Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Marino: “Se la Roma vince lo scudetto mi spoglio”

ferilli_roma-30-10-2013Il sindaco Ignazio Marino in cerca di popolarità? Questo vien da pensare dopo l’uscita dell’ex chirurgo al programma Supermax su Radio 2: “Se la Roma vince lo scudetto mi spoglio“.

Tra gente che già prega che a questo punto la Roma calcio fallisca prima della fine della stagione e la buona Ferilli nazionale che già ha rispolverato il costumino color carne per non sfigurare (per chi non se lo ricordasse, vedasi foto), cotanta dichiarazione politica pone Marino di fronte all’obbligo morale di farsi un lifting di qui a pochi mesi.

Voi avreste piacere,  a questo punto, che a vincere sia la squadra della Capitale?

Buon divertimento!

Accade a Roma: politico eletto in due liste (avversarie)

Questa chicca, scritta da Aldo Cazzullo oggi sul Corriere, merita di essere segnalata…

francesco_de_salazar-04-06-2013

“Il politico eletto contemporaneamente in due partiti diversi non l’aveva previsto nessuno, va oltre la fantasia di Pirandello, ridicolizza il teatro dell’assurdo, travalica le peggiori invettive di Grillo. Eppure è successo davvero. Due poltrone per uno. La vita supera l’arte, la politica si fa beffe dell’antipolitica.

Francesco De Salazar ha avuto un colpo di genio mai venuto in mente neppure al quasi omonimo dittatore del Portogallo, autocrate ma poco attento al culto della personalità. Si è candidato in due liste: con Fratelli d’Italia, per Alemanno; e con la lista Marchini, per Marchini. Al II Municipio (Parioli-Nomentano), e al XII (Monteverde-Portuense). Con un notevole exploit, è stato eletto in entrambi i consigli. L’hanno votato sia i sostenitori del sindaco di destra, sia gli elettori di «Arfio», rampollo di una storica famiglia della sinistra romana. Ma in campagna elettorale come avrà fatto? Il mattino era a Villa Borghese con i volantini di Alemanno e la sera dall’altra parte della città a Villa Pamphili con quelli di Marchini? Al ballottaggio voterà il sindaco uscente o seguirà le indicazioni di «Arfio», che si è pronunciato per la discontinuità, quindi per Marino? E di quale municipio sarà consigliere?

Intervistato da Francesco Di Frischia sulla cronaca romana del Corriere, De Salazar, che deve essere anche un tipo simpatico oltre che ingegnoso, ha sdrammatizzato: «È stata una leggerezza. Prima ho avuto contatti con la lista di Marchini, poi molti cittadini del II Municipio mi hanno chiesto di candidarmi con Fratelli d’Italia… Ho fatto la campagna solo lì, e solo lì siederò. Ho scoperto della doppia candidatura quand’era troppo tardi. Io ho sbagliato, ma c’è un vuoto normativo evidente…». È quindi una storia esemplare di come funziona la politica, non solo a Roma: regole astruse che consentono un simile pasticcio, controllori disattenti, elettori tratti in inganno, eletti bulimici, si spera soltanto di voti. E comunque De Salazar (che a 33 anni è riuscito già a cambiare quattro partiti: An, La Destra, adesso contemporaneamente Fratelli d’Italia e lista Marchini) spalanca orizzonti finora imprevedibili: tifare al derby sia Roma sia Lazio (quando si candidò al Campidoglio per il Ppi, il prefetto Caruso si disse in effetti tifoso di entrambe le squadre), sedere sia sulla panchina del Milan che su quella della Roma (Allegri ci è andato vicino), vivere insomma molte vite insieme: una sola vita, e una sola poltrona, è troppo poco”.

Buon divertimento!

Grillo denuncia: Franceschini sponsorizza via sms la sua compagna alle elezioni di Roma

michela_de_biase_grillo_franceschini-23-05-2013Conflitto di interessi? Semplice pubblicità elettorale? Quel che Dario Franceschini, ex segretario del Pd, ex capogruppo alla Camera del Pd, attuale ministro per i Rapporti con il Parlamento, sta facendo in queste ore ha creato un certo dibattito: invia sms nel quale invita l’elettore romano a votare per la candidata Pd alle comunali di Roma Michela Di Biase. Che è anche la sua compagna.

La bella ragazzotta, classe 1980 (22 anni più giovane del barbuto Dario), che “Ama tutte le cose che stanno ai margini” (forse si riferisce proprio a Franceschini?), e lavora in un’azienda pubblica, sta ricevendo attenzione mediatica proprio per questa vicenda. Lei giudica l’accaduto normale: “Non c’è nulla da commentare. Sono elezioni difficili e devo prendere preferenze quindi non capisco cosa ci sia di strano”. Forse che non tutti hanno il vicesegretario del partito come sponsor?

A dar risalto agli sms è stato Beppe Grillo sul suo blog. Il post, dal titolo “Il compagno Franceschini e la sua compagna”, lo trovate qui.

Ecco l’sms: “Caro Xxx, se voti a Roma posso proporti di dare la preferenza a Michela Di Biase, la mia compagna, che si candida in consiglio comunale? Dario“.

Giudicate voi sull’opportunità di tale gesto…

Buon divertimento!

link–> articolo sul Corriere

E’ morto Giulio Andreotti: tenetevi stretti eventuali cimeli!

vignetta-andreotti-06-05-2013La notizia farà epoca: oggi 6 maggio 2013 è scomparso Giulio Andreotti, 94 anni.

La lista dei suoi incarichi è lunga come quella delle doglianze degli elettori 5 Stelle per la “questione diaria“: presidente del Consiglio per 7 volte, senatore a vita, 8 volte ministro della Difesa, 5 volte ministro degli Esteri, 3 volte ministro delle Partecipazioni statali, 2 volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell’Industria, una volta ministro del Tesoro, ministro dell’Interno (il più giovane della storia repubblicana), ministro dei Beni culturali e ministro delle Politiche comunitarie.

Sicuramente avranno un’impennata:

1) il prezzo dei cimeli, annessi e connessi della figura di G;

2) i soggetti che lo lapideranno senza conoscerne nulla di più che quello che il film Il Divo non abbia narrato;

3) i politici che vorranno fare a gara ad assomigliargli. Senza riuscirci neanche da lontanissimo.

Un pezzo di Storia italica scompare, nel bene e nel male.

Buon divertimento!

Sara Tommasi: “Gli attentati di Boston? Inventati dagli americani per il petrolio”

La grande economista Sara Tommasi torna a colpire. Tralasciando il suo secondo video porno, dato alla luce in questi giorni, quel che ci riempie di gaudio è che la nostra continui a dichiarare, ad esternare.

Stavolta la sua attenta analisi, giunta via Twitter, è rivolta agli attentanti alla maratona di Boston, nei quali due ordigni hanno provocato tre vittime. La Tommasi, senza che come al solito nessuno ne sentisse il bisogno, ha dichiarato quanto segue: “Attentato agli americani fatto dagli americani per avere la scusante per dichiarare guerra e pigliarsi il petrolio“.

sara-tommasi-twitter-17-04-2013

Il bello di tutto ciò è che nel messaggio viene incluso anche Barack Obama. Immaginiamo il presidente “abbronzato” (cit. Silvio Berlusconi) mentre, assolutamente rapito, prova a rispondere (in italiano) a Sara, scusandosi per l’accaduto: “Cara Sara, non ci faremo mai più un auto-attentato, perdonaci per aver  offeso la tua sensibilità con pezzi di spettatori sparsi qua e là per Boston”. (Sì, Barack Obama può scrivere messaggi più lunghi di 140 caratteri su Twitter).

Per insulti vari ed eventuali, il profilo di Sara è @JustSaraTommasi

Casaleggio, il fake a 5 Stelle che spopola su Twitter

casalegglo-casaleggio-27-03-2013

Ricordate la nevicata del 3 febbraio 2012 a Roma? Oltre ai disagi di quei giorni e le pesanti critiche piovute da tutte le parti sul sindaco Alemanno, è rimasto nella memoria storica di Twitter il finto profilo che un buontempone aveva creato spacciandosi proprio per il primo cittadino di marca: “@AIemanno”, con un arguto quanto invisibile scambio della seconda lettera, dalla “L” alla “I”.

Ci risiamo, verrebbe da dire: da tre giorni impazza un altro fake d’eccellenza, il falso profilo dell’ideologo del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio. L’espediente utilizzato per ingannare (almeno inizialmente) gli utenti è simile a quello messo in atto per Alemanno, con la sostituzione stavolta della “i” finale del cognome con una “L”. @casaleggLo, rispetto all’originale @casaleggio, dello Studio Casaleggio Associati.

A completare il quadretto un inquietante sfondo ripreso a piè pari dal film Apocalypse Now e, come foto del profilo, un fotomontaggio di Dart Fener di Guerre Stellari con il volto del riccioluto Gianroberto.In queste poche giorni i follower sono già oltre quota 13mila, contro i soli 8 following, mentre i tweet si susseguono ad un ritmo di due o tre ogni ora.
Esilaranti quanto incredibili proposte, alcune delle quali quasi scambiabili per perle di futuro dell’originale Casaleggio, vengono date in pasto a famelici follower che non si lasciano sfuggire l’occasione per un bel retweet.

Tra i cinguettii più riusciti:

No a spese per F35. Al limite noleggio”, 102 retweet e 28 volte tra i preferiti.
Inutile mandato esplorativo. Subito elezioni. Se pareggio, subito tempi supplementari. Poi eventualmente rigore”, 84 citazioni e 20 preferiti.
Maiale non si butta via niente. Mettere fuori legge altri animali e risolvere emergenza rifiuti”, 138 retweet e 27 preferiti.
Aumentare produttività sostenibile. Referendum per rallentare rotazione terrestre”, 110 citazioni e 20 preferiti.

Questo piccolo caso su Twitter – c’è da giurarci che sia solo all’inizio – porterà ad esporsi il visionario guru Casaleggio? Ci sarà una reazione sdegnata con tanto di minaccia legale come avvenne per il sindaco di Roma? Con ogni probabilità no, Gianroberto ha mente troppo superiore per abbassarsi a commentare i terreni, per quanto digitali, dileggi. Viceversa noi, comuni mortali, allieteremo i giorni a venire tra citazioni, risate e, per chi vorrà, levate di scudi in difesa del pensatore a 5 Stelle.

Buon divertimento!

Oscar Giannino lascia Fermare il Declino. Ecco chi lo sostituirà alla presidenza

Oscar-Giannino-Twitter-lascia-20-02-2013Il TDP, con sommo rammarico, ha preso un granchio: Oscar Giannino si è dimesso da presidente di Fermare il Declino. Avevamo affermato solo 24 ore fa che sembrava una vicenda dal sapore elettoralistico destinata a rientrare, ed invece…

Giannino lo ha comunicato sul suo account Twitter @OGiannino con queste parole: “Dimissioni irrevocabili da presidente. Le mie sono state balle inoffensive ma gravi”. Specificando poi: “E’ una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e soldi pubblici, io comincio dal privato. Ora giu’ a pestare dx, sx e centro!”.

Ora la presidenza sarà ricoperta da Silvia Enrico. Formiche così tratteggia la figura di questa giovane, sconosciuta avvocato: ” Silvia Enrico (Albenga, 1976): laurea in giurisprudenza università degli studi di Genova, avvocato. “Ho iniziato la mia esperienza professionale a Milano nello studio del prof. Francesco Galgano e dopo un periodo in uno studio internazionale, ho fondato sempre a Milano nel 2009 lo studio legale 4legal. Ambito di specializzazione diritto societario e commerciale”, si legge in un curriculum per il sito del movimento liberista fondato da Giannino, Luigi Zingales, Michele Boldrin, Andrea Moro e Carlo Stagnaro.”

Che ne sarà del movimento Fermare il Declino? Sebbene sul piano formale nulla cambia, la sostanza probabile sarà una emorragia di voti in uscita. A favore di Monti, Berlusconi o altri lo sapremo solo lunedì sera.

Buon divertimento!

Pdl, pietra tombale sulle primarie (Angelino si piegò ancora a Silvio)

Berlusconi morto (politicamente)?

Quale buona novella odierna dal Pdl? Ma certamente l’ennesimo ripensamento!

Fresca la notizia che le primarie del Pdl, non volute, osteggiate, fintamente idolatrate ma tanto temute, non ci saranno. Si attendeva l’annuncio di un Berlusconi pronto a ridiscendere in campo con una forza (Italia?) politica nuova, ci ritroviamo l’ennesimo cibo indigesto agli elettori di centro-destra.

Mentre sul sito del Pdl ancora campeggia il rimando alla sezione “Primarie”, con tanto di regolamento, modulistica ed invito a promuovere delle consultazioni che non avverranno mai.

Delusione? Sollievo? Secondo il TDP noncuranza e rassegnazione. Questo partito, questi leader, sono completamente allo sbando. Sanno di perdere e questo è scontato. Ma, in politica come nella vita, bisogna accettare i periodi bui, preparandosi per il futuro.

Il futuro in casa Pdl sembra continuare a chiamarsi all’infinito Silvio Berlusconi. Più di un anno fa ironizzavamo sull’età dei due baldi Silvio e Pierluigi Bersani, sottolineando come il primo avesse passato i 75 anni. A distanza di così tanti mesi, l’unica novità è che Silvio ha passato i 76 anni. Null’altro da segnalare sul fronte Pdl.

Buon divertimento!

“Vai a lavorare, cogl…e”, hackerato il sito di Sgarbi

Il sito personale di Vittorio Sgarbi, l’ipertricotico (invidia) politico (meno invidia) ed esperto d’arte, ha subito un attacco da parte di Anonymus; riprendiamo dal Corriere:

“Un semplice messaggio. «Vai a lavorare c…e». Il destinatario è Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi. Il mittente, gli hacktivist di Anonymous che hanno “defacciato” (modificato) il suo sito sostituendo la pagina dedicata alle sue fatiche letterarie con un messaggio inequivocabile. Non è la prima volta che Sgarbi viene preso di mira dagli hacker: in marzo l’indirizzo web del critico d’arte era stato reso inaccessibile con la pubblicazione di un comunicato di rivendicazione e una citazione di Paolo Borsellino, magistrato ucciso dalla mafia. In calce a tale comunicato comparso sul sito di Vittorio Sgarbi, era stato inoltre caricato un video relativo a un estratto di un discorso di Borsellino” (qui l’articolo).

Al momento il sito è irraggiungibile. E non se ne sente la mancanza.

Buon divertimento!

Dopo Berlusconi, anche Bossi vuol tornare?

Del ritorno di Berlusconi se n’è parlato ampiamente, anche qui sul TDP.

Di oggi, invece, la notizia della dichiarazione piccate e sinistre di Umberto Bossi, ex leader della Lega spodestato da Roberto Maroni in seguito agli arcinoti scandali interni. Le parole del Senatur, rivolte proprio a Maroni, suonano così (riprendiamo dal Corriere di oggi):

“«Non rispondo, ma il capo sono io». Così Umberto Bossi, conversando in Transatlantico risponde a chi gli chiede un commento alle parole di Maroni: «Ci sono tanti cani piccoli – aggiunge – che abbaiano molto ma non fanno paura». Il nuovo segretario federale della Lega aveva detto in un’intervista a Sette: «La presidenza di Bossi è un ruolo affettivo. Non ha nessun potere. È il riconoscimento concesso alla sua storia personale». Parole che non devono essere piaciute al senatur. Ormai nella Lega Nord si parla da separati in casa: Roberto Maroni da una parte, Umberto Bossi dall’altra. E l’intervista al magazine del Corriere è forse l’atto ufficiale con cui l’eterno delfino del Carroccio ha messo alla porta il padre storico del movimento padano, riaffermando la propria leadership. «Non ho niente da dire – aggiunge commentando l’ultima uscita del suo predecessore -. Il congresso ha preso delle decisioni e per me la questione è chiusa»”.

“Il capo sono io” non suona proprio come un ritiro ai giardinetti. E sta a vedere che alle elezioni 2013 si riproporranno Bossi, Berlusconi, Prodi…

Buon divertimento (con i soliti noti)!

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