Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Oscar Giannino pronto al ritiro per falso diploma alla Chicago Booth School of Business

Oscar-Giannino-19-02-2013Oscar Giannino “pronto al passo indietro”: questo il fulmine a ciel (non troppo) sereno in questi ultimi giorni prima delle consultazioni elettorali.

La vicenda che vede coinvolto il leader di Fermare il Declino è, per certi versi, di disarmante stupidità: accusato dal professor Luigi Zingales di dichiarare il falso in merito al “diploma in Corporate Finance e Public Finance” presso la prestigiosa Booth School of Business di Chicago, Giannino si è rimesso nelle mani della direzione nazionale del Movimento, accettando anche un verdetto che ne comporti la sua estromissione.

Il barbuto leader ha dichiarato: “La cosa che mi fa stare peggio è la sofferenza e l’amarezza che ho provocato nella comunità dei nostri sostenitori. Se la mia credibilità totale offusca quella di Fare, la mia credibilità si separa da Fare. Sono disposto a sparire nel nulla“.

Ora, a patto che questa evenienza difficilmente si verificherà – qui, ad esempio, il sito di Formiche fa notare come tutta o quasi la dirigenza sia con Oscar -, il fatto sembrerebbe troppo marginale per scatenare tale putiferio.

Allora le illazioni si sommano ai fatti: c’è chi accusa il prof. Zingales di voler abbandonare una nave alla deriva. I sondaggi più pessimistici, infatti, non danno molte chance di accesso in Parlamento per il gruppo di turbo liberisti.

Opportunismo o estrema coerenza, questo è l’ennesimo Teatrino che ci saremmo risparmiati da un gruppo, invece, che ben aveva predicato sino ad ora; basarsi su fatti e proposte economiche piuttosto credibili poteva essere una chiave per una buona affermazione.

A questo punto nulla è dato sapere sul futuro di Fermare il Declino (ma magari è solo una mossa per far parlare di loro… geni!).

Buon divertimento!

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Berlusconi e la morte (lenta e senza dignità) del Pdl

Berlusconi: “adesso si cambia tutto”. Adesso? Tempestivo!

Il caso Polverini è stato l’ennesimo, indegno teatrino condito da fiumi di milioni di euro “investiti” a favore della ristorazione romana (ostriche ed affini) e degli immobiliaristi laziali (ville, case vista Colosseo e simili). Un modo un po’ particolare per ridare slancio ad alcuni settori economici…

Il Tdp ha evitato di trattare il caso Fiorito semplicemente perchè ogni cosa era già stata detta e l’immaginazione fervida di chi scrive era di gran lunga surclassata dalla realtà dei fatti capitolini.

Ma, allargando lo sguardo a quello che fu un partito in grado di raccogliere voti come pochi altri nella storia repubblicana, escludendo la Dc, risulta patetico come si riesca a far morire un progetto che (in linea teorica e 15-20 anni fa) aveva la sua ragion d’essere in una moderna democrazia europea.

Poi ci sono state le legislature, il non fatto, il fatto male, il ladrocinio. Come se Mani Pulite non avesse insegnato nulla (ha insegnato a rubare meglio e con metodi più odiosi).

Oggi nel Pdl la guida del segretario Angelino Alfano, se mai ha avuto una parvenza di forza, è meno di nulla. Silvio continua ad imperare ma, a differenza del passato, è appannato ed ondivago. Ed ostina a volersi candidare.

Si è sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare, ci si ostina a negare l’evidenza, a non fare le primarie (anche per finta, ma aiuterebbero l’immagine del Pdl), a mostrarsi stupiti ed a cercare un modo, qualsiasi modo, per non soccombere.

Signori del Pdl, ci sono dei momenti in cui è meglio cospargersi il capo di cenere, chiedere scusa (e tirare fuori quanto sottratto) e tornare a casa. Così facendo alle prossime elezioni comunque si prenderà il 10%, ma almeno lo si farà con dignità e con un minimo di speranza di ripartire, tra anni e con facce nuove (nomi come Alessandro Cattaneo potrebbero essere dei buoni punti di partenza).

In ogni caso, per ora, state morendo, lentamente e, soprattutto, senza dignità. Risparmiatecelo, staccate la spina prima, con veemenza.

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere con le dichiarazioni di Berlusconi

Tdp e la nascita di i-think, nuova palestra di idee di Ignazio Marino

Va molto di moda parlare di think tank ultimamente. Meno ci sono idee valide in giro e più si creano “pensatoi”.

Oggi è la volta di  i-think: questo il nome del nuovo incubatore di pensiero nato su impulso di Ignazio Marino. La presentazione avverrà lunedì 9 alle ore 11.00 all’hotel Fortyseven a Roma. Il Teatrino della Politica sarà presente e vi ragguaglierà in diretta di cosa si discuterà ma soprattutto del come lo si farà.

La nostra è una sana curiosità, infatti: siamo stanchi di inutili accozzaglie di finti intellettuali che “ne parlano su” senza dare soluzioni. Lo sappiamo come siam messi e quanto è grave la situazione. La classe dirigente, think tank compresi, deve proporre soluzioni o farsi da parte, una terza via non è concessa.

A guardare il neonato portale, i-think-italia.it, sembra ci siano spunti interessanti. Come da tradizione del senatore, la bilancia è un po’ spostata su sanità e ricerca; del resto sono campi in cui Marino sguazza da una vita (i suoi trascorsi come medico emergono ad da ogni suo discorso pubblico).

Di seguito le coordinate per intercettare i “flussi mentali” di questo nuovo soggetto:

Twitter –> @ithinkitalia
Facebook –> i-think italia
Youtube –> canale i-think

Lunedì inizieremo a scoprire il valore del progetto i-think. Stay tuned!

Buon divertimento!

Di Pietro chiede 130mila euro per lasciare l’Idv

Quando pensi di averle sentite tutte ecco che invece il Teatrino della Politica italiana sa ancora sorprenderti: ad un esponente dell’Idv sono stati chiesti 130.000 euro per permettergli di lasciare il partito.

Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Matteo Riva, infatti, sarà costretto a pagare una salata penale se vorrà portare avanti la sua decisione di divorzio da Di Pietro. Daw-blog riassume così la vicenda:

“Al momento dell’accettazione della candidatura, a Riva (e ai suoi colleghi) Di Pietro ha fatto firmare in via estremamente riservata un documento in cui si impegnano, in caso di dimissioni dal partito, a versare una “penale” di 100 mila euro. Inoltre, nel documento è previsto anche un contributo mensile di 3500 euro da corrispondere per tutta la durata dell’intero mandato”.

Ora, d’accordo la serietà che un eletto deve al suo partito e (soprattutto) agli elettori, ma una penale non si era mai sentita. La libertà di scelta dovrebbe essere assicurata, anche se poi produce fuoriusciti del “calibro” di Scilipoti…

Buon divertimento!

Borghezio contro Roma

L’avvocato e raffinato pensatore leghista BorghezioMario ultimamente è più attivo del solito: la sua antiromanità (a tratti persino giustificabile) merita di menzione.

Pochi giorni fa il nostro ebbe a dire: “Roma e’ una città sporca, fa schifo. Alemanno si rimbocchi le maniche e pensi a lavorare, invece di perdere tempo a fare polemiche con noi”. E ancora, rispondendo alla domanda “A quale capitale mondiale paragonerebbe Roma?”, ha risposto “Se proprio dobbiamo cercarne una dello stesso livello allora direi che ricorda più Calcutta che una metropoli occidentale. Alemanno dovrebbe correggere molte cose, a cominciare dalla sistemazione del traffico stradale di Roma. Dovrebbe razionalizzare i servizi pubblici e pulire una città che fa schifo. I cittadini sarebbero d’accordo con me” (e purtroppo io, da cittadino adottivo, su queste ultime considerazioni sono d’accordo). Approfondimento qui.

La controparte (il duo Polverini-Alemanno, dirige il maestro… ops, questo è San Remo, pardon) ha pensato bene di querelarlo.

Anche il Teatrino sta pensando di adire le vie legali, specie dopo che Borghezio, riferendosi alla P4, ha usato queste parole: “Alemanno e la Polverini, volenti o nolenti, sono i burattini di questi burattinai.”

Buon divertimento!

link –> articolo su Giornalettismo (con video)

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