Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Ingroia, l’uomo dai mille volti (e lavori)

Ingroia-in-Guatemala-09-04-2013E’ ufficiale, il “rivoluzionario fallito” Antonio Ingroia ha accettato l’incarico offerto dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta di presidente di Riscossione Sicilia Spa. Per conto dell’ente, l’ex pm sarà il supervisore dell’attività di riscossione delle tasse sul territorio dell’isola.

Ma ripercorriamo le funanbolie del nostro Tonino: da magistrato militante a presenzialista televisivo, da speaker d’occasione alle feste dell’Unità a novello paladino in Guatemala per conto dell’Onu. Si passa poi alla sua candidatura come leader del movimento Rivoluzione Civile, con un magro bottino di voti e successivo abbandono dell’idea.

Ora, visto che il furbo personaggio non ha mai dato dimissioni dalla magistratura, parandosi il… volto dietro questa possibilità, il CSM ha pensato bene di proporgli un bel posto ad Aosta, l’unico luogo dove alle politiche 2013 non si era candidato.

Magistralmente (appunto) Linkiesta riassume: “Da Palermo al Guatemala. Da Roma ad Aosta. L’ex procuratore aggiunto Antonio Ingroia non prende pace. Fai la valigia, disfa la valigia. Prepara le infradito per il Sudamerica, compra gli scarponi da neve per la Valle D’Aosta”.

E invece no, la Sicilia gli viene in soccorso e lo salva dal freddo del profondo Nord.

Ingroia, uomo senza vergogna, cadrà sempre in piedi, facendosi una bella risata alla faccia dei suoi votanti, dei suoi inquisiti e, da ora, dei siculi alle prese con le imposte.

Buon divertimento!

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Raffaele Lombardo candida il figlio. Il Trota ora è meno solo

La storia non si ripete mai. Siamo così sicuri? In politica sembra ripetersi sempre: l’ennesimo “figlio eccellente” candidato dal padre politico è sul piatto, stavolta si tratta di Toti Lombardo, figlio di Raffaele, zar di tutte le Sicilie.

Spenti da un paio di mesi i riflettori sul Trota, alias Renzo Bossi, in casa Lega Nord, più di un migliaio di km più a sud si pongono le basi per un’ascesa folgorante quanto spiegabilissima del figlio di un altro politico di spicco, appunto l’ex presidente dimissionario della regione Sicilia.

Come suole dirsi in questi casi, non c’è nulla di illegale, ma la questione dell’opportunità è palese come un faro nella notte.

Così Alfio Sciacca oggi sul Corriere:

«Liberi di crederci» ma anche la Sicilia avrà il suo «trota». Dopo l’apparente uscita di scena del governatore Raffaele Lombardo ora è il turno del figlio. Toti, studente universitario di 23 anni, scende in campo in vista delle prossime elezioni regionali con la lista dell’Mpa che sostiene il candidato presidente Gianfranco Micciché. Lo slogan che ha scelto è appunto «liberi di crederci».

Famiglia in politica – E così la saga dei Lombardo in politica continua. Alla scorsa tornata elettorale il governatore siciliano fece candidare il fratello Angelo contemporaneamente alle elezioni per la Camera dei Deputati e a quelle per la Regione Siciliana. E, manco a dirlo, con quel cognome pesante Lombardo, Angelo, venne eletto a Roma e Palermo, optando poi per il parlamento nazionale che a differenza di quello regionale concede come benefit anche l’immuinità. Non si sa mai!”

link –> articolo completo sul Corriere

Lombardo: prima delle dimissioni nomina due assessori

Raffaele Lombardo, un po’ il simbolo di come la politica italica si stia suicidando.

In questi ultimi anni alla guida della Regione Siciliana (questo il nome ufficiale) è riuscito a cambiare fronte politico e maggioranza più volte, rimanendo sempre in sella ed a peggiorare i conti già in rosso della regione.

Dopo pressioni che gli sono giunte da tutte le parti, anche da parte di SuperMario Monti, il governatore della Sicilia ieri ha rassegnato le proprie dimissioni. Ma, come si legge sul Corriere, non prima di aver sistemato una cosuccia: due belle nomine per due fedelissimi, precisamente Nicola Vernuccio alle autonomie locali e Mario Zappia come commissario straordinario dell’Asp di Siracusa.

E, tralasciando altre chicche, ha chiuso con una proposta di secessione dall’Italia: “Ma se continuano a dirci che siamo brutti, sporchi e cattivi, che abbiamo i conti in disordine, che spendiamo male, che siamo un peso, che ci stiamo a fare insieme in Italia? Tanto vale che ci si separi consensualmente”.

Siamo in dubbio se consigliare davvero di leggere tutto l’articolo del Corriere e vedere il video dell’ultimo discorso da governatore di Lombardo: potreste convincervi a non andare a votare per un paio di lustri.

Buon divertimento!

Il presidente da caccia

Ognuno ha le sue passioni.

A sinistra di solito amano giocare a boccie, ne parlavamo qualche giorno fa (qui).

A destra sono un tantinello più masculi. Specie in Sicilia. E ancor di più il presidentissimo Raffaele Lombardo: la sua collezione di fucili è arrivata a quaranta pezzi. Sono tutti funzionanti e ben tenuti, molti sono pezzi unici, da veri amatori.

La nota aggiuntiva è che questi sono in un armadio blindato direttamente a Palazzo d’Orleans, sede della regione. Secondo lui perchè lì “è più sicuro [che a casa sua]”. Oppure, un’altra ipotesi, è perchè lì possono essere usati con maggior profitto: dirimere le piccole scaramuccie politiche a colpi di moschetto e/o di AK-47 deve essere una discreta soddisfazione.

Buon divertimento!

link –> articolo su la Repubblica

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