Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

Archivi delle etichette: Renzo Bossi

Laureati in 2 minuti con il servizio “Trota e Lode”!

Grazie alla segnalazione del mio fraterno amico ed agente viaggi di fiducia, oggi vi segnaliamo un nuovo servizio di laurea flash, testimonial il famoso Trota Renzo Bossi: parliamo di Trota e Lode.

Impieghi le tue giornate in bagordi e nonostante questo vorresti una laurea, magari in fisica nucleare? E che problema c’è, usufruisci di Trota e Lode ed in pochi rapidi passaggi avrai il tuo certificato da appendere nel tuo nuovo ufficio supermegagalattico.

In effetti ci chiedevamo come Bossi jr. avesse ottenuto l’ambito pezzo di carta. E se lo domandava anche lui. Forse qualcuno ha inserito i suoi dati nel cervellone di Trota e Lode, ecco spiegato l’arcano.

Buon divertimento!

Renzo Bossi a Vanity: il mio futuro sarà da “muratore o agricoltore”

Ci sono mestieri nobili che elevano il saper fare del lavoro manuale ad un’arte. Non parliamo solo dei pittori o degli scultori, ma anche dei carpentieri, degli allevatori, dei muratori e dei contadini.

Renzo Bossi, detto “il Trota”, ha saputo dell’esistenza di una alternativa alla noiosa vita del politico di professione, ed ha subito colto la palla al balzo: ”Voglio continuare a studiare, trovarmi un lavoro e costruire il mio futuro”. Quale? ”Muratore o agricoltore, per stare un po’ all’aria aperta” (l’intervista completa su Vanity Fair).

In effetti un po’ di aria aperta farebbe ossigenare le sue meningi.

E, nonostante ”due anni vissuti con la cravatta sono troppi” e che Maroni ha fatto sapere che “nel futuro della Lega non c’e’ posto per Bossi jr,  che è il turno dei quarantenni con esperienza” (Ansa), il Trota una porticina comunque se la vuole lasciare aperta: “‘Fra dieci anni ne avrò 33 e più’ esperienza, si vedrà”.

Certo, metti caso che la vita del muratore fosse stancante, si potrebbe sempre tornare a scorazzare in Bmw pagata dal partito…

Buon divertimento!

Rosy Mauro non molla nonostante tutto. Puglia vs resto della Padania

Una figura di pugliese forte, un po’ “caciarona” ed approssimativa, la donna forte della Lega fino a 10 giorni fa. Rosy Mauro, la leghista del sud, attuale vicepresidente del Senato, sta inanellando inviti pressanti, voltafaccia ed insulti come non ne ricordavamo da tempo.

Nel marasma, il Trota Renzo sta passando quasi per una persona responsabile. La Mauro invece raffigura il male assoluto. E’ tanto vero che si vocifera che il partito stia per epurare sia la Mauro che Belsito, limitando alla sola sospensione la sanzione a Bossi jr.

Anche Maroni ieri sera si è detto dispiaciuto delle mancate dimissioni: e giù fischi della base. Se non ce l’avessero detto che era la serata dell’orgoglio padano, potevamo scambiarla per una terronata… ed invece eravamo nel bergamasco.

Si deve dimettere o no Rosy Mauro? E’ giusto che sia bullonata alla sedia visto che, secondo lei, non ha motivi per dimettersi?

Si nota un inquietante accanimento terapeutico/salvifico nel partito dei padani.

Buon divertimento!

link –> articolo sul Corriere

Maroni su dimissioni del Trota: “fatto primo atto di pulizia ma non basta”

Ed anche questa settimana del post Pasqua si apre con le dimissioni di un Bossi: il figlio del Senatur, il Trota Renzo si è dimesso stamattina da consigliere regionale lombardo, dolendosi del fatto di non aver colpa alcuna e vantandosi di aver dato l’esempio (!).

Impassibile, non indagato ma con accuse che gli piovono anche dall’interno della Lega, incastrato da dei video del suo autista/guardia del corpo, il figlio più famoso d’Italia è nel pieno della bufera. Tutti lo abbandonano, sembrerebbe per primo suo padre Umberto.

L’ex ministro dell’interno Maroni ha prontamente dichiarato: “primo atto delle pulizie di primavera ma non basta di certo. Adesso avanti tutta“. Si riferisce a Rosi Mauro per caso? Anche a lei molti chiedono il passo indietro.

Come se bastassero le dimissioni di questi personaggi…

Buon divertimento!

Maroni: “Più forti di prima, ora si riparte”. Sicuro?

Il momento peggiore della storia leghista, senza dubbio alcuno. Bossi si dimette e, con una enfasi quasi eccessiva, dichiara di anteporre il partito alla famiglia. E, con un tardivo mea culpa, ammette: “l’errore è mio, i figli in politica“.

Ora il triunvirato Calderoli-Maroni-Dal Lago. Ma l’ex ministro degli Interni del governo Berlusconi spera di surclassare tutti al prossimo congresso federale che deciderà il successore del Senatur. Il Giornale di oggi dà Maroni come “vincitore dimezzato”: forse la migliore descrizione di una figura ben vista soprattutto fuori dal partito. Roberto Maroni, infatti, era ed è quello che “l’aveva detto”. Ma ieri sera un primo segno palese di contestazione, appena fuori dalla sede di via Bellerio a Milano dove poco prima Bossi aveva dato le dimissioni. Alcuni sostenitori gli hanno dato del Giuda traditore. Se sono uno sparuto gruppo di nostalgici o, viceversa, una nutrita quota dei sostenitori lo si capirà solo con il passare del tempo e con il congresso previsto in autunno.

L’occhialuto leghista potrebbe essersi esposto troppo e l’odio interno potrebbe giocargli un brutto scherzo.

Buon divertimento!

link –> fotostoria sul Corriere

Dal partito al Senatur: “tuo figlio è un bugiardo”. E spunta una cartella “The Family”

I giorni della resa dei conti nella Lega Nord? Molti non vedevano l’ora di poter attaccare Bossi ed il suo “cerchio magico”, come è stato soprannominato il suo stretto entourage. Il caso Belsito sta dando il via a faide, accuse, regolamenti di conti prima impossibili.

Delle concitate ore di riunioni in via Bellerio si è scritto molto in questi giorni. Un aspetto, però, è particolarmente significativo: la distanza dal vecchio Senatur con l’operato del figlio, a detta di molti quantomeno sconveniente.

Oggi su Repubblica possiamo leggere (qui l’articolo completo):

Muto e incredulo, Umberto Bossi, davanti ai suoi colonnelli della Lega Nord che per la prima volta gli dicono che è tutto vero. Anche se lui – assicurano – non sapeva nulla.

Vere le contestazioni degli inquirenti sui soldi della Lega serviti per ristrutturare la casa di Gemonio o per comprare il macchinone a Renzo. Glielo dicono in via Bellerio, durante la drammatica riunione della segreteria politica […]. E hai voglia, il vecchio capo, a smentire e negare.

Come quando […] Bossi assicura che il Trota sta studiando Economia e che la laurea è vicina: “Mi ha fatto vedere il libretto”. Ma i suoi insistono, e quando un leghista di rango gli fa notare che non è così, all’Umberto sembra franare il terreno sotto i piedi.

E la stessa scena si ripete sulla storia della Bmw di Renzo: “Mi ha detto che la sta pagando in leasing”. Vero niente, è la replica, “al di là delle responsabilità personali tutte da accertare, le accuse dei pm sono fondate”. È a questo punto che Bossi si attacca al telefono, i tratti del volto quasi sfigurati dalla rabbia. Chiama Renzo, poi decide di mollare la riunione e di fiondarsi a Gemonio: dalla Manuela e dai figli, pesantemente lambiti dalle inchieste di tre Procure”.

E spunta in cassaforte una inquietante cartella con la scritta “The Family”, che si ipotizza contenga buona parte delle uscite ipotizzate illecite a favore dei Bossi.

Buon divertimento!

Renzo Bossi (lo statista) parlò: “soldi dalla Lega non ne ho mai presi”

Ed anche la Lega Nord sembra aver perso la sua verginità.

La vicenda del tesoriere Francesco Belsito (ma quanto sono divenuti di moda questi oscuri figuri?) sta gettando badilate di fango sul partito di via Bellerio. Potete leggere un ottimo suo profilo sul sito di Formiche, quindi non ci dilunghiamo sulla strana carriera fatta dal filiforme personaggio.

Quel che invece preme sottolineare sono le dichiarazioni dei Bossi. Sì, proprio al plurale, perchè come ben sappiamo, dobbiamo tenere sempre presente Umberto, ma anche il suo delfino e/o Trota Renzo.

Il primo ha dichiarato: “denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa” (qui sul Corriere). A Scajola fischiano le orecchie.

Il figlio, invece: “sono sereno, soldi dalla Lega non ne ho mai presi” come “anche la mia famiglia” (fonte Agi).

Meno male va, ora siamo tutti più tranquilli e convinti.

Buon divertimento!

Di Pietro candida il figlio. Il partito insorge

“Silvia, rimembri ancora…” quando i politici candidavano i figli? Succedeva qualche tempo fa al solito Senatur Umberto (ne parliamo spesso qui sul Teatrino, eh!?) in occasione della fortunata discesa in campo del Trota Renzo Bossi. Ma certamente è una pratica diffusa, che non smetterà certo oggi.

Dunque, per rinverdire la tradizione, anche il giustizialista, moralista, manettaro Antonino Di Pietro non vuol essere da meno ed ecco la candidatura come consigliere regionale del figlio Cristiano nel collegio di Termoli.

Il circolo Idv della città molisana non ha apprezzato per nulla, nonostante Antonio abbia assicurato che il suo pargolo debba prendere i voti come tutti se vuole diventare un consigliere.

1) Ma va? Pensavamo bastasse la sola imposizione delle mani.

2) Lungi dal difendere il Senatur, ma perchè ora Tonino dovrebbe essere moralmente migliore del padano Imperatore?

Buon divertimento!

P.s.: scusate per la foto, ma è pur sempre lunedì mattina ed il solo Di Pietro davvero poteva risultare indigesto.

link –> articolo dell’Ansa

Agosto è finito (grazie a Dio)

Il Teatrino, pigramente, riprende il suo andare. E parliamo del blog medesimo. Perchè, in questo agosto, il Teatrino della Politica italica non ha smesso un minuto di produrre grottesche azioni.

Sempre per la pigrizia di cui sopra, riassumiamo riprendendo qualche passaggio di quello che è apparso stamattina sul rinnovato Daw blog, (“Tutte le follie di un agosto… caldissimo”):

“Dalla politica allo sport, […] ecco una allegra carrellata di tutto ciò che ci siamo (felicemente) persi.

Come non cominciare dal cuore di Berlusconi che gronda sangue [per la manovra, n.d.a] […]. Manovra che fa storcere il naso a molti, compreso il Sindaco di Lorenzago di Cadore che, pur di non sparire, ha chiesto l’annessione al Vaticano. Più stravagante (se possibile) il piano del Presidente della provincia di Savona, il quale ha proposto l’annessione della Costa Azzurra a Cuneo assieme al ponente ligure. Mastella, più astuto, faceva sapere al Tg5 di voler lavorare intensamente alla creazione di una nuova regione, il Molisannio. Negli stessi giorni, Bossi dava dello stronzo a Casini, del nano veneziano rompicoglioni a Brunetta e definiva delinquenti i giornalisti. Tutto questo mentre il Presidente della Repubblica Napolitano finiva paparazzato sui giornali di gossip mentre si tuffava in acqua completamente vestito e circondato da guardie del corpo.

Qualche giorno fa, invece, Bossi cadeva dal letto e si rompeva il gomito. Putin, dopo aver pescato dal Mar Nero anfore antiche, si beccava una storta alla spalla giocando a judo. E Berlusconi? Lui dimagriva di ben 4 kg in 8 giorni bevendo solo tisane. Non poteva esimersi dal far sentire la sua voce neppure il baldo Scilipoti, che infatti ha deciso che la Montalcini non serve più a niente “visto che ha più di cent’anni”. E Bossi, rigorosamente in canottiera, sosteneva che Scilipoti è più utile della Montalcini.

Mondo della scuola: Renzo Trota si è iscritto all’Università. Insegnanti del CEPU arriveranno direttamente a casa sua per impartirgli le lezioni. Facoltà? Economia. Calderoli, intanto, dopo aver indossato t-shirt verde padania e bermuda di jeans, presentava un emendamento alla manovra (terza versione) per raddoppiare la supertassa (detta di solidarietà) ai calciatori. Motivo? “Fanno sciopero”. Intanto, forse per non sborsare il calderolum, il calciatore Samuel Eto’o ha lasciato l’Inter per andare a giocare in Daghestan, nell’Anzhi. Guadagnerà 20 milioni all’anno, ma spiega che ci è andato “non per soldi, bensì per il progetto sportivo”.

Infine, il progetto politico di Luca Cordero di Montezemolo […]: “una scoreggia dell’umanità”, l’ha definito il dentista-semplificatore Calderoli. E’ tutto? Certamente no, ma per pietà è meglio fermarsi qui…“.

Fermarsi qui? Ma abbiamo appena (ri)iniziato.

Buon divertimento!

link –> articolo su Daw blog

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