toscano

Il senatore Maurizio Gasparri, uno dei “veterani” della politica italica, pochi giorni fa si è fatto sfuggire un gesto giudicato almeno molto poco signorile, per molti di istigazione alla reazione violenta: un bel dito medio alzato alla folla davanti a Palazzo Chigi.

La cosa ha fatto molto discutere, anche se non è la prima volta che un politico si “lascia andare” (ricordate ad esempio la sua amica Santanchè?). Piuttosto il suo non giustificarsi, anzi rilanciare la legittimità dell’azione – “Riproporrei anche ora il gestaccio che ho fatto nei giorni scorsi all’indirizzo dei manifestanti pro Rodotà che mi offendevano”, ha dichiarato l’onorevole -, ha scatenato un putiferio sulla sua pagina Facebook. A maggior ragione perchè Maurizio nostro si è sempre speso per stigmatizzare la violenza, anche verbale.

Sul social network, dopo molti interventi, dagli sdegnati agli offensivi, è stata la volta del carabiniere Paolo Toscano, che ha scritto: “Sono un Carabiniere con 28 anni di servizio. Il dito medio che ha fieramente esibito alla folla pochi giorni fa è la vera istigazione alla violenza che lei attribuisce sempre ad altri. Quell’immagine mi fa vergognare che lei sia italiano. I veri Italiani sono un’altra cosa! App.s. TOSCANO Paolo”.

Paolo-Toscani-30-04-2013

Da quel momento in poi c’è stata una rincorsa a copiare ed incollare l’intervento di Toscano sotto ogni post di Gasparri, rendendo la pagina una replica infinita del messaggio originale.

Il web, con tutti i limiti che ha (specie nella rappresentatività democratica), non perdona ancora una volta l’incoerenza e la strafottenza.

Buon divertimento!

Sondaggio: cdx al 33%, csx al 27,5%. Quanto durerà il governo Letta?

Il governo di Enrico Letta ha giurato: con un buon numero di donne tra i ministri, oltre che una sostanziale spartizione tra Pdl, Pd e Lista Civica, lo “staff” è al completo. Già oggi ci sarà il test della fiducia in Parlamento, pratica scontata ma non troppo.

Le priorità sono note, sempre le solite ed irrisolte: lavoro, coesione sociale, futuro dei giovani, ruolo della finanza.

La durata di questo esecutivo, come di tutti gli altri, è strettamente legata a quanto riesce a fare. Ovviamente, però, non solo dalla fattualità dipende la vita lunga o meno: la nuova coalizione Pdl, Pd e Lista Civica, seppure a più alto tasso politico del governo di Mario Monti, è comunque cosa fragile.

Se poi si butta un occhio ai sondaggi, ci si accorge di quanto stiano mutando i rapporti di forza. L’istituto Piepoli (qui sul sito Termometro Politico) stima che oggi il Partito Democratico si fermerebbe ad un 21,5% (coalizione di centrosinistra al 27,5%), mentre il Popolo delle Libertà arriverebbe al 25% (coalizione di centrodestra al 33%).

sondaggio-piepoli-29-04-2013

Tra gli scontenti del Pd, l’instabile Berlusconi, Renzi che scalcia e poi ritratta, le insidie sono molte. Più di uno, passato giusto qualche mese, potrebbe pensar bene di raccogliere i frutti elettorali giocando la carta dell’impossibilità di accettare provveddimenti del governo Letta. Silvio sarai tu? Staremo a vedere.

Buon divertimento!

Il ricatto a Giorgio Napolitano: un nuovo livello d’abisso della politica

Giorgio-Napolitano-ricandidatura-20-04-2013Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in scadenza di mandato, ha dato il suo assenso ad una propria ricandidatura.

In una situazione ingarbugliata come quella della elezione del nuovo Capo di Stato, i partiti stanno dando una prova di loro sempre più sconfortante e nauseabonda.

Stavolta è il Pd ad aprire nuovi scenari da horror.

Le ultime tappe: dopo aver bruciato i nomi di Franco Marini e di Romano Prodi, Bersani ha dichiarato di volersi dimettere. Completamente in preda al panico, sia Bersani che Berlusconi si sono appellati al Re Giorgio, un anziano signore di 88 anni che più volte si era detto stanco e voglioso di ritirarsi.

Invece Giorgio Napolitano ha detto sì, ha acconsentito a farsi rieleggere. Un ricatto puro fatto ad un uomo dalla statura così superiore rispetto a tutti gli altri che quasi ci si stupisce che esista.

Il gigante Napolitano forse verrà rieletto, forse questo aiuterà a risolvere lo stallo attuale. Ma qualsiasi cosa succeda, rieleggere Napolitano è la scelta sbagliata perchè forzata.

E pensare che i nomi non mancherebbero, ad iniziare dalla Cancellieri (ma il votare una donna al Quirinale no, eh?! Se ne era parlato ma poi nessuno ne ha saputo più nulla).

Un 90enne che controvoglia torna a fare il Presidente è una immagine più eloquente di mille parole, è lo specchio di un Paese che non riesce a ritrovarsi e che, con tutta la buona volontà delle generazioni nate negli anni ’80 e ’90, non risorgerà presto.

Buon divertimento (ma fino ad un certo punto).

Fine legislatura e Cosentino, Tedesco e De Gregorio arrestati

banda-bassotti-15-03-2013E’ terminata la XVI legislatura ed inizia ufficialmente la XVII legislatura: oggi ci sono le prime due votazioni per scegliere i presidenti di Camera e Senato.

I grillini, o meglio gli attivisti del Movimento 5 Stelle (altrimenti si arrabbiano), sono i protagonisti indiscussi sui media: c’è chi ha cercato di mettere una cravatta con scritta “no carbone” ed è subito stato fermato dai commessi, chi faceva lo spavaldo fuori ma dentro era emozionato come un bimbo (giustamente), chi si è dimesso ancor prima di iniziare.

Nel frattempo, un po’ in sordina, alcuni ex parlamentari eccellenti perdono i loro privilegi e, soprattutto l’immunità parlamentare.

Due su tutti, Nicola Cosentino (Pdl) e Alberto Tedesco (ex Pd), non saranno stati molto contenti della cosa: il primo si è costituito da alcune ore a Napoli, nel carcere di Secondigliano; il secondo è stato arrestato stamattina e condotto alle patrie galere site in Bari.

Ah, dimenticavamo il delicato ex parlamentare Sergio De Gregorio, anche lui consegnatosi a Roma questa mattina.

Lungi dall’essere giustizialisti – non fa fine -, l’immunità parlamentare sarà anche una garanzia di libertà per il parlamentare (anche se fu pensata per libertà di pensiero ed espressione, non quella di delinquere tout court), ma se qualcosa di buono possono portare quelli del M5S, una di queste sarebbe l’abolizione di questa prerogativa o, almeno, il ridimensionamento di essa.

Buon divertimento!

Il signor Beppe Grillo, la fuffa e la responsabilità di governare

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il giubotto reso famoso da Beppe Grillo

Il post voto più caotico ed incerto di sempre moltiplica la sensazione di essere immersi in un infinito, onnipresente teatrino politico. Tra un Beppe incappucciato, un Silvio finto statista ed un Pierluigi dalla sicumera vincitrice traballante se non defunta, se ne vedono di tutti i colori percepibili dall’occhio umano.

E, nello stallo istituzionale, riusciamo sempre a trovare qualcosa di succoso su cui scannarci.

Ad esempio oggi, Monti, prima della riunione del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles il 14 marzo, invita i tre leader con la quota maggiore di consensi e, nell’invito, chiama “onorevole” sia Berlusconi che Bersani, mentre per Grillo usa un più fantozziano “signor”. Giù polemiche. E che doveva fare se Beppe nostro non è deputato (e non lo vuole divenire)? Lo vogliamo chiamare “commendatore”? “Chef”? “Ammaestratore di pecore italiche”?

Questi, signori miei, sono creatività ed ottimismo! Del tipo: stiamo andando a scatafascio, riuscendo ad individuare livelli di profondità che vanno ben oltre il fondo del barile ma – e qui l’estro italico – parliamo di fuffa, di costume, di bon ton del cavillo.

Grillo, visti i risultati, fa bene a perseguire i suoi scopi con le sue tecniche di comunicazione. Cerchiamo però di non perdere la ragione appresso ad appellativi e carinerie mancate, mentre ricordiamo a tutti, votanti del M5S in primis, che se ci si candida per governare, poi non si può scappare e far la parte del piccolo rivoluzionario senza responsabilità.

Signor Grillo si impegni un po’, i tempi cambiano ed il voto porta conseguenze.

Buon divertimento!

Berlusconi tenta il miracolo. L’ultimo sondaggio elettorale: 7% dal centrosinistra

sondaggio_elezioni_2013-08-02-2013

Un Silvio Berlusconi superpresenzialista tenta la rimonta disperata con promesse e colpi di teatro. E la cosa sembra funzionare.

Le rilevazioni sui risultati delle prossime elezioni da parte di Renato Mannheimer sul Corriere di oggi (tabella in alto) evidenzia come la forbice tra la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra si sia ridotta, attestandosi a circa il 7% a fronte di una differenza che sfiorava il 10% solo un paio di settimane fa.

La annunciata restituzione dell’Imu pare aver dato gli effetti elettorali sperati (che poi la cosa sia tecnicamente impossibile è un particolare trascurabile).

Nel frattempo, a pochissimi giorni dal voto, alcune altre tendenze sembrano ormai decise:

in Italia ci sono quattro poli e non più due;

il Movimento5Stelle è la terza forza, data intorno al 14%; mentre si vocifera della decisione di Grillo di apparire in tv una tantum per una chiamata alla urne;

Monti si avvia ad essere il quarto ed ultimo polo, pochino per chi doveva essere una guida per le riforme e la stabilità;

Ingroia, dato per certo in Parlamento, ha eroso importanti voti alla sinistra di Vendola.

Infine il jolly Oscar Giannino con il suo Fare per Fermare il Declino: tutti i sondaggi lo danno intorno all’1%. Ma c’è chi giura, lui per primo, in un risultato che gli permetta di entrare in Parlamento (e speriamo, aggiungiamo noi del TDP).

Buon divertimento (ed andiamo a votare, per quel che serve)!

Silvio e Puggy, il cane-mascotte. Prossimo ministro?

berlusconi-biancofiore-cane-puggy_04-01-2013Berlusconi ha una mascotte di nome Puggy, un piccolo cane di razza Carlino.

L’importante rivelazione rimbalza da una manciata di ore sui media italici a seguito di una foto pubblicata dall’onorevole Michaela Biancofiore (qui a lato).

Lei, il quadrupede ed il Presidentissimo. Un quadretto che sta ridando speranza ai (sempre meno) affezionati del Pdl, partito completamente allo sbando.

Dalle cronache si apprende che la pasionaria altoatesina Michaela, la reale proprietaria del dolce cucciolo, ha dichiarato: «Il mio cagnolino è la nostra matricola. Ha appena due mesi e crescerà assieme a noi e il nostro consenso, che aumenta di giorno in giorno».

L’onorevole, inoltre, fa notare come che «il presidente in questa foto è dolcissimo».

Tali dichiarazioni potrebbero significare qualcosa a livello politico? Sarà futuro ministro il simpatico animale peloso? Non è dato sapere per ora, a decidere sarà il popolo sovrano. E, al limite, una poltrona in qualche ente pubblico è comunque assicurata.

Buon divertimento!

link –> notizia sul Corriere
(articolo di Alessandro Sala)

Monti scende in campo con il Centr(in)o come quarto uomo?

mario-monti1-20-12-2012.jpg1Da risorsa della Repubblica a frontman della quarta forza politica? Mario Monti sembra aver preso la decisione di appoggiare apertamente il Centro ma tutti i sondaggi lo danno per sonoro perdente.

Sono ormai innumerevoli le voci, infatti, che giurano certa la strada della politica attiva per SuperMario. Nulla di esecrabile o da obiettare. Ma le prospettive elettorali sembrano essere piuttosto nefaste per il Prof. bocconiano.

Secondo gli analisti politici, alle prossime elezioni lo schieramento benedetto da Monti dovrebbe essere soltanto la quarta forza in campo dopo centro-sinistra, grillini e galassia-Berlusconi. Anche se Lorien Consulting, ad esempio, dà una percentuale di voti possibili stimata in massimo il 21%.

Un po’ poco per attuare l’agenda con un pacchetto di «riforme epocali». Magari abbastanza per complicare ancor di più il già fragile quadro politico-istituzionale.

Quale che sia il risultato elettorale, l’iter della discesa in campo sembra sia questo (dal Corriere di oggi):

“due step iniziali: prima la presentazione di un manifesto programmatico, intorno al quale raggruppare partiti, movimenti e personalità politiche che sostengono Mario Monti; successivamente sciogliere il nodo sulle modalità della discesa in campo: lista unica o federazione. La scelta di una lista unica, almeno secondo alcuni studi condivisi ieri mattina con Casini, potrebbe avere degli effetti virtuosi in termini di consenso, «sino al 10% in più dei voti che riscuoterebbero liste separate»”.

Buon divertimento (con il pallottoliere)!

La pornostar Lea Di Leo ed il libro che fa tremare politici e vip

Sesso e politica, un binomio perfetto.lea_di_leo_14-12-2012

Riprendiamo un succulento articolo di  Francesco Alberti, oggi sul Corriere:

I calciatori, gli attori e le pornostar: noi ricattati

Le memorie di Lea Di Leo e i contatti con i personaggi noti. Il senatore Baldassarri: mai conosciuto quella donna

«Sono a New York, la sento male…». Senatore Mario Baldassarri, mai conosciuta una certa Lea di Leo, ex pornostar e regina delle hot line, detta anche lady 899? «Mai conosciuta!». Senatore, ha capito il nome? […] Questa signora cita il suo nome («Quale nome? Accidenti, sento male…». «Il suo, senatore Baldassarri») in un libro, diciamo così, di memorie erotiche […]. Il libro, senatore, è stato scritto in due versioni (una con le iniziali dei nomi e l’altra completa), ma non è mai stato pubblicato. In compenso, il presidente e il direttore della casa editrice Imart (Giuseppe Aleci, 36 anni, e Gaspare Richichi, 28) sono sotto processo a Marsala con l’accusa di tentata estorsione: avrebbero ricattato una trentina di vip (tra calciatori e attori), chiedendo dai 10 ai 40 mila euro per cancellare dal libro nomi e dettagli scottanti. Per farla breve: la signorina è parte lesa (fu lei a denunciare l’editore quando venne a sapere, grazie al programma «Le Iene», l’uso che veniva fatto della sua opera), i presunti ricattati sono le vittime e la storia sta facendo il giro di bar e barbieri. Senatore, la signorina Di Leo, al secolo Sonia Faccio, ha fatto anche il suo nome in aula. «Se è così, la querelo!!»: si scalda il parlamentare, 66 anni, in squadra con i finiani, ex viceministro dell’Economia e ora presidente della commissione Finanze […].

Eppure fece tremare reputazioni e qualche matrimonio, nella primavera 2010, l’annuncio dell’imminente uscita della biografia della Di Leo. «Farò i nomi di politici, calciatori e cantanti…» cinguettò lei […]. Detto e fatto: calciatori come Massimo Ambrosini, Marco Borriello, Luca Toni; cantanti come Gianluca Grignani e Fabri Fibra; attori come Matteo Branciamore (il Marco nei Cesaroni ); perfino un vescovo «con le croci al collo». Ci si buttò anima e corpo, la bella Lea, nell’impresa letteraria. Ad un’amica insegnante, che la aiutò, si deve l’idea di catalogare le prestazioni dei partner secondo pagelle dai parametri di inequivocabile oggettività: «durezza, dimensione, durata». Mentre è di Lea il copyright delle colorite fattispecie che ossigenano l’opera: l’amante «del sesso veloce nei boschi» tipo coniglio arrapato; il gran palpatore di seni; il bisex; lo specialista in ammucchiate. Un libro fantasma. E dai fantasmi si scappa. Marco Borriello, bomber del Genoa, racconta: «Ricordo la Di Leo a una festa 2 anni fa. C’era anche Ambrosini. Non ricordo di averle rivolto la parola. Tempo dopo, ricevemmo una lettera in cui si parlava del libro e ci chiedevano soldi. Presentammo denuncia a Trapani». Il cantante Gianluca Grignani: «Un giudice di Marsala mi disse che la Di Leo era stata con uno del mio staff. Poi ha però usato il mio nome». Luca Toni, centravanti della Fiorentina: «Gira da un po’ questa storia. Ho diffidato la signora e lei mi ha assicurato che nel libro il mio nome non c’è». L’attore Matteo Branciamore non parla: è l’unico che si è costituito parte civile nel processo di Marsala.

Buon divertimento!

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