Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Elezioni 2014, Ciriaco De Mita ha più consenso di Renzi

Ecco il vero vincitore delle Elezioni 2014: Ciriaco De Mita.

Renzi, Salvini, Picierno non sono nessuno al cospetto dell’86enne nuovo sindaco di Nusco, provincia di Avellino. Eletto con 1.136 voti, pari all’80% dei partecipanti al voto, ha annichilito la povera sfidante, l’ingegnere Rosanna Secchiano, che si è fermata a 336 voti.

Per i meno attenti, queste sono in ordine sparso le cariche ricoperte del politico in questione, non di primo pelo come si evince:

– deputato della Repubblica dal 1963 al 2008 (45 anni, quarantacinque…)

– Presidente del Consiglio

– segretario della Democrazia Cristiana

– ministro della Repubblica

– sottosegretario dell’Interno

– europarlamentare

Giuseppe De Mita, nipote del nuovo primo cittadino Ciriaco nonchè vice segretario nazionale dell’Udc, afferma: “La percentuale era scontata ma la vittoria di Ciriaco De Mita, nuovo sindaco di Nusco, non è un’operazione nostalgia o un tributo al passato”.“Anzi questa è un’operazione avanguardista, perché è partita con l’obiettivo di recuperare il valore della comunità come punto di riferimento di un nuovo scenario politico, avendo a cuore i problemi di una terra come l’Irpinia. Non è il perimetro del campanile, ma un modello sperimentale”. “Ringrazio i nuscani perché hanno compreso che si tratta di un investimento sul futuro”.

Ora bisognerà vedere questo futuro quanto durerà; il TDP vuole bene al buon Ciriaco, ma sempre 86 primavere si porta sulle spalle… Tante belle cose.

Buon divertimento!Largo ai giovani...

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Elezioni in Sicilia: Paladino ed il dono dell’ubiquità

Se si riesce ad essere candidato per due partiti in una sola elezione, come accaduto ad Antonio Paladino, il Tdp si tira giù il cappello.

In Sicilia, infatti, ci sono due differenti versioni di manifesti elettorali che immortalano il viso non proprio da modello del candidato Paladino. Lo slogan è “Sosteniamo lo sviluppo ed il lavoro”; la posa la medesima. Si notano solo due particolari stridenti:

1) prima il commercialista catanese era arruolato in Grande Sud, poi magicamente passa all’Udc;

2) prima il buon Tonino sosteneva Miccichè come presidente, poi con convinzione Crocetta.

(Ah, in uno c’è un aulico “Dott.”).

La coerenza, si sa, non è richiesta nella politica italica. Questo sta bene, è accettato come capacità di libero arbitrio. Del resto “solo gli stupidi non cambiano mai idea”.

Ma almeno la grafica dei manifesti la potevamo cambiare no? Una foto ad un matrimonio con una cravatta l’avrà pure Paladino, non gli si chiedeva un costoso casting. Se ci invia il materiale, il Tdp si impegna a creare un nuovo concept creativo per il futuro eletto (non si sa dove e con chi, ma eletto…).

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Aspettando i ballottaggi, tra Grillo e scandali

Dopo questo weekend si avranno i risultati delle amministrative in importanti città d’Italia, su tutte Parma, Genova e Palermo.

Sebbene i partiti centristi ed il Pdl si erano affrettati a dar poca importanza a questa tornata elettorale, i risultati del primo turno sono stati un autentico scossone tra i partiti tradizionali. C’è stata un’impressione di smarrimento molto forte ed il governo Monti non ha rischiato solo perchè Pdl, Udc e Pd sanno che alle eventuali elezioni politiche sarebbero in grossa difficoltà.

I trend che si evidenziano sono:

1) grillini in forte ascesa, ma questo ormai non fa notizia;

2) Pdl allo sbando totale, con appoggio al Movimento 5 stelle a Garbagnate Milanese e malcelato tifo anche su altre piazze, pur di arginare la sinistra tradizionale. Senza rendersi conto che (anche) così si condanna ad un declino inesorabile;

3) Udc in riposizionamento, con Casini che in 24h lascia appiedato Fini. A proposito dell’ex ras di An, cosa ne sarà di lui? Sembra davvero sparito dalla scena e le elezioni nazionali potrebbero segnarne il suo declino definitivo. Forse;

4) scandali a gogò, tra Lusi che accusa tutti e la Lega che foraggiava i figli di Bossi con una paghetta da 5.000 euro al mese di euro pubblici.

Insomma tutto va ben, madama la marchesa.

Buon divertimento!

Il prossimo presidente del Consiglio? Federico Moccia ovviamente!

“Le amministrative non sono significative” ammonivano Pdl ed Udc. Ovviamente avevano subodorato la disfatta e, visto che prevenire è meglio che curare, si erano portati avanti nel leccarsi le ferite.

Ma le amministrative hanno comunque fatto esprimere 9 milioni di italiani, da Nord a Sud, e qualche indicazione significativa l’hanno data.

Grillini, Tosi, debacle dei Berluscones? Ma certo che no! Intendiamo il trionfo elettorale dello scrittore/dio dei quattordicenni Federico Moccia. La “fortunata” penna si era presentata nel micro comune di Rosello (Chieti), adiacente al paese di origine della moglie.

Alla chiusura dei seggi la vittoria si è capita subito. Il tempo di contare i 142 voti a favore di Federico nostro ed i soli 16 andati all’altro candidato Salvatore Masciotra (lista civica “Rosello nel cuore”), il primo 89,47% dei voti, il secondo il 10,12%. Praticamente a Masciotra sono andate le preferenze di mamma, padre e figli, e forse neanche tutti i figli.

Ci aspetta un futuro di politici “vip” e dalle capacità amministrative tutte da dimostrare?

Buon divertimento!

link –> notizia sul Messaggero

Il gran rifiuto del Senatùr: stop alle cene del lunedì tra Bossi e Berlusconi. Ma (forse) non all’alleanza futura

A volte si sente dire che  “nulla è eterno”. Se può essere vero in generale, figuriamoci in politica.

Il sipario sulla (mai nata) Seconda Repubblica sembra calato; alcuni rituali che ne erano l’architrave – come le “cene eleganti” – sono in via di dissoluzione.

Si apprende, così, che anche le celebri cene di Arcore tra il Cav. Berlusconi Silvio ed il Senatùr-ditomedio-Bossi non avranno più luogo. Almeno oggi, martedì 22 novembre, il leghista supremo ha opposto un gran rifiuto. I ben informati dicono consigliato dall’ex ministro Maroni.

Ma l’alleanza in molte amministrazioni locali continua. Quella nazionale, invece, sebbene al momento sembra terminata, c’è da giurare che in futuro potrebbe riprendere. Perchè, se è vero che le posizioni al momento divergono, l’unione è necessaria per avere un minimo di speranza alle prossime elezioni.

A meno che il Pdl e l’Udc…

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Mario sarà Super? Domani inizieranno le danze (mentre lo spread continua a punirci)

Mettere insieme Pdl e Pd non è mai riuscito a nessuno, giustamente. Almeno teoricamente sono partiti d’opposizione. Ma la situazione sembra talmente grave che SuperMario potrebbe riuscire nell’impresa.

Eppure i mercati sono ancora scettici, per usare un eufemismo. Oggi il famigerato spread è risalito abbondantemente sopra i 500 punti, chiudendo a quota 540.

Momento difficile, talmente difficile che un ex professionista finanziario di Goldman Sachs cerca di mettere ordine nel caos di origine proprio finanziaria; che la politica italica si è talmente ritirata da farsi dettare in toto la linea da una istituzione, come l’UE, che non riesce a darsi una credibilità interna, prima ancora che planetaria.

In tutto ciò, più in piccolo, il sostegno a SuperMario viene da ambienti che non ti aspetti: il Fatto Quotidiano e larghi strati di partiti di sinistra, primo tra tutti Sel, accettano di buon grado che la guida venga affidata a chi degli istituti finanziari è stato uno dei massimi campioni.

Non ci sono, dunque, più certezze. Ed in tutto ciò, il ritorno alla cristianità (democratica) sarà inevitabile. Vi avevamo suggerito di riesumare le tessere Dc: lo avete fatto? Sbrigatevi.

Buon divertimento!

P.s.: domani alle ore 11.00 il presidente incaricato Marione Monti scioglierà la riserva.

Berlusconi? No grazie. E Berlusconismo? Ma si và, è domenica!

di Melisandre

Ok, Berlusconi si è dimesso, Letta si ritira, alcuni nomi della vecchia guardia forse non li rivedremo mai più, altri ricicceranno fuori come funghi alla prime piogge/elezioni. Ma facciamoci una domanda: se Berlusconi ieri ha perso, c’è di conseguenza qualcuno che ha vinto? No, pur volendo essere estremamente magnanimi pare proprio di no.

Una prima conferma la si ha analizzando le dichiarazioni degli esponenti politici che si sono maggiormente “esposti” ieri, durante e dopo il voto.

Di Pietro, reduce dalla ramanzina della base del suo partito sul sostegno a Monti, saluta le dimissioni di Silvio con un bel gesto dell’ombrello.

Bersani ai microfoni di SkyTg24 dichiara :”Berlusconi? l’abbiam mandato via noi del Pd” (?!).

E al Centro che succede? Da Casini nessuna notizia dopo le 21.42 di ieri, almeno fino a stamattina, quando lancia dal suo profilo Twitter il seguente messaggio: “Le scene di ieri sera mi hanno rattristato: non c’e’ niente di peggio degli insulti dei vincitori sui vinti”. Ok Pierferdy, siamo tutti d’accordo, un hashtag però potevi pure metterlo.

Non prendiamoci in giro, Di Pietro che fa il gesto dell’ombrello è uguale a Bossi che fa il dito medio, Bersani che si prende i meriti è come Silvio che perde il contatto con la realtà, Casini che nello stesso messaggio riesce a negativizzare centrodestra e centrosinistra è come il classico geniale democristiano on demand.

Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere e a farci sopravvivere in questo clima da 15 di Agosto? Si perchè, un po’ come a Ferragosto, chi preferisce andare al mare, chi preferisce andare in montagna (vi risparmio la battuta MariOMonti, ah no, l’ho detta) ma nessuno si ricorda o capisce in realtà che cosa si festeggia. Sarà l’apertura dei mercati domani mattina a ricordarcelo?

Buon divertimento!

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