Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Primarie Pd: ora il favorito è Letta e non più Renzi

Renzi-Letta-13-09-2013Primarie sì, primarie no, primarie fantasma… Parafrasando una canzonetta degli Elio e le Storie Tese, vi parleremo del Pd.

E sì, perché ci si trastulla solo con le vicende del condannato Silvio; siccome ne abbiamo piuttosto piene le tasche, concentriamoci per 3 minuti sul congresso che non arriva mai del Partito Democratico e, idem come sopra, delle primarie. Si faranno, questo sì, ancora non si sa bene quando.

I due pretendenti al trono, come arcinoto, saranno l’attuale premier Enrico Letta e il Fonzie di Firenze Matteo Renzi. Tutti hanno dato per vincente il sindaco per mesi e mesi e invece… sorpresa!

La Stampa ha pubblicato un sondaggio dell’Istituto Piepoli dal quale emerge come vincitore la testa d’uovo di Letta, 48% di preferenze contro il 44% di Renzi.

Ne passerà di acqua sotto i ponti dell’indecisione congressual-primaria, ma già questa indicazione è di per sé una notizia.

Buon divertimento!

Primarie centro-sinistra, ora Matteo Renzi spera (invano)

Le primarie del centro-sinistra sono state un clamoroso successo di popolo. Questo dimostra che se sì parla di idee e programmi – discutibili o meno, chiari o meno -, le persone sono interessate, partecipano e pagano anche due euro. Oppure, altra ipotesi plausibile, che nel deserto della politica italiana, qualunque offerta che superi la decenza ha appeal.

Dati che arrivano a rilento ci parlano di un’affluenza record e di un vantaggio del segretario Bersani su Renzi che oscilla tra i 9 ed i 10 punti. Preventivato, come scrivevamo qualche giorno fa, non per questo scontato.

L’ottimo risultato del sindaco di Firenze, l’uomo dalla battuta pronta ed idee meno pronte su temi macropolitici, sta facendo sperare più di qualcuno: ad esempio una fetta di ex elettori berlusconiani, che sperano nella definitiva consacrazione di Renzi.

Speriamo di essere smentiti, eppure l’impressione è che, anche se al ballottaggio si dovessero presentare non 4 ma 6 milioni di persone, il film sia già scritto. Le truppe cammellate del vecchio apparato della sinistra sono pronte a scendere (di nuovo) in massa per il vecchio Bersani, con il beneplacito della Camusso.

E’ un Paese per vecchi? Lo vedremo (anche) dal prossimo spareggio tra i due del Pd.

Buon divertimento!

Aspettando le Primarie: Bersani favorito ma ballottaggio probabile

Ci siamo: dopo tanto parlarne ormai le Primarie del centro-sinistra sono alle porte. C’è chi spera nella ventata di cambiamento (reale?) di Renzi, chi vuole l’usato sicuro rappresentato da Bersani, chi spera nei miracoli e vede di buon occhio un possibile esploit di Vendola, eterno outsider a sinistra.

Secondo il sondaggista Nando Pagnoncelli (Ipsos), l’attuale segretario Bersani sarebbe in vantaggio di 10 punti percentuali. La cattiva notizia per lui, però, è che non raggiungendo il 50%, si andrebbe al ballottaggio. Non che anche in quel caso non sia favorito, ma il semplice dover combattere sino all’ultimo farà sperare i renziani sino all’ultimo round.

Qui a lato la previsione del risultato ad oggi. Da notare l’ottimo risultato previsto per Bruno Tabacci: condivide un bel 4% con l’ottima Laura Puppato. Trovarsi un altro mestiere che non sia la banderuola (lo ricordiamo non nel Pd poco tempo fa, ora addirittura si tutta nelle Primarie per guidare l’intero schieramento…) no?!

Attendiamo l’esito e, nel frattempo, mormoriamo un requiem alle spoglie del Pdl, ancora indeciso sul da farsi (dai tempi del ’94).

Buon divertimento!

link –> Ipsos online

Berlusconi vs Alfano e le primarie-farsa

Il Pdl allo sbando ci regala ogni giorno spettacoli non degni di un partito attualmente ancora maggioranza in Parlamento.

Primarie: Berlusconi le aveva annunciate per il 16 dicembre. Ma a che punto siamo? Di ieri è lo scontro Angelino Alfano vs Cav. Sembra che le primarie infine ci saranno ma non saranno in quella data.

Silvio ha tentato di tutto per farle saltare, dichiarando a destra ed a manca che i possibili candidati non sono in grado di avere una percentuale di voti significativa.

Paola Di Caro sul Corriere inizia così oggi il suo articolo “Alla fine di una giornata delirante, aperta e chiusa da un Berlusconi che prima attacca a testa bassa tutti i suoi, rivelando che sarebbero stati bocciati da «sondaggi» che nessuno sa davvero se esistano, e poi esalta la sua classe dirigente, sul campo restano poco più che macerie fumanti.
Nelle facce di chi esce da un ufficio di presidenza drammatico, quello che sancisce che l’unico motivo per cui si resta tutti insieme è perché non c’è altro luogo dove andare, si legge la paura del domani, e l’incertezza totale perfino su chi abbia «vinto» nello scontro tra Berlusconi e Alfano”.

A prescindere chi vincerà, le primarie del Pdl sono già una sconfitta per il partito. Se poi aggiungiamo che molto probabilmente avranno un impietoso risultato di affluenza (e che tutti lo si paragonerà a quelle del Pd, che saranno ben più partecipate), ecco servito l’ennesimo orrore di strategia politica.

(E il desaparecido Fini prova a dialogare con Alfano).

Buon divertimento!

Vendola si candida alle primarie? L’indecisione costa cara…

E’ un po’ il tormentone del momento nel centro-sinistra: ma Nichi Vendola si candida alle primarie?

Dopo aver urlato per mesi e mesi che le primarie erano una necessità, la sua candidatura una certezza matematica, dopo l’annuncio dato il primo agosto scorso, il poeta sinistrorso tituba, cincischia, rimane nel guado.

I più dicono che la preoccupazione di sottrarre voti a Bersani, aumentando le possibilità di vittoria di Renzi, siano il motivo principale dell’indecisione. Ma è legittimo anche il dubbio che, per gli esponenti della sinistra massimalista, passare dalle parole ai fatti rimanga  uno scoglio insuperabile. Ricordate l’imitazione di Bertinotti da parte di Corrado Guzzanti? “E’ tutto un grosso scherzo!”, “la sinistra deve restare all’opposizione”.

Interessante quel che oggi scrive sul Foglio Claudio Cerasa (@claudiocerasa), qui solo dei passaggi:

“…oggi è evidente che (di fronte alla prospettiva di uno scenario in cui dovrà agire più che reagire, in cui dovrà fare più che disfare e in cui, tra l’altro, lo slot “politico giovane e moderno” è occupato sempre di più da un altro competitor senza orecchino ma con quasi vent’anni di meno) il leader-profeta si percepisca sempre di più come una magnifica stella cometa ancora luccicante, sì, ma destinata comunque a tramontare. Questo non significa che Vendola, con il suo emozionante modello di poetica politica, non sia in grado, una volta sciolta la riserva, di impensierire il segretario del Pd e magari sottrargli voti che potrebbero risultare decisivi nei conteggi finali delle primarie. […] Ma finché il governatore rimarrà incatenato nella sua poetica del vittimismo, […] Nichi potrà continuare a deliziarci con le sue straordinarie perle di saggezza ma non potrà non far scattare nella testa dei suoi ammiratori (e non solo in loro) una domanda elementare: Nichi, scusa, ma che stai a fa’?“.

Buon divertimento!

Pd: Renzi fa paura. E gli si scagliano tutti contro

Ufficialmente partita la campagna elettorale? Sembra proprio di sì, ammesso che fosse mai finita.

In casa Pd si affilano le armi. I vecchi arnesi del centro(trattino)sinistra sono frementi di rabbia: c’è chi osa sfidarli a viso aperto. Il paladino della rottamazione è Matteo Renzi, proprio quello reo di essere andato a cena a casa Berlusconi.

La candidatura dell’attuale sindaco di Firenze alle primarie è ormai dato certo. Meno certo che queste primarie si facciano, almeno allo stato attuale: una data non è stata mai fissata, si parla di novembre. O dicembre. O gennaio. Bersani, come altri maggiorenti del partito, cercano di fare buon viso a cattivo gioco, ma la verità è che “solo” gli elettori vogliono un confronto aperto, molto meno i leader, che avrebbero solo da perderci.

Così, consci del fatto che ormai il confronto è inevitabile, questi giorni c’è la fila per attaccare Renzi: lo fa Vendola, che lo accusa di essere un “juke-box delle banalità”; lo fa la D’Alema, “Bersani è più adatto a unire il nostro partito, a costruire una coalizione e a governare l’Italia. Tre cose molto importanti che Renzi non mi sembra in grado di fare”; lo fa Fioroni, “Renzi fa bene il sindaco di Firenze e, secondo me, se lo continua a fare meglio e se aggiusta il traffico cittadino è una buona cosa”. Lo fanno anche Bindi e Merlo (Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai).

E lo fa anche Grillo, “Hanno bussato alla porta e non c’era nessuno. Era Matteo Renzi”, ma questo fa meno notizia.

Vuoi vedere che Matteo Renzi, così temuto, potrà risultare un bel grattacapo per gli inamovibili del lato sinistro della politica italica? Sono aperte le scommesse.

Buon divertimento!

link –> riassunto di attacchi e risposte sulll’Ansa

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