Il teatrino della politica | TDP

spettacolari burattini parlanti

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Black bloc, manifestazioni e politica: Occidente vs Italia

Quello che è successo sabato a Roma lo sappiamo tutti; il post sta avvenendo in queste ore: sparuti, timidi arresti, Er Pelliccia preso a simbolo di un movimento violento (quando di Black Bloc non ha probabilmente nulla tranne che l’aspirazione di scimmiottare quelli veri), la politica che si divide sul da farsi, come sempre.

In tutto ciò, in Usa, al semplice rifiuto di consegnare il megafono alle forze dell’ordine, la scrittrice e femminista Naomi Wolf viene arrestata. Esagerati? Forse. Ma sono gli Stati Uniti, funziona così, nel bene e nel male.

Il Teatrino semplicemente si è seccato del fatto che “siamo in Italia, qui è diverso”. Diverso un corno. Chi ha commesso crimini, già ampiamente perseguibili con le leggi esistenti, deve essere punito equamente (e forse qualcosa in più). Senza divisioni, senza nicchi, senza rimpalli di responsabilità. Chi ha omesso di prevenire e di controllare, se questo è stato, va perseguito ugualmente. Non ci sembra complicato o degno di interpretazione, è chiaro e limpido.

Lo dobbiamo a chi si è vista bruciata l’auto, a chi manifestava legittimamente e pacificamente (almeno duecento mila, di cui nessuno parla), ad una città ed un intero Paese.

Quando inizieremo ad essere meno “unici” e più simili al resto dell’Occidente? Speriamo presto, ma crediamo mai.

Buon divertimento (e scusate la serietà, ma quando ci vuole…)!

link –> articolo del Corriere sull’arresto della Wolf

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Twitter ed il porno-deputato

La comunicazione politica è un’arte fatta soprattutto di savoir faire e piccole e grandi furberie. Che, tra l’altro, a seconda del punto vista, potrebbero essere considerati atteggiamenti simili.

Le nuove vie 2.0, poi, permettono dei salti di qualità notevoli.

Ipotizziamo che un politico sia ritenuto dalle donne anche un bell’uomo. Sfruttando la cosa, potrebbe ad esempio spedire foto, più o meno osé, direttamente a casa delle potenziali elettrici. Potrebbe ancora ballare la lap dance al comizio nel villaggio del profondo Midwest. E via dicendo.

Ma, ecco l’utilità delle nuove piattaforme di comunicazione, può pure sfruttare Facebook e Twitter. Ok, nulla di così nuovo, se non fosse che Anthony Weiner, deputato democratico Usa, è andato un tantinello più in là, inviando via Twitter ad alcune fan sue foto porno. Per poi inventare che non era stato lui. Per poi scusarsi. Per poi non dimettersi. E piangere in conferenza stampa. Ecco il video.

In Usa queste cose sono prese sul serio, forse troppo. Fino al punto di spingere Nancy Pelosi ad ordinare un’indagine della commissione etica.

Buon divertimento!

link –> articolo sul Telegraph

Obama-Cameron: ping pong e massimi sistemi

Da oggi le relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Gran Bretagna saranno più forti: Obama e Cameron hanno perso insieme una partita di ping pong contro due studenti della Global Acadmemy, una scuola di Southwark, quartiere periferico londinese.

Che si vinca o che si perda, fare parte di una squadra accomuna, crea legami, a volte fa nascere amori (non infrequenti tra calciatori, ad esempio…).

Dopo il match di ieri, le rispettive consorti dei due potenti leader dovranno temere un avvicinamento sentimentale? Non è da escludere. In fondo, tra un assetto geopolitico mondiale a destra, una decisione di bombardare a sinistra, un “volemose bene, semo umani”, hai visto mai che ci scappa la scappatella?

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

Moda iraniana

Secondo me lo stile iraniano è lì lì per prendere piede. Ma lo vedete Khameini quanto è cool? Barba, asciugamano nero Ikea in testa, tutto un contrasto b/w. Ha classe.

Secondo lui, poi, oltre allo stile, anche le rivolte in corso nei paesi arabi si propagheranno verso l’Europa, scardinando i sistemici economici e culturali di stampo statunitense ed israeliano.

Se al turbante ci posso arrivare, magari usandolo in sostituzione del casco, sul tema dei moti popolari credo che al buffo ayatollah sfugga che questi non sono contro gli Usa o Israele, ma verso di lui, il suo presidente, tutto il pulviscolo di dittatorucoli asiatici e nordafricani.

Quindi, un consiglio di moda: il turbante va portato dritto e ben calzato, ma non troppo stretto onde evitare che il sangue, non affluendo al cervello, crei una carenza d’ossigeno con conseguente spargimento di minchiate sui media planetari.

Buon divertimento!

link –> articolo dell’Ansa

Barack (W. Bush) Obama

Barack Obama è un Nobel per la pace che fa la guerra, senza nascondersi.

Intendiamoci: sono pienamente d’accordo sul trucidare senza pietà quel barbuto personaggio dal simpatico nome di un pennarello. Però non mi si venga a dire che il Comandante in capo attuale, l’abbronzato, ammazza in maniera più soft di altri (qui di fianco è intento a godersi lo spettacolo, come se fosse la finale del Super Bowl).

Io lo apprezzo, dà visione e speranza all’umanità, sa giocare a basket, è un figo. Ma quando prosegue il lavoro di W. Bush lo fa con convinzione e continuità. E meno male visti i risultati.

Mi sento americano ora come mi sentivo in passato. Ho scelto tempo fa da che parte stare.

Nonostante i tanti difetti preferisco loro, con buona pace di chi non la pensa così.

Buon divertimento!

Born in the USA

Lo ammetto, mi ha fatto strano vederlo come prima notizia del Corriere.it: la Casa Bianca costretta ad esibire il certificato di nascita del Presidentissimo dalla forte abbronzatura.

Pensavo che solo qui nel Bel Paese dovessimo mostrare i libretti universitari (bersaniani), i certificati di master veri o presunti (santanchèiani), gli scontrini delle marchette (ehm…).

Invece il dubbio si insinua anche negli States, mettendo in forse elezioni archiviate da anni.

Ma se Obama fosse davvero keniota potremmo fare così: annulliamo tutto e rimettiamo in sella il buon vecchio Reagan, almeno lui sì era un attore vero, degno del teatrino. Yes, we can!

Buon divertimento!

link –> articolo del Corriere

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