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Prodi “dimentica” la tessera Pd: verso l’abbandono del partito?

romano-prodi-16-05-2013Dopo lo scherzetto della non elezione a Presidente della Repubblica, Romano Prodi deve essere ancora furente con il suo partito.

Così oggi sul Corriere Francesco Alberti (qui):

«Le ho qui da tempo le tessere 2013 di Romano Prodi e della moglie Flavia. No, non è ancora venuto nessuno a ritirarle. Sento dire che il Professore starebbe meditando di non rinnovare l’iscrizione al Pd: condivido pienamente, dopo l’agguato che gli hanno tirato sul Quirinale…». Non è lo sfogo di un militante qualsiasi. E non è nemmeno uno sfogo. È il ragionamento, tra rabbia, amarezza e un insopportabile senso di impotenza, della coordinatrice del circolo dei Democratici dove è iscritta metà della famiglia Prodi (l’ex premier, la moglie Flavia, il figlio Giorgio).

Se, come è vero, Prodi ha recentemente dichiarato che “la spinta al suicidio di questo partito non ha limiti“, c’è da credere alle voci che prevedono un’inevitabile rottura. L’abbandono del Pd per Romano potrebbe essere imminente e, per molti versi, una vera liberazione.

E poi? Prodi tornerà a girovagare per l’Africa o vorrà testare nuovamente le sue capacità politiche, magari con altra formazione? Dubitiamo ne abbia la voglia, ma mai dire mai…

Buon divertimento!

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Enrico Letta, a 46 anni il terzo più giovane (quasi) premier di sempre. La lista per età degli altri presidenti della storia

enrico-letta-24-04-2013Ripreso dal Corriere della Sera, articolo di Matteo Cruccu.

Il terzo premier più giovane della Repubblica: da quando esiste, tale sarebbe lo status anagrafico di Enrico Letta, di suo già abituato a intascare record di precocità ( fu il più giovane ministro di sempre, alle politiche Comunitarie nel ’98 col governo d’Alema).

[…] Eccovi la lista completa dei presidenti del Consiglio (al primo incarico) dal più giovane al più anziano”.

1) Giovanni Goria 43 anni: 1987
2) Amintore Fanfani 45 anni: 1954
3) Enrico Letta (premier incaricato) 46 anni: 2013
4) Aldo Moro 47 anni: 1963
5) Bettino Craxi 49 anni e cinque mesi: 1983
6) Massimo D’Alema 49 anni e sei mesi: 1998
7) Emilio Colombo 50 anni: 1970
8) Francesco Cossiga 51 anni e 9 giorni: 1979
9) Giuseppe Pella 51 anni e tre mesi: 1953
10) Mario Scelba 52 anni: 1954
11) Giulio Andreotti 53 anni e un mese: 1972
12) Mariano Rumor 53 anni e cinque mesi: 1968
13) Giuliano Amato 54 anni e un mese: 1992
14) Giovanni Leone 54 anni e sette mesi: 1963
15) Arnaldo Forlani 54 anni e dieci mesi:198o
16) Giovanni Spadolini 56 anni e sette giorni: 1981
17) Romano Prodi 56 anni e nove mesi: 1996
18) Silvio Berlusconi 57 anni: 1994
19) Fernando Tambroni 58 anni: 1960
20) Ciriaco De Mita 60 anni: 1988
21) Lamberto Dini 63 anni: 1994
22) Antonio Segni 64 anni: 1955
23) Alcide De Gasperi 65 anni : 1946
24) Mario Monti 68 anni: 2011
25) Adone Zoli 69 anni: 1957
26) Carlo Azeglio Ciampi 72 anni: 1993

Il ricatto a Giorgio Napolitano: un nuovo livello d’abisso della politica

Giorgio-Napolitano-ricandidatura-20-04-2013Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica in scadenza di mandato, ha dato il suo assenso ad una propria ricandidatura.

In una situazione ingarbugliata come quella della elezione del nuovo Capo di Stato, i partiti stanno dando una prova di loro sempre più sconfortante e nauseabonda.

Stavolta è il Pd ad aprire nuovi scenari da horror.

Le ultime tappe: dopo aver bruciato i nomi di Franco Marini e di Romano Prodi, Bersani ha dichiarato di volersi dimettere. Completamente in preda al panico, sia Bersani che Berlusconi si sono appellati al Re Giorgio, un anziano signore di 88 anni che più volte si era detto stanco e voglioso di ritirarsi.

Invece Giorgio Napolitano ha detto sì, ha acconsentito a farsi rieleggere. Un ricatto puro fatto ad un uomo dalla statura così superiore rispetto a tutti gli altri che quasi ci si stupisce che esista.

Il gigante Napolitano forse verrà rieletto, forse questo aiuterà a risolvere lo stallo attuale. Ma qualsiasi cosa succeda, rieleggere Napolitano è la scelta sbagliata perchè forzata.

E pensare che i nomi non mancherebbero, ad iniziare dalla Cancellieri (ma il votare una donna al Quirinale no, eh?! Se ne era parlato ma poi nessuno ne ha saputo più nulla).

Un 90enne che controvoglia torna a fare il Presidente è una immagine più eloquente di mille parole, è lo specchio di un Paese che non riesce a ritrovarsi e che, con tutta la buona volontà delle generazioni nate negli anni ’80 e ’90, non risorgerà presto.

Buon divertimento (ma fino ad un certo punto).

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