Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Monti scende in campo con il Centr(in)o come quarto uomo?

mario-monti1-20-12-2012.jpg1Da risorsa della Repubblica a frontman della quarta forza politica? Mario Monti sembra aver preso la decisione di appoggiare apertamente il Centro ma tutti i sondaggi lo danno per sonoro perdente.

Sono ormai innumerevoli le voci, infatti, che giurano certa la strada della politica attiva per SuperMario. Nulla di esecrabile o da obiettare. Ma le prospettive elettorali sembrano essere piuttosto nefaste per il Prof. bocconiano.

Secondo gli analisti politici, alle prossime elezioni lo schieramento benedetto da Monti dovrebbe essere soltanto la quarta forza in campo dopo centro-sinistra, grillini e galassia-Berlusconi. Anche se Lorien Consulting, ad esempio, dà una percentuale di voti possibili stimata in massimo il 21%.

Un po’ poco per attuare l’agenda con un pacchetto di «riforme epocali». Magari abbastanza per complicare ancor di più il già fragile quadro politico-istituzionale.

Quale che sia il risultato elettorale, l’iter della discesa in campo sembra sia questo (dal Corriere di oggi):

“due step iniziali: prima la presentazione di un manifesto programmatico, intorno al quale raggruppare partiti, movimenti e personalità politiche che sostengono Mario Monti; successivamente sciogliere il nodo sulle modalità della discesa in campo: lista unica o federazione. La scelta di una lista unica, almeno secondo alcuni studi condivisi ieri mattina con Casini, potrebbe avere degli effetti virtuosi in termini di consenso, «sino al 10% in più dei voti che riscuoterebbero liste separate»”.

Buon divertimento (con il pallottoliere)!

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Lombardo: prima delle dimissioni nomina due assessori

Raffaele Lombardo, un po’ il simbolo di come la politica italica si stia suicidando.

In questi ultimi anni alla guida della Regione Siciliana (questo il nome ufficiale) è riuscito a cambiare fronte politico e maggioranza più volte, rimanendo sempre in sella ed a peggiorare i conti già in rosso della regione.

Dopo pressioni che gli sono giunte da tutte le parti, anche da parte di SuperMario Monti, il governatore della Sicilia ieri ha rassegnato le proprie dimissioni. Ma, come si legge sul Corriere, non prima di aver sistemato una cosuccia: due belle nomine per due fedelissimi, precisamente Nicola Vernuccio alle autonomie locali e Mario Zappia come commissario straordinario dell’Asp di Siracusa.

E, tralasciando altre chicche, ha chiuso con una proposta di secessione dall’Italia: “Ma se continuano a dirci che siamo brutti, sporchi e cattivi, che abbiamo i conti in disordine, che spendiamo male, che siamo un peso, che ci stiamo a fare insieme in Italia? Tanto vale che ci si separi consensualmente”.

Siamo in dubbio se consigliare davvero di leggere tutto l’articolo del Corriere e vedere il video dell’ultimo discorso da governatore di Lombardo: potreste convincervi a non andare a votare per un paio di lustri.

Buon divertimento!

L’Europa da rifare, tra Grecia che affonda e Francia che cambia

Se stiamo alla reazione delle piazze borsistiche di questa mattina, l’Europa è alla canna del gas.

Grecia: il partito di centro-destra Nuova Democrazia (19,2% dei voti) ed i socialisti del Pasok (crollati al 13,19%) insieme non raggiungeranno che 149 su 300 seggi e sono gli unici ad essere a favore del (sanguinoso) salvataggio dell’UE. Un incubo, visto che per governare bisogna scegliere una terza forza tra la sinistra estrema di Syriza (16,7%) ed i neonazisti Greci indipendenti (a ben il 10,6%), entrambi a sfavore del prestito europeo.

Un rebus politico subito sottolineato con un bel -7,6% in borsa della prima ora di contrattazione.

Francia: come noto Hollande ha battuto Sarkozy con il 52% delle preferenze. Questo per molti, compreso il nostro premier SuperMario Monti, potrebbe essere una buona notizia, viste anche le prime dichiarazioni: “l’austerità non può essere l’unica opzione, bisogna puntare alla crescita. Ed è quello che faremo insieme ai nostri partner europei a cominciare dalla Germania”. O contro la Germania?

L’incertezza regna sovrana e l’Italia sembra sempre più alle prese con un combattimento contro i mulini a vento.

Buon divertimento!

Finalmente ad Ostia una bella pista da sci (sul mare)…

“Cresci Italia!”: nomignolo di uno dei provvedimenti di SuperMario Monti, invito, esortazione, quasi un ordine.

La giunta di Roma, specificamente il consiglio del XIII  Municipio, ha preso la cosa talmente sul serio da provare a gettare il cuore oltre l’ostacolo, inserendo nel bilancio 2012 un milione e mezzo di euro per una bella pista da sci. Ad Ostia. Pochi metri dal lungomare.

Dubai e dintorni insegnano che nulla è impossibile. Allora, si sono chiesti gli amministratori (di marca Pdl, giusto per informazione), perchè non replicare il miracolo della neve a 40° all’ombra?

Le polemiche sono montate subito, come era ovvio, con il Pd che si straccia le vesti. Forse forse i consiglieri d’opposizione non sanno sciare? Plebei.

Lo sviluppo deve andare avanti, una bella colata di cemento coprirà l’assurda sabbia, cannoni. Schiere di tamarri scenderanno in slalom in maglietta “d’a Maggica”…

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

La prima biografia di SuperMario Monti: è un e-book interattivo gratuito

Mario Monti è certamente uno dei personaggi di cui più si discute in Europa da mesi a questa parte. Comunque la si pensi, sta divenendo una icona pop sui generis, un “aristocratico” che però piace al popolo, un professore che bacchetta, impone sacrifici e dice no ma che riscontra delle percentuali di gradimento molto alte.

E così, come per ogni figura pubblica sotto i riflettori, il circo mediatico attiva la sua grancassa. Dopo centinaia di articoli ed editoriali, è di queste ore la prima biografia del presidente del Consiglio, la trovate qui. In realtà è un interessante e-book multimediale gratuito, dal titolo “Monti. Per la risalita” ed edito da Editori Internazionali Riuniti, a firma di Nicola Capodanno.

“Chi è l’uomo che salverà l’Italia dal fallimento” è la frase ad effetto che accompagna la descrizione di quel che troveremo all’interno. Una panoramica dal Monti versione “dolce vita” a bordo di una Lancia Fulvia, al SuperMario presidente che tutto può e tutto sa. In stringate 36-37 pagine. E’ proprio un periodo di sobrietà!

Buon divertimento!

Olimpiade 2020 a Roma: verso il no di Monti

Per Alemanno e per Roma è un periodo nero. Dopo la paralisi della metropoli per le nevicate di una decina di giorni fa, il sindaco capitolino si trova a dover gestire un’altra brutta situazione: i tanti sognati Giochi Olimpici, previsti nel 2020, potrebbero essere affossati del tutto dal gran rifiuto di Mario Monti.

Sarebbero necessari 4,7 miliardi in bianco da parte governativa. E poi, sapendo come vanno le cose a queste latitudini, il costo potrebbe lievitare. Una scelta saggia? Un investimento? Il caso greco direbbe il contrario.

Queste probabilmente le motivazioni del silenzio di SuperMario. Strattonato per la giacchetta un po’ da tutti, da amministratori a personaggi illustri dello sport come Valentino Rossi, il premier sarebbe indirizzato verso il parere  negativo alla concessione della garanzia economica.

I partiti, salvo la Lega, sono cautamente per il sì all’evento planetario. Ma, da quel che si apprende sottotraccia, non avrebbero troppa difficoltà a digerire un rifiuto (insomma, politica del “ma anche”, che chiaramente illustra lo sbandamento di quelli che una volta erano le gambe della democrazia).

Insomma, sebbene lo spalatore Gianni sia fiducioso, sembra proprio che le sue speranze di vittoria (“vincere… e vinceremo!”) siano destinate ad infrangersi. E meno male (ma questo è un parere sfuggito al Tdp, non prendetelo in considerazione).

Buon divertimento!

link –> notizia sul Corriere

Letterina a nonno Mario Monti. Un po’ di omissione del dissenso?

Visto l’alto numero di lettere ricevuto dal premier Monti, sul sito del Governo Italiano è stato aperto uno spazio di “Dialogo con il cittadino”. Ognuno può scrivere all’amato “uomo europeo dell’anno” ed esprimere il suo apprezzamento, la sua critica, la sua proposta. Trovate questo spazio qui.

In due mesi “sono giunte al sito del governo circa 2 mila mail rivolte al Presidente del Consiglio. Più della metà dei cittadini (56%) scrive al presidente Monti per esprimere un sentimento di “gratitudine e fiducia”” (c’è anche la strappalacrime Lisa, bimba che scrive Ho visto il nonno Mario, quello che dice le cose giuste per il futuro…”); mail a cui il nostro SuperMario “sta rispondendo personalmente ringraziandoli per il sostegno dato al governo”.

Insomma tutto bene si direbbe. Peccato che di estratti di mail di critiche, che pure siamo convinti ci siano ad iosa, sul sito non vi sia traccia. Forse il rinnovato spirito unitario dei tempi di crisi consiglia un’omissione del dissenso?

Qui di seguito la torta statistica degli argomenti delle mail ricevute.

L’8% di critica è davvero un risultato egregio. Ma forse calcolato un po’ “elasticamente” diciamo: le mail inerenti i costi della politica, cioè le richieste dei tagli, nonchè le richieste di un intervento di tipo patrimoniale, non avranno almeno in parte una quota di critica.

Insomma, encomiabile iniziativa, ma a tratti un poco fumosa.

Buon divertimento!

link –> argomento presente oggi anche sul Corriere

Salta (come previsto) il taglio degli stipendi dei parlamentari. Errore di Monti o fumo negli occhi?

Dopo aver assistito alla gara per “il-parlamentare-che-si-lamenta-di-più” (qui le esternazioni degli on. Mussolini, Stiffoni, dell’ex pres. del Consiglio Amato. Ci fermiamo qui…) per ora il taglio degli stipendi è stato accantonato.

Riprendiamo da Daw-blog:

“Era ovvio, non poteva che finire così. Da giorni, ormai, l’intera casta, senza distinzione di colore, si era scatenata contro i tagli dei loro stipendi e privilegi. Ma diciamo la verità: è stato tutto un gioco delle parti. Ci hanno preso in giro, niente di più e niente di meno.

Perchè? Semplice. I tagli agli stipendi non erano e non sono di competenza del governo (come stabilito in manovra), ma del Parlamento. Possibile che Monti, un intero governo e pure il Quirinale non lo sapessero? No, non è possibile.

Ma per giorni hanno offerto al Paese questo inutile teatrino. Il motivo? Semplicissimo: evitare di parlare del resto dei provvedimenti della manovra. Delle lacrime (quelle vere) e del sangue. Oggi il gioco è finito, all’ultimo minuto utile il governo si è ricordato di cambiare quella norma. Nessun taglio ai parlamentari. La casta è salva. Noi un po’ meno. Come prima, più di prima.”

Campa cavallo…

Buon divertimento!

link –> post di Daw-blog

I tagli alla Casta politica? Ancora aspettiamo. Ecco dove farli

In un venerdì di palazzi della politica romana deserti, si discute ancora sulle misure che il governo Monti (come primo atto di una serie, c’è da esserne certi) ha in mente di varare. Tralasciando la bagarre su pensioni, Ici/Imu ed altre bazzecole simili, vogliamo un attimo riportare il focus sui tagli.

Se è pur vero che la democrazia ha un costo, e che ognuno ne paga volentieri la sua parte ove questa sia una (almeno parziale) assicurazione di libertà, è altrettanto palese che di spese da ridurre ce ne sono a iosa.

Per riprendere un passaggio dell’articolo di un paio di giorni fa di Rizzo e Stella – il duo di specialisti anti-casta, anche al limite della noia a volte -, possiamo leggere:

“Secondo l’istituto Bruno Leoni per mantenere il Parlamento ogni cittadino italiano spende 26,33 euro, contro 13,60 di un francese, 10,19 di un britannico, 5,10 di un americano. […] A Montecitorio e Palazzo Madama c’è un tesoretto accumulato fra avanzi di amministrazione e fondi «di solidarietà» che si aggira sui 700 milioni di euro. Con la crisi che c’è, rompano quel loro «salvadanaio».

La presidenza del Consiglio è arrivata a occupare 20 sedi in un progressivo gigantismo che ha ridicolizzato le promesse di asciugare l’apparato che oggi occupa circa 4.600 persone: più del triplo del Cabinet office, la corrispondente struttura del Regno Unito. Per farlo, però, è fondamentale una norma che riporti la presidenza del Consiglio sotto la Ragioneria generale dello Stato, com’era fino al 1999 (senza rischi né umiliazioni per la democrazia…) prima che D’Alema rivendicasse l’autonomia finanziaria.” (Evviva D’Alema. Ma una cosa buona l’ha fatta nella vita?)

Ogni tanto ci piace ricordare che, qualora si volesse, si potrebbe. Ma si vuole?

Buon divertimento!

link –> articolo di Rizzo e Stella sul Corriere

Sacrifici da lacrime (del ministro Fornero) e parlamento padano (volutamente senza maiuscole)

La manovra si disvelò. Monti, in una conferenza di una sobrietà che rasenta l’orrore – nessuna battuta sconcia, pochi sorrisi – presenta le misure che dovrebbero servire a salvare baracca e burattini (sicuramente salvi i protagonisti di questo spazio, gli “spettacolari burattini parlanti”, visto che di tagli seri alla politica non se ne vedono molti). Nello specifico vi rimandiamo alla esplicativa grafica del Corriere, che trovate qui.

Noi ci occupiamo di fuffa, per le cose serie ci sono altri.

Ad esempio, vogliamo parlare della riapertura del parlamento padano (non sprecherò le maiuscole)? Non vorremmo farlo, ma suvvia, un piccolo sforzo. Bossi ha dichiarato che “La padania vincerà“. E Calderoli, nominato presidente dell’assemblea, ha tenuto a specificare che Maroni farà il culo a Monti e che i giornalisti sono “stronzi che parlano“. Approfondimento nell’articolo del Messaggero.

Per tornare un attimo al governo, secondo voi le lacrime del ministro Fornero sono un segno di ciò che ci aspetta? Gustatevi il video, qui, in tutto il suo raccapriccio.

E se abbiamo visto le lacrime, per il sangue siamo ancora in tempo.

Buon divertimento!

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